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L’Altopiano di Piné e l’invasione di Napoleone Bonaparte

Da lunedì 20 a domenica 26, cortei in costume con personaggi dell’epoca 1796 – 1797

L’Azienda per il Turismo Altopiano di Piné e Valle di Cembra, in collaborazione con l’associazione «Noi Nella Storia» e con il sostegno dell’Assessorato provinciale della Cultura ripropone per l’estate 2012 un esclusivo programma.
Gli appassionati di storia e di montagna potranno trascorrere una settimana tra cortei in costume e banchetti, accampamenti e personaggi dell’epoca, conferenze con esperti e visite guidate, ma, soprattutto, potranno assistere alla rievocazione delle battaglie che ebbero luogo sull’Altopiano di Piné e in Valle di Cembra tra il 1796 ed il 1797, dove l’esercito di Napoleone trovò la strenua resistenza delle popolazioni locali.
 
Anima della proposta sarà la cultura del territorio, in grado di offrire numerosi spunti per una riflessione sull’identità di un’orgogliosa comunità di montagna, ma anche sulla consapevolezza delle nostre radici.
La rievocazione di quest’anno avrà luogo presso il lago delle Buse a Brusago, dove verranno allestiti i campi militari con gli accampamenti.
 
Gli spettatori potranno assistere alle parate militari e alla battaglia tra il contingente francese e quello austriaco, coadiuvato dalla popolazione locale.
Tutti gli eventi programmati dal 20 al 26 agosto saranno ispirati al periodo napoleonico, tra riferimenti storici e rivisitazione di usi e costumi d’allora, momenti di vita quotidiana, balli d’epoca, racconti e conferenze storico-scientifiche.
 
Si comincerà lunedì 20 agosto (Centro Congressi Piné 1000 ore 21) con Elisir della salute: I rimedi di un tempo, una conferenza tenuta da Giuseppe Morelli che parlerà dei rimedi fitoterapici utilizzati nei secoli scorsi.
Martedì 21 agosto, a partire dalle 10.00 Elio Antonelli guiderà alla scoperta dei tesori dell’antico borgo di Piazzo di Segonzano e della Chiesa dell’Immacolata, mentre ad ore 21.00 a Montesover gli storici Adone Bettega e Aldina Martinelli parleranno della discesa delle truppe napoleoniche e daranno lettura dei diari storici dei Capitani degli Svizzeri (Schűtzen sudtirolesi).
 
Al Castello di Segonzano, che fu teatro della sanguinosa battaglia contro le truppe napoleoniche del novembre 1796, mercoledì 22 agosto ad h 21.00, sarà di scena il Gruppo di danza Tridentum che si esibirà in danze ottocentesche.
La gita del giovedì 23 agosto porterà gli appassionati di storia e di cultura tirolese a visitare i luoghi teatro delle campagne napoleoniche e della resistenza delle popolazioni locali.
 
Da San Leonardo in Passiria a Merano, interessanti visite guidate animeranno la giornata. La serata si concluderà presso il Centro Congresso Piné 1000 con la presentazione del libro «Storia degli Schuetzen» a cura dell’autore Marius de Biasi e del DVD «L’Altopiano di Piné, la Valle di Cembra e Napoleone».
Venerdì 24 agosto sarà invece proposto «Adagio con Gusto», il concerto enogastronomico che avrà come tema «il salotto dell’800».
 
Il ricco week-end inizierà sabato 25 agosto alle 9.30 e per tutta la giornata si potranno visitare i campi militari e il mercatino di prodotti tipici locali.
Alle 12.30 le cucine prepareranno il «pranzo del soldato», mentre ad ore 16.00 presso il lago delle Buse inizierà la rievocazione storica della battaglia avvenuta nell’autunno del 1796 tra le truppe francesi ed austro-tirolesi cui seguirà, presso i campi militari, la cena del soldato.
 
Evento conclusivo della giornata sarà il concerto a tema nella Chiesa di S. Osvaldo di Bedollo con l’Ensemble Frescobaldi.
Domenica 26 agosto, ad ore 9.00 nei pressi della diga del Lago delle Piazze avverrà il dispiegamento dei soldati francesi, austriaci e sizzeri che marceranno tra piccole scaramucce verso Baselga di Piné.
 
Con ritrovo al lago di Serraia, presso i mercatini di prodotti tipici, si preparerà la sfilata in costume che si concluderà con un matinée musicale sul lago e, dalla spiaggia dell’Alberon, con il saluto delle truppe.
Al lago delle Buse, alle 13.00 sarà riproposto il pranzo del soldato. Il Trio Lorenz chiuderà la settimana napoleonica con un inedito concerto presso il Centro Congresso Piné 1000.
 
 La Battaglia di Segonzano
Cinque colpi di fucile. E’ questa una delle più significative testimonianze dell’invasione napoleonica, della Valle di Cembra e di Piné, impresse sulla cappelletta di Sant’Antonio a Piazzo di Segonzano, ameno borgo della vallata, unico disteso accanto alle ghiaiose sponde del torrente Avisio.
Fu tra il 1796 e il 1797 che la placida microstoria delle ripide pendici cembrane e delle conche dell’altopiano di Piné venne travolta dal vento impetuoso della grande storia europea, sconvolta dal grido di liberté e egalité partito in Francia nel 1789, e che, nel dilagare della «fraternità» voleva portare i venti rivoluzionari in tutta europa, scontrandosi coi legittimi poteri delle dinastie che da secoli la guidavano.
 
Anche il Principato Vescovile di Trento e la Contea del Tirolo, che nell’orbita imperiale asburgica si dividevano i feudi cembrani e pinetani, furono scossi alla notizia che un giovane e ambizioso generale francese, Napoleone Bonaparte, alla guida di una grande armata aveva superato le Alpi, invadendo la penisola italiana settentrionale, per dirigersi verso il cuore dei domini asburgici attraverso i passi del Tirolo, via di passaggio verso Vienna.
Lo scompiglio iniziale di Trento, con la fuga nel maggio 1796 dello stesso Principe Vescovo,  precedette l’invasione dei napoleonici, quando il 5 settembre Napoleone si insediò al Castello del Buonconsiglio di Trento, per inseguire poi gli austriaci nella Valsugana verso il Veneto.
 
Ma quale baluardo e continua spinta di sfondamento a nord, i francesi si disposero come uno sciame in Valle di Cembra lungo l’Avisio fino a Segonzano e a Piné sino a Bedollo, cercando ovunque il passaggio a nord, marciando impietosamente dove oggi ameni declivi digradanti con muretti a secco, contornati di viti rigogliose, e boschi su superbe cime, fanno della Valle di Cembra e dell’Altopiano di Piné due perle della tipicità ambientale trentina.
Fu la «Battaglia di Segonzano» il 2 novembre 1796 uno dei momenti di maggior rilievo di questa pagina storica.
 
Era il giorno dei morti e verso le sei del mattino tutti i difensori tirolesi locali, tranne quelli agli avanposti, erano alla Messa nella chiesa della Trinità.
Ma ad un tratto giunse l’allarme: una colonna di circa 3.000 francesi avanzava a grande velocità. Contro di essa si disponevano velocemente, ma senza ordine preciso, le compagnie tirolesi di Rottenburg, Steinach, Grumes, Sover e di Fiemme, insieme alle truppe austriache croate dei «Mahoni», in tutto 680 uomini, che combatterono strenuamente e quasi eroicamente contro 3.000 napoleonici guidati dal generale Gaspard.
Il castello di Segonzano fu subito preso di mira dalle preponderanti forze francesi, che si scontrarono con i difensori locali in una mischia furibonda, nella quale i colpi di fucile erano accompagnati da forti calci menati dai tirolesi ai francesi che, fra morti e fuggenti, rotolavano verso il fondovalle.
 
Il sangue freddo e la decisione dei montanari non venne meno di fronte alle punte delle baionette nemiche: essi attendevano i francesi coi fucili carichi e facevano fuoco al momento opportuno.
L’urto principale dei francesi giunse da sud, quando le case di Piazzo, l’ameno borgo accanto all’Avisio, alle pendici della collina del castello, vennero occupate: dal maniero e dai prati attorno i tirolesi, con le cartucce rimaste, cercavano di respingere il nemico che, in colonna, sparava a raffica fra grida e rullare di tamburi, e balzava avanti con la baionetta in colonne chiuse.
 
Trevolte i francesi respinsero i tirolesi, e tre volte i tirolesi ricacciarono indietro i francesi, finché i napoleonici verso le 10 della sera furono costretti a suonare la ritirata. Quel giorno caddero 66 persone e oltre 100 furono i feriti.
I francesi tentarono lo sfondamento nell’alta valle, in quelle contrade soverine della catena del Lagorai che oltrepassa i 2.000 metri e domina il pinetano e la vallata cembrana.
 
Fu il prode Domenico santuari a guidare la difesa, riuscendo pure nel febbraio 1796 a salvare una bandiera ancora oggi conservata a Montesover quale segno tangibile della storia e delle vicende napoleoniche di Cembra e di Piné.
Dopo il triste sacco del capoluogo di Cembra, avvenuto il 20 marzo 1797, i napoleonici occuparono l’intera Valle di Cembra e il Pinetano, con distruzione di paesi, ed incendi di chiese e case rurali, lasciando nella popolazione un crudo ricordo di quelli che ironicamente il decano cembrano definì gli «umanissimi francesi».
 
Con gli anni il velo della storia ha sospinto la nebbia della dimenticanza, recentemente cancellata del recupero di quella pagina storica, che, pur nella sua violenza, rimane il momento in cui Piné e Cembra fecero parte della grande storia d’Europa.

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