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Anche l'imam Bregheche all'inaugurazione del «Vigilianum»

«Sono stato invitato dall'Arcidiocesi: la conoscenza è il principio fondamentale delle religioni» – Di Sandra Matuella

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L’Imam Aboulkheir Bregheche davanti alla targa istitutiva del Vigilianum.
 
Il Vigilianum è anche Centro diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso: qui trovano riferimento il Tavolo locale delle appartenenze religiose, rappresentativo di Chiese e Religioni interessate al dialogo, e ancora il Gruppo di coordinamento ecumenico per pastori e ministri di altre Chiese, e il festival Religion Today, con il suo patrimonio cinematografico internazionale.
Erano presenti alla cerimonia inaugurale del Vigilianum, due sacerdoti della chiesa ortodossa rumena e di quella russa, due pastori di chiese evangeliche e l’imam di Trento, il medico siriano Aboulkheir Bregheche, che ha spiegato al nostro giornale il senso della sua presenza al nuovo polo culturale diocesano.
 
«Sono stato invitato dall’Arcidiocesi, – ci ha risposto. – Ma sarei venuto anche senza invito perché la conoscenza è il principio fondamentale della nostra religione. Nel Corano la prima frase rivelata è Leggi nel nome del Signore e grazie al dialogo religioso i musulmani hanno contribuito a costruire grandi civiltà anche in Occidente, specie in Spagna: questa apertura religiosa è la nostra sfida di oggi.»
Per l’imam Bregheche il Vigilianum «è un luogo cristiano e non laico e sono molto contento di questo, perché è un luogo di grande cultura, e verrò a sviscerarlo, per conoscerlo bene e capire come funziona, proprio per amore del sapere e della conoscenza.»
A questo proposito, l’imam di Trento ricorda il contributo della comunità musulmana «alla conservazione e trasmissione della cultura greca antica».
 
Quanto alle tensioni attuali tra il mondo islamico e l’Occidente, Aboulkheir Bregheche è tendenzialmente ottimista.
«La situazione è molto complessa ma non nuova, – osserva. – Nella storia ci sono stati momenti di forti conflitti, come le crociate e le due guerre mondiali.
«Oggi i terroristi ci vogliono chiudere nei ghetti, e attraverso il terrore alimentano l’odio fra le diverse civiltà.
«Per il futuro, però, sono ottimista perché alla fine prevarrà il buon senso, dal momento che sarà nell’interesse di tutti.»
 
Sandra Matuella – s.matuella@ladigetto.it

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