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«Mele e roccia», il Trentino verso un nuovo binomio per il futuro

Incontro della Giunta provinciale nelle gallerie della Tassullo Spa, dove si sperimenta la conservazione delle mele «in ipogeo» (sotto terra)

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Le mele e la roccia, la tradizione e l'innovazione, il paesaggio e il risparmio di territorio, l'acqua e la conservazione del paesaggio: nasce nel sottosuolo, nelle gallerie scavate sotto la montagna della Predaia (nella foto sotto il titolo), in Val di Non, un'idea di futuro che sovverte la pretesa antinomia tra agricoltura e industria, facendo della sostenibilità un termine concreto, traducibile in vantaggi misurabili.
Quelli illustrati oggi nelle «caverne» della Tassullo Materiali Spa a Tuenetto, inedita location per una trasferta della Giunta provinciale che ha acceso i riflettori su una valle, e su un progetto unico a livello europeo - quello della conservazione delle mele in ipogeo - che ai venti di crisi vuole rispondere con coraggio, spirito di intrapresa e sinergie territoriali.
 
E' un messaggio di fiducia quello uscito oggi dalla Galleria Rio Maggiore della Tassullo Materiali Spa, che il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha così sintetizzato.
«Una buona idea per il futuro, una straordinaria opportunità che avrà molte ricadute sul territorio, ed un'occasione per comprendere come in Trentino vi siano tante realtà collettive che lavorano per costruire futuro.»
 
Le basse temperature sono congeniali alla nascita delle buone idee, e davvero i 10 gradi centigradi che permanentemente vi sono all'interno delle enormi gallerie scavate negli ultimi sette anni in Predaia per ricavare dalla Dolomia la preziosa materia prima necessaria a produrre i pregiati cementi della Tassullo Materiali Spa (gli stessi attualmente utilizzati, ad esempio, per la ristrutturare il Colonnato del Bernini in San Pietro a Roma), trasmettono una sensazione di benessere.
Un'atmosfera rarefatta, interpretata anche musicalmente dalle sottili note che il professor Giacomo Monica ha «estratto» con un archetto di violino da tre blocchi di roccia.
 
Preludio a un incontro al quale hanno partecipato, assieme a tutta la Giunta provinciale, un nutrito gruppo di invitati espressione delle realtà amministrative della valle (Comuni e Comunità), del mondo agricolo (il Consorzio Melinda in primis) e della ricerca (Università di Trento e Fondazione Mach).
La sperimentazione in atto a Tuenetto è uno dei progetti tecnologici più avanzati al quale si sta lavorando in Trentino.
 
Nelle gallerie lasciate vuote dall'attività di escavazione della Tassullo Materiali, lo ha nuovamente spiegato oggi Stefano Odorizzi (foto di lato), amministratore delegato della società, troveranno collocazione non solo le nuove celle di conservazione per le mele, ma anche due bacini ipogei di accumulo d'acqua, oltre ad una parte degli impianti industriali della stessa Tassullo Materiali Spa.
Tutto nasce dall'esplorazione di nuovi orizzonti imprenditoriali ispirati, in coerenza con la filosofia aziendale, al rispetto dell'ambiente e al dialogo con le comunità ove il Gruppo Tassullo opera. 
I progetti che coinvolgono la Valle di Non si pongono in tale quadro di collaborazione sono tre e hanno avuto come elemento propulsivo la legge provinciale sull'industria n.6 per la ricerca scientifica.
Progetti che poggiano, dunque, su comuni prospettive pubbliche e private: rispetto del territorio e disponibilità al dialogo. 
 
Il primo progetto riguarda la stessa Tassullo materiali che, dopo articolati e complessi studi sia a livello impiantistico che tecnico, ha determinato la fattibilità tecnica per costruire uno stabilimento produttivo in ipogeo completamente automatizzato. 
Verranno pertanto portati all’interno della miniera Rio Maggiore gran parte delle lavorazioni attualmente all’esterno dello stabilimento di Tuenetto di Taio, costruendo un impianto produttivo all’interno di vuoti minerari specificamente progettati per ospitare gli impianti di produzione, in modo da eliminare gli impatti ambientali, risparmiando energia e risparmiando territorio
 
Un secondo utilizzo delle gallerie nasce dal «Patto per l'acqua», l'accordo per realizzare serbatoi di acque in sotterraneo firmato il 20 aprile 2010 tra Tassullo Materiali da una parte ed il Comune di Vervò ed i Consorzi di Miglioramento Fondiario di Vervò e Priò dall'altra.
L'idea è nata dalla scoperta di Tassullo, nel corso dei lavori di prospezione geologica per la cava Rio Maggiore, di falde di acqua sotterranea di qualità ottima e di quantità tale da soddisfare le esigenze sia potabili della frazione di Vervò (che per gli usi civili oggi deve utilizzare acque purificate), sia agricole di una zona, quella della Predaia, storicamente carente di acqua.
 
A conclusione del percorso condiviso da Provincia, Comune, Consorzi agricoli ed azienda che hanno valutato realizzabilità tecnica e garanzie ambientali, si è deciso di costruire dei bacini in ipogeo come serbatoi idrici per la comunità: un esempio di sintesi virtuosa tra le esigenze della popolazione, dell'agricoltura e dell'industria.
 
Il terzo progetto è quello «futuribile», ma ormai in avanzato stato di sperimentazione, del magazzino delle mele in ipogeo.
Dopo l'esame di diverse possibilità, la prospettiva di trasformare i vuoti in magazzini per la conservazione di prodotti alimentari è parsa la più interessante, in quanto sintesi di esigenze industriali, agricole e della comunità.
 
La fattibilità tecnica del progetto è stata oggetto il 16 novembre 2011 di un seminario internazionale ospitato dalla Fondazione Mach nella sede di San Michele all'Adige, dove hanno partecipato i maggiori esperti mondiali in questo campo dell’università norvegese di Trondheim, che da ani studiano questi temi.
L'ipotesi è stata apprezzata dalla giunta provinciale, che in essa ha visto l'opportunità di corrispondere, grazie alla forte componente innovativa ed al significativo risparmio energetico ed ambientale, alle necessità di nuove strutture di stoccaggio dei produttori di mele della Valle di Non.
 
Il magazzino ipogeo potrà essere realizzato a lotti successivi, contestualmente alle attività estrattive. In galleria è già stata costruita la prima cella operativa che ha consentito di valutare in concreto l'efficienza della soluzione.
Come la mela che Steve Jobs volle quale simbolo di Apple, morsa dalla volontà di futuro, la mela DOP della Valle di Non (l'unica mela DOP d'Italia) diventerà così il simbolo di una nuova idea di sostenibilità.
«Vorremmo sollecitare tutti a pensare al futuro - ha detto Stefano Odorizzi (foto di lato) - in un momento in cui tutti i comparti economici stanno stringendo la cinghia.» 
Un invito raccolto dal Consorzio Melinda.
«Chi lavora la terra - ha affermato il presidente Michele Odorizzi - non è estraneo alle novità dell'innovazione. Negli ultimi anni i mercati si sono fatti molto piú competitivi e ciò ci ha spinto alla ricerca di nuovi mercati, i risultati positivi ci danno fiducia per il futuro; l'atteso aumento produttivo che è già nell'aria ci impone di pianificare le nostre capacità di stoccaggio, ed è questo il contesto nel quale abbiamo iniziato il progetto della conservazione in ipogeo. Non è da tutti i giorni che agricoltura e industria collaborino, ci convince il messaggio ce ne esce: l'idea della mela salubre, frutto di un territorio curato e sano, coltivato da persone attente al paesaggio e alla natura. Siamo coscienti che la nostra attività ha un certo impatto, è innegabile, ma facciamo il possibile per ridurre questo impatto, una filosofia che si sposa bene con la conservazione delle mele in ipogeo.»
 
«La progettualità di riutilizzo di gallerie di scavo ai fini estrattivi della Tassullo s.p.a.  per lo stoccaggio di frutta, come quella già oggetto di accordo ai fini di accumulo d’acqua ai fini irrigui - ha poi aggiunto Sergio Menapace, presidente della Comunità della Valle di Non - sicuramente può ottemperare a quelle sinergie di rete e sistema che sovente si auspicano tra settori economici, solo apparentemente molto distanti. Si tratta di una partnership  che può divenire una concreta dimostrazione di sviluppo autonomo e responsabile della Comunità rispondendo ai concetti fondanti la pianificazione: identità intesa come valorizzazione della specificità del luogo, integrazione fra settori economici e di sviluppo, competitività e sostenibilità.»
 
Temi che già nella prima parte della mattinata hanno fatto fa sfondo, a Cles, all'incontro tra la Giunta provinciale e la Comunità della Val di Non (vedi precedente comunicato stampa) e ripresi nelle gallerie da Dellai.
«Con la Comunità - ha detto il presidente (foto di fianco) - abbiamo discusso di due aspetti fondamentali: come risparmiare sull'uso delle risorse pubbliche per la gestione degli apparati amministrativi per rendere i nostri servizi piú efficienti, veloci e meno costosi, e dall'altra come riuscire a favorire uno sviluppo di qualità, sostenibile, che deve partire dal territorio. Questa è una occasione concreta che ci fa capire cosa vuol dire coniugare l'aspetto della tradizione con l'innovazione. In questo Trentino ci sono tante realtà collettive che lavorando per costruire futuro, e grande ammirazione merita Tassullo Spa, una delle aziende più competitive e innovative del nostro territorio, che ha puntato molto sulla ricerca ma anche sulla cultura e sull'arte.»
 
Il presidente Lorenzo Dellai ha poi voluto ringraziare i soggetti del mondo agricolo che sono partner della Tassullo.
«Un'impostazione che ci ha subito convinto, accompagneremo questo progetto con convinzione perchè si tratta di un approccio fortemente innovativo e responsabile. E' un atto di coraggio dei consorzi e di Melinda, una scommessa che consentirà a chi viene dopo di dire che si aveva ragione. Si tratta di una opportunità straordinaria, una buona idea da ogni punto di vista. Se vogliamo che la Valle di Non possa integrare agricoltura, industria e territorio non c'è dubbio che dobbiamo porci il problema del paesaggio. In prospettiva si avrà una ricaduta straordinaria, senza contare l'aspetto della promozione del territorio.
«Ci auguriamo - ha concluso Dellai - che questo progetto possa trovare realizzazione, siamo pronti a farci carico di tutti gli aspetti che riguardano i passaggi amministrativi. In un momento come questo vedere realtà che collaborano così è un elemento di grande fiducia. Facciamo uno sforzo per essere vicini a chi produce le nostre risorse, che non piovono dal nulla ma nascono dall'intrapresa delle aziende ed è anche per questo che deve svilupparsi una cultura favorevole a questo, riconducendo i dibattiti sulla strada della verità e del buonsenso, per operare in un clima di consenso e responsabilità.»

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