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Encomiati due carabinieri per essere andati oltre il loro dovere

Avevano salvato uno sciatore riportandolo in vita con le tecniche di loro conoscenza

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Alle 10 di domenica 17 marzo, i Carabinieri sciatori in servizio presso il comprensorio «Adamello Ski» del Passo del Tonale, hanno rianimato un turista inglese, identificato in Turner David Frederic Scott, di Chesterfield, classe 1934, vedovo, pensionato.
L’uomo stava scendendo lungo la pista rossa denominata Tonale occidentale, a 2.450 metri di quota, quando è caduto e ha sbattuto violentemente la testa, perdendo conoscenza.
L’incidente è stato notato da un maestro di sci il quale, vedendo che l’anziano era rimasto immobile in posizione prona, ha prestato i primi soccorsi, girandolo in posizione supina, liberando la bocca dalla neve e, constatata l’assenza del battito cardiaco, iniziava il relativo massaggio. 
 
Solo pochi istanti dopo, allertati tramite lo stesso maestro di sci, sono giunti i Carabinieri sciatori, la pattuglia composta da Antonio Colangelo e Michele Calò, entrambi in forza alla Stazione CC di Vermiglio, che hanno proseguito il massaggio cardiaco per alcuni minuti, finché il cuore dell’uomo ha nuovamente iniziato a battere.
A situazione stabilizzata, mediante la motoslitta in dotazione, lo hanno trasportato leggermente più a monte, fino alla piazzola di atterraggio dell’elicottero del 118, chiamato dagli stessi militari che, nel frattempo, hanno anche chiuso la pista ed allestito in sicurezza la piazzola di atterraggio.
L’infortunato è stato quindi ricoverato presso il reparto di neurologia del Santa Chiara di Trento per «emorragia sub aracnoidea postraumatica». Fortunatamente non in pericolo di vita.
 
In relazione a tale episodio, nella mattinata di oggi, i militari sono stati ricevuti a rapporto dal Comandante Provinciale, Colonnello Maurizio Graziano, il quale ha rivolto loro espressioni di vivo apprezzamento per le capacità umane e professionali dimostrate nell’episodio.
 
Il loro gesto non può essere definito eroico in senso stretto, ma di questi tempi quello che hanno fatto va ben al di là del comune senso civico. E della loro professionalità.
Ogni cittadino dovrebbe fare il possibile per aiutare una persona in difficoltà, ogni volta che risulta palese che i soccorsi istituzionali non sono in grado di intervenire per tempo. Ma chi lo fa?
Beh, i due carabinieri lo hanno fatto con quello che sapevano fare perché glielo ha dettato il senso morale del proprio essere.
Ricordate l’immagine di fine Ottocento, quando il carabiniere fermava - prendendolo per le briglie - il cavallo imbizzarrito che era sfuggito al controllo e correva verso la folla? È la stessa iconografia, solo che allora faceva parte di una cultura civica ben diversa. 
Bravi, Antonio e Michele.

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