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Urbanistica: approvato il nuovo Disegno di legge

Rossi: «Semplificazione delle procedure, riduzione dei tempi e riqualificazione paesaggistica»

Va precisato che il provvedimento ricopre una valenza estremamente importante, perché consente la massima semplificazione delle procedure in tema di edilizia, in un momento in cui anche un solo giorno guadagnato può essere vitale per l’economia.
Di qui la scelta della Giunta Provinciale, che ha da una parte approvato un Disegno di legge e, dall’altro, ha provato a far sì che il provvedimento venisse inserito nella Finanziaria che il Consiglio della Provincia autonoma di Trento sta per approvare.
Ovviamente quest’ultima sarebbe stata la soluzione migliore, perché il provvedimento sarebbe stato approvato praticamente subito.
Ma non è andata e l’approvazione dovrà seguire l’iter di una nuova legge da approvare.
L’esecutivo e il legislativo viaggiano a velocità diverse.

Sarà un disegno di legge separato dalla finanziaria ad apportare alla normativa urbanistica provinciale le modifiche alle quali la Provincia si affida per innescare le maggiori ricadute possibili anche in ambito economico e ambientale.
La Giunta ha approvato il nuovo testo nella seduta pomeridiana, in attesa di una verifica - avvenuta poi con un confronto tra i presidenti del Consiglio e della Provincia - che alla fine (come abbiamo detto) ha confermato l'iter separato.
 
Il disegno di legge recupera dunque alcune delle priorità contenute nel programma di legislatura, in particolare: rilanciare azioni mirate al risparmio di territorio, puntando sulla rivalutazione dei centri storici e sul recupero delle aree industriali e produttive dismesse; attuare la pianificazione paesaggistica nelle Comunità di valle e attivare progetti locali di riqualificazione del paesaggio; dare stabilità al quadro normativo in materia urbanistica, semplificando le procedure, e accrescere i livelli di responsabilità nel rilascio e nell'accertamento dei titoli edilizi.
Con particolare riferimento a quest'ultimo punto, l'obiettivo è porre rimedio all'inefficacia delle attuali previsioni pianificatorie, che comportano tempi di approvazione estremamente dilatati.
 
«Le nostre priorità – sottolinea il presidente Rossi – sono semplificare le procedure e ridurre i tempi di approvazione dei piani regolatori e degli altri atti in capo alle Comunità e ai Comuni.
«Tutto ciò con evidenti benefici anche per il comparto dell'edilizia, che versa in una condizione di particolare sofferenza.
«Inoltre ci attendiamo una più incisiva azione in favore della valorizzazione dei centri storici, della tutela del paesaggio ed in generale dell'edilizia sostenibile, settore che può garantire importanti ricadute economiche e occupazionali oltre che ambientali.»
 
Il disegno di legge si compone in tutto di 32 articoli, che modificano la legge provinciale 1 del 4 marzo 2008 (legge urbanistica provinciale) e l’articolo 70 della legge provinciale 25 del 27 dicembre 2012. Vediamo in sintesi il suo contenuto.
 
Con particolare riferimento alla disciplina urbanistica il disegno di legge approvato oggi vuole in primo luogo rispondere alle problematiche procedurali.
Ad esempio, la proposta di ridefinizione del procedimento per l’approvazione dei piani regolatori generali assicura al tempo stesso la certezza e la ragionevolezza dei tempi amministrativi, consentendo al settore dell’edilizia nel suo complesso di rimettersi in moto e di marciare più speditamente.
È stata proposta di conseguenza la ridefinizione dei procedimenti relativi all’approvazione dei piani regolatori comunali, tenuto conto della loro valenza rispetto alle scelte di sviluppo locale.
Analogo obiettivo di semplificazione è legato alla proposta di modifica delle procedure di approvazione dei piani che risultano già conformi al piano regolatore generale e mantenendo in capo al consiglio comunale l’approvazione dei piani attuativi di iniziativa pubblica che interessano aree con superficie superiore a 10.000 metri quadrati oppure che si configurano come programmi integrati di intervento.
 
Tra le ulteriori modifiche si segnalano: la soppressione del Comitato per gli interventi nelle aree agricole e l’attribuzione delle relative competenze ad un unico organo provinciale, già esistente, per l’esame congiunto sotto il profilo agricolo e paesaggistico, al fine di perseguire economicità e accelerazione dei tempi di risposta ai cittadini; l'estensione anche alle costruzioni di legno della disciplina di incentivazione volumetrica prevista oggi solo per l'edilizia tradizionale, sempre nell'ottica anticongiunturale di sostegno del settore edilizio e del suo rilancio; la valorizzazione del ruolo delle CPC (Commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio delle Comunità), quali organi esistenti che potranno assumere un particolare ruolo di qualificazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di autorizzazione in deroga.
 
Ulteriori modifiche sono finalizzate ad adeguamenti tecnici o normativi degli articoli 68 e 97, specificamente richiesti dallo Stato o da norme di settore, come nel caso della disciplina per l'esclusione dell'autorizzazione paesaggistica nel caso di ripristino di aree prative o adibite a pascolo.
Queste ultime modifiche, volte a chiarire che solo gli interventi di bonifica che non richiedono interventi edilizi possono essere svolti senza autorizzazione paesaggistica, si inseriscono in una procedura di «precontenzioso» svoltasi in riferimento alla legge provinciale 9 del 2012 e corrispondono, quindi, alle rassicurazioni offerte dalla Provincia ai Ministeri competenti.
 
Per quanto numerose e complesse, le modifiche proposte non prefigurano però una revisione complessiva della legge Urbanistica provinciale, interessando specifici argomenti della disciplina legislativa di riferimento.
Prova ne è il fatto che la legge Urbanistica provinciale sarà oggetto di una complessa revisione già nella fase iniziale di questa legislatura.
Nonostante ciò, la Giunta ha ritenuto opportuno e importante anticipare, dapprima nella Finanziaria, e ora in questo specifico disegno di legge, gli interventi proposti.

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