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«Balcani bio»: presentato il volume dell’osservatorio sui Balcani

Il libro, edito in italiano e in inglese, può essere richiesto gratuitamente alla segreteria dell'Osservatorio ma anche scaricato in formato e-book

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«Balcani bio. Attori, politiche e istituzioni. Una prospettiva regionale»: questo il titolo del libro pubblicato recentemente dall'Osservatorio sui Balcani e Caucaso, presentato stamani in Provincia con una conferenza stampa a cui hanno preso parte l'assessore provinciale alla solidarietà internazionale e convivenza Lia Giovanazzi Beltrami, la direttrice di Osservatorio Luisa Chiodi, l'autore del volume Matteo Vittuari, dottore di ricerca in Cooperazione internazionale e Politiche per lo sviluppo sostenibile presso l'Università di Bologna, e Matteo Orsingher, responsabile di Europe Direct Trentino.
Molti i temi toccati nella pubblicazione.
In primo luogo, la politica agricola comunitaria e nei Balcani in materia di produzioni biologiche, produzioni che stanno conquistandosi uno spazio sempre più ampio nell'ambito delle produzioni agricole tout court.
 
Sullo sfondo, però, anche il processo di avvicinamento dei Balcani all'Europa, con il prossimo ingresso della Croazia, previsto per il 1° giugno 2013, e a seguire della Serbia; un processo che comporta naturalmente la necessità per questi paesi di armonizzare la loro legislazione con quella in vigore nella Ue.
Tutto ciò anche alla luce della crisi economica mondiale che stiamo vivendo tutti, che impone un ripensamento sia dei modelli di produzione dei beni sia dei consumi, ma presenta anche forti incognite proprio sul versante dell'uso della terra e della produzione agroalimentare.
Il libro, edito in italiano e in inglese, può essere richiesto gratuitamente alla segreteria dell'Osservatorio ma anche scaricato in formato pdf dal sito www.balcanicaucaso.org/ o consultato in formato e-book.
 
«Questo studio - ha detto l'assessore Beltrami - rappresenta una tappa importante lungo il percorso che l'assessorato alla Solidarietà internazionale e convivenza sta facendo assieme all'Assessorato all'agricoltura e ai servizi provinciali interessati alle problematiche relative alla terra e alle produzioni agricole. Il prossimo anno approderemo infatti ad un vero e proprio Forum sulla terra, a cui prenderanno parte tutti gli attori sociali interessati. E' importante partire dai Balcani perché la solidarietà trentina è presente in questo scenario da molti anni, e l'Osservatorio costituisce una delle 'punte' di eccellenza di questo impegno. Invito tutti a leggere questo libro, davvero chiaro, leggibile, e pieno di informazioni utili sulla situazione dell'agricoltura biologica in quest'area che è, a tutti gli effetti, un pezzo d'Europa.»
 


Luisa Chiodi (nella foto, a fianco di Lia Beltrami) ha confermato l'interesse crescente del pubblico nei confronti delle dinamiche che riguardano l'area balcanica, testimoniato anche da una crescita dell'utenza dei servizi offerti dall'Osservatorio di un 20% annuo.
«Dopo la citazione di El Pais, una delle maggiori testate in lingua spagnola, abbiamo ricevuto recentemente un altro importante riconoscimento - ha aggiunto - , questa volta dall'Economist. Il lavoro dell'Osservatorio è quindi apprezzato, e lo sono anche queste ricerche monografiche, oltre che i servizi di carattere più strettamente giornalistico e informativo. La realtà della produzione biologica è oggi molto importante già nel contesto dell'agricoltura italiana, con un giro di affari di circa 3 miliardi annui. In prospettiva, lo diventerà anche nei Balcani.»
 
Ed è questo scenario che ha esaminato Matteo Vittuari, guardando oltre all'agricoltura di semplice sussistenza, e esaminando i trend che riguardano forme di produzione e di commercializzazione più moderne e orientate al mercato.
Dal libro emerge come il biologico stia conquistandosi nuovi spazi anche a fronte dell'incedere della crisi internazionale, generando posti di lavoro e ritorni economici, senza dimenticare il ruolo strategico che queste produzioni assumono sul versante ambientale, della sostenibilità, della valorizzazione della biodiversità.
«I Balcani saranno i prossimi partners dell'Unione europea anche in questo campo - ha rimarcato Orsingher, - per questo è fondamentale approfondire la conoscenza reciproca.»
 
 
 
 
 

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