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Una Casa comune per Archivio Provinciale e Archivio di Stato

Sottoscritto oggi l'accordo tra il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e la Provincia autonoma di Trento

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Un passaggio importante, che mette insieme «forze e fonti».
Così - ribadendo quale sia l'importanza degli archivi nel nostro Paese, quali inesauribili fonte di memoria - Rossana Rummo, direttore generale per gli Archivi del Ministero per i beni e le attività culturali, ha commentato la firma di oggi, nel Palazzo della Provincia,  dell'accordo per la valorizzazione del patrimonio documentario del Trentino.
Lo hanno siglato appunto Rossana Rummo per il Ministero e, nella persona del presidente, la Provincia autonoma di Trento.
Un passo decisivo verso la realizzazione di una «casa comune» dell'Archivio provinciale e dell'Archivio di Stato, il primo accordo del genere in Italia.
A sottolineare l'importanza dell'accordo la presenza di Erilde Terenzoni, Soprintendente Archivistico per il Veneto e il Trentino Alto Adige presso il Ministero; Giovanni Marcadella, direttore dell'Archivio di Stato del Trentino Alto Adige; Michela Procaccia, dirigente del Ministero; Pierluigi Di Blasio, responsabile dell'Agenzia del Demanio del Trentino Alto Adige; Marco Tomasi, dirigente generale del Dipartimento della conoscenza della Provincia autonoma di Trento; Laura Dalprà, dirigente della Soprintendenza per i beni storico artistici, librari e archivistici; Livio Cristofolini, incarico dirigenziale per la costituzione del Polo archivistico.
 
Al momento della firma dell'accordo è stato ricordato come l'esigenza di trovare una sede più idonea all’Archivio provinciale di Trento fosse emersa già alla fine degli anni Novanta.
Nel novembre 1999 fu costituita una Commissione per il progetto di una nuova sede dell'Archivio provinciale di Trento che tra le iniziative prioritarie nel settore della cultura prevedeva la realizzazione di un'idonea e definitiva sede dell'Archivio provinciale.
L'attuale sede, infatti, posta in zona periferica a nord della città di Trento, pur avendo consentito l'avvio di attività istituzionali proprie dell'Archivio, evidenzia i suoi limiti di capienza, di distanza dalla città e dai suoi istituti culturali, di separazione rispetto alle attività tecniche svolte dal Servizio provinciale cui compete la materia degli archivi.
 
La Commissione ha definito le linee del progetto culturale e le specifiche esigenze tecniche archivistiche della nuova sede dell’Archivio provinciale, compresa la valutazione dell'opportunità e della fattibilità della creazione di un unico polo archivistico con l'Archivio di Stato di Trento, evidenziando le ragioni e le opportunità politico-culturali di un Polo archivistico unitario, capace di accogliere il patrimonio documentario sia della Provincia che dello Stato e di porsi come punto di riferimento di tutta l'attività di tutela archivistica esercitata dalle due Soprintendenze, quella provinciale e quella statale
Lo scopo, più volte ribadito, è quello della costituzione di un «Centro Archivistico Territoriale», capace di produrre economie di scala e di mettere a fattore comune le elevate competenze tecniche che caratterizzano i due Istituti.
Tale soluzione consentirà di risolvere la cronica carenza di spazi di archiviazione di cui soffrono i due maggiori archivi del territorio trentino, rilanciandone il ruolo nel panorama culturale locale ed incentivandone considerevolmente l’operatività.
 
Risiede in queste ragioni l'importanza della «casa comune» dell'Archivio di Stato e dell'Archivio provinciale, da collocare a stretto contatto con gli istituti e le associazioni culturali, a partire dall'Università degli studi di Trento con le sue Facoltà umanistiche, le Scuole e i Centri di ricerca.
Il testo dell'Accordo tra Ministero e Provincia prevede che le parti si impegnano a realizzare, in tempi brevi, una «casa comune» dell'Archivio di Stato e dell'Archivio Provinciale, nel rispetto delle competenze istituzionali stabilite dalle disposizioni in vigore, dando così vita al Polo archivistico trentino.
Il Polo potrà anche svolgere servizi di carattere archivistico per soggetti diversi e dovrà rispondere ai fabbisogni presenti e futuri degli Istituti coinvolti.
Gli oneri gestionali saranno regolati in successivi accordi, anche scegliendo forme integrate di lavoro e di ottimizzazione dei servizi e degli spazi al fine di contenere al massimo le spese e verranno individuati, con la partecipazione dell’Agenzia del Demanio, le modalità di partecipazione dello Stato e della Provincia.
 
Il quadro entro cui sviluppare la collaborazione tra gli istituti archivistici statali e provinciali sarà completato da altri importanti accordi: un’Intesa che vede come altro importante interlocutore il Demanio che permetterà di reperire gli spazi idonei e realizzare al meglio il progetto sul piano dell’edilizia e un accordo con la Direzione Generale per gli archivi – ICAR per la condivisione delle banche dati e la interoperabilità tra il sistema di descrizione trentino (AST) e il Sistema Archivistico nazionale (SAN).
Le ragioni alla base di questo ambizioso progetto sono varie e hanno origine anche nelle vicende storiche del patrimonio archivistico trentino, che oggi vedono fonti documentarie importanti come l'archivio del Principato vescovile, gli atti delle amministrazioni autroungariche, il notarile, i Catasti teresiani, gli archivi di famiglia ecc., conservate in parte presso l’archivio di Stato e in parte presso l’archivio provinciale.
Si tratta dunque di un importante passo avanti nella definizione di annosi problemi facilitando in concreto l’avvio di una sinergia positiva tra istituzioni statali e istituzioni provinciali in merito alla salvaguardia e conservazione del patrimonio documentario trentino ma anche a vantaggio della comunità scientifica degli studiosi e ricercatori e delle scuole e dei cittadini.

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