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Rinvenuta in Trentino la batteri osi del kiwi (PSA)

Due focolai individuati ed eradicati in Valsugana: appello ai produttori

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Nel corso dei mesi di giugno e luglio 2012 sono stati individuati sul territorio provinciale e prontamente eradicati 2 focolai di Pseudomonas syringae pv.actinidiae, agente del cancro batterico dell’actinidia (in sigla: PSA).
Il batterio, molto aggressivo, è in grado di attaccare esclusivamente le piante di actinidia, più conosciuto come «kiwi».
 
Nel corso degli ultimi 3 anni il batterio ha provocato danni (talvolta compromettendo intere zone produttive) soprattutto nel Centro e nel Nord Italia.
La batteriosi da quarantena fitosanitaria è stata rinvenuta dall’Ufficio fitosanitario provinciale, in collaborazione con i tecnici e i patologi della Fondazione Edmund Mach, su giovani piante di kiwi «giallo» di provenienza extraregionale.
 
Il Decreto Ministeriale 7 febbraio 2011 impone in questi casi l’obbligo di adottare specifiche misure di emergenza (fino alla bruciatura dell’intero appezzamento).
I focolai sono tuttora circoscritti e localizzati in Valsugana, una zona produttiva periferica e isolata rispetto a Val d’Adige, Vallagarina, Valle dei Laghi e Alto Garda, territori con maggiore presenza di kiwi.
 
Sono in corso ulteriori monitoraggi negli impianti di kiwi vicini ai focolai, e nei vivai autorizzati.
L’ufficio fitosanitario, la Fondazione Mach e le organizzazioni dei produttori (nonché molti singoli produttori) stanno compiendo tutti gli sforzi necessari a contenere la diffusione della malattia, la cui unica cura è appunto la prevenzione, per scongiurarne la comparsa nelle zone maggiormente vocate del Trentino.
 
Poiché i sintomi visibili della malattia sono inequivocabilmente riconducibili alla batteriosi del kiwi solo nei casi gravi (cioè in presenza di essudato batterico rossastro che esce da cancri del fusto), si invitano tutti i produttori di actinidia che abbiano dubbi a contattare il personale tecnico della Fondazione Mach per gli eventuali supporti diagnostici.
 

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