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Presidenziali francesi, subentra la Strage di Tolosa

La campagna elettorale si ferma – Di Michele Soliani

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Lunedì 19 marzo, è avvenuto un massacro simile a quello che accadde a Nanterre del 2002, il cui obiettivo però non è stato un Consiglio Comunale ma un collegio-liceo ebraico.
Nel 2002 ci furono otto morti, quattordici feriti gravi e una intera cittadina sconvolta da un’impresa così grave da spazzar via gran parte del Consiglio Comunale.
Se a Tolosa non è ancora stato trovato l’assassino, a Nanterre invece il colpevole venne subito individuato in Richard Durn, un uomo di trentatré anni che soffriva di schizofrenia e di depressione.
Nel momento in cui è stato catturato urlava freneticamente «Ammazzatemi, ammazzatemi!»
 
Non c’è solo Richard Durn ma anche chi il 27 settembre 2001 uccise 14 persone all’interno del Parlamento Cantonale di Zug. Il pazzo si chiamava Friedrich Leibacher il quale, dopo aver ferito altre 15 persone, si tolse la vita.
Il motivo del suo gesto era un contenzioso amministrativo. Un contenzioso che però è costato la vita a 14 persone innocenti.
 
Ma cosa successe a Nanterre? Dopo quattro ore di lavori, il Sindaco comunista di Nanterre aveva tolto la seduta.
Mentre gran parte del pubblico si stava recando all’uscita, Richard Durn si dirigeva verso i banchi comunali e inizia a sparare con una determinazione e una freddezza unica.
Il pazzo venne immobilizzato rapidamente, ma ormai il Consiglio Comunale era già stato decimato.
 
Ma chi era Durn?
Durn, sloveno da parte di madre, era un cittadino modello. Nel 1993 era stato a Sarajevo con una missione umanitaria e, nonostante le sue stranezze, nessuno avrebbe potuto pensare che fosse capace di un simile atto.
A distanza di soli dieci anni e nuovamente in campagna elettorale come nel 2002, a Tolosa le vittime sono state un rabbino e tre bambini.
Testimoni hanno affermato che il pazzo avesse con sé una telecamera per filmare le uccisioni.
 
Mentre intanto la campagna elettorale si è fermata.
I due principali candidati si sono comunque voluti recare sul luogo della tragedia per esprimere il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime.
Hollande ha messo in guardia gli altri candidati, riferendosi a Nanterre.
«Non sei mai al sicuro dalla follia, – ha affermato. – Certi vorranno spostare in generale l'argomento sul tema dell'insicurezza. (...) Guai a coloro che vorrebbero utilizzarlo in campagna.»
 
La volontà di non utilizzare, come avvenne invece per Nanterre, tale strumento come arma elettorale, appare condivisa anche agli occhi del saggista e avvocato Gilles-William Goldnadel.
Il membro del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia ha affermato come «per una volta» non vi siano strumentalizzazioni ideologiche o politiche di questa tragedia.
Dello stesso avviso la candidata dei Verdi Eva Joly che in un comunicato dice così.
«Condanno in anticipo l'eventuale recupero di questo spregevole atto.»
 
Michele Soliani
m.soiani@ladigetto.it

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