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Il 24 febbraio 2022 Putin poneva fine alla «Europa Felix»

Illuso di concludere la guerra in una settimana, dava il via alla tentata invasione dell’Ucraina. A due anni di distanza l’inutile guerra fratricida continua

Si conclude oggi il secondo anno di guerra Russo-Ucraina. E a due anni di distanza dal via alle operazioni nulla è cambiato dal punto di vista militare.
Quindi tutto è come due anni fa, con l’aggiunta terribile del numero delle vittime.
Non esistono dati ufficiali sul numero di soldati uccisi o feriti, né da parte di Kiev, né di Mosca. Ma il numero totale dovrebbe superare le 500mila unità, di cui almeno 100mila morti. I civili ucraini uccisi sono invece certamente più di 10mila.
Una stima della rivista militare Sofrep parla d'un costo complessivo di un miliardo di dollari al giorno.
Se si pensa che cosa si poteva fare con 720 miliardi…
 
Oggi una cosa ci pare evidente: nessuna delle parti può perdere, né la Russia né il Mondo Occidentale.
E questo è l’aspetto che più turba i cittadini europei. Ci eravamo abituati a un clima di «Europa Felix», dove l’ultimo problema era l’eventualità di una guerra.
Perfino la guerra tra gli stati dell’ex Jugoslavia non era vissuta dagli europei come una guerra vera e propria.
Putin invece ha rotto l’incantesimo. Ha portato in casa una guerra d’altri tempi, l’ha scatenata per finalità d’altri tempi, l’ha condotta grande incapacità militare d'altri tempi.
Quando i Padri fondatori dell’Unione Europea avevano avviato il processo di unificazione, si erano posti delle tappe. Le più importanti le abbiamo conquistate: l’accordo di Schengen, la moneta unica.
 
Il terzo obiettivo fondamentale era la formazione di un esercito europeo, che praticamente sarebbe stato il sigillo alla fine delle guerre europee. Ma Charles de Gaulle, che chiaramente era nazionalista, lo aveva impedito subito.
Oggi che dopo l’inutile strage Russo Ucraina è esploso anche il Medio Oriente, ci troviamo a fare i conti con le forze armate dei singoli Paesi europei.
Se si pensa che da quando l’UE ha deciso di avviare l’«Operazione Scudo» per mettere in sicurezza la navigazione ne Mar Rosso dagli attacchi dei briganti Houthi dello Yemen, ci è voluto un mese perché il parlamento Europeo l’approvasse, possiamo dire che la creazione di un esercito europeo è diventata una priorità fondamentale.
Qualche osservatore sostiene che l’Europa dovrebbe investire molto di più in armamenti. Ma, a vedere i dati ufficiali, non siamo messi male. Abbiamo bisogno solo di avere un'unica organizzazione militare unica.
 
Tanto per avere un’idea della situazione, ecco le principali spese militari effettuate nel mondo.
Al primo posto, ovviamente, troviamo gli USA con un budget di 877 miliardi di dollari annui (il 3,45% del PIL).
Al secondo segue la Cina con 292 miliardi (l’1,6% del PIL), terza la Russia con 86 miliardi (il 4% del PIL).
A seguire troviamo: India, 81 miliardi (2,43% del PIL) - Arabia Saudita, 75 miliardi (7,42%) - Regno Unito, 68 miliardi (2,23%) - Germania, 56 miliardi (1,39%) - Francia, 54 miliardi (1,94%) - Corea del Sud, 46 miliardi (2,72%) - Giappone.45 miliardi (1,08%) - Ucraina, 44 miliardi (3,55%) - Italia, 34 miliardi (1,68%).
L’Europa, quindi, assommando le singole disponibilità, arriva a un totale 350 miliardi, ai quali va virtualmente aggiunto il Regno Unito con i suoi 68 miliardi.
Insomma, l’Unione Europea si trova una disponibilità militare certamente inferiore agli USA, ma ben al di sopra di Cina e Russia.
 
È triste trovarsi a fare questo tipo di conteggi, ma i disastri che sono scoppiati non lontano dall’Unione Europea ci inducono a procedere in tutta fretta alla formazione di un esercito europeo.
Di difesa, sia ben chiaro.
Ma non possiamo fingere di non vedere cosa possono fare i droni e i missili che ormai sono in mano anche gente pericolosa.
La pacifica Europa deve ora preparare la difesa se vuole mantenere la pace in tutta sicurezza.
E tutto questo grazie all’idea folle che Putin volle mettere in atto esattamente due anni fa.

G. de Mozzi

PS: Ci è stato chiesto quante portaerei ci sono al mondo e la situazione è questa:
Gli USA hanno 11 portaerei gigantesche a propulsione nucleare, più 9 minori a propulsione tradizionale.
La cina ha tre portaerei.
India, Italia e UK hanno due portaerei.
La Francia e la Russia hanno una portaerei.

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