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Trentino Master Golf – Quarta tappa: Folgaria, 13 settembre

Un percorso tecnico e a tratti faticoso, mai noioso. Ben curati i bunker e i green, che portano la firma del segretario storico Nino Capelli

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Il Golf Club di Folgaria è il più anziano golf trentino di seconda generazione. È nato grazie alla volontà del commendatore Corrado Daldoss, che vent'anni fa lo aveva voluto chiamare con lungimiranza «Trentino Golf Folgaria», pensando che fosse il primo di una lunga serie di strutture golfistiche che avrebbero dovuto sorgere nel nostro territorio. Successivamente l'assemblea dei soci volle cambiare il nome con quello attuale, ma il principio di un «golf trentino» è tuttora vivo anche se le nostre autorità provinciali soffrono di qualche timore reverenziale nei confronti di uno sport che non conoscono.
Il progetto iniziale prevedeva un percorso diverso, che l'architetto Croze aveva disegnato senza tener conto dell'esistenza di un biotopo. In realtà il biotopo era già stato cancellato dall'Esercito Austro Ungarico che lo aveva riempito di calcinacci per costruire una pista di aviazione, ma al momento di avviare i lavori qualcuno decise di riportare in vita il biotopo scomparso, per cui alcune buche subirono subito e successivamente diverse fasi di strutturazione.
Adesso è in fieri il raddoppio delle nove buche che, secondo il progetto, dovrebbero sorgere più a monte di quelle esistenti e dotate di impianti di assistenza alla salita, secondo il più tradizionale richiamo alle piste di sci.
Si tratta di un percorso faticoso e tecnico. Ma il campo ha un ottimo drenaggio, i bunker hanno da sempre una sabbia sottile e difficile, i green sono sempre ben tenuti, secondo la tradizione impostata a suo tempo dal segretario storico Nino Capelli e mantenuti da Carlo Colpi.


Il fairway della Buca Uno

Buca Uno/ Dieci - Par 4 - Metri 366

La buca Uno è un par 4 caratterizzato da un fairway in discesa con uno scomodo out interno che divide la buca Uno dalla buca Due per costringere i golfisti a non tirare verso le squadre che risalgono l'altra buca. Il green è sopraelevato e allungato, accompagnato per tutto il suo lato sinistro dal versante di una collina mentre il lato destro è scosceso ma protetto da uno piccolo ma profondo bunker.
Il tee di partenza invita al tiro potente, ma le due file di paletti bianchi richiamano alla prudenza. Io consiglio di posizionarsi sulla parte sinistra del battitore e mirare nella metà destra del fairway in modo da non avere paura di finire in out col primo tiro, che certamente farebbe cominciare psicologicamente male una gara. Inoltre, da quella posizione si può avere un secondo colpo agevolato dal versante della collina che aiuta la pallina a scendere sul green. Chi vuole colpire il green fa comunque meglio farla cadere inizio green con direzione tendente a sinistra.


Il green della Buca Uno

Buca Due/ Undici - Par 4 - Metri 287

La buca Due e molto bella. Sulla destra vi sono alberi molto alti, oltre i quali vi è un fuori limite che difficilmente rappresenta un pericolo.
Dal tee di partenza la visuale diretta al green è coperta da un albero altissimo e frondoso che impedisce un primo colpo diretto al centro del fairway, ma è una difficoltà insussistente perché alla sinistra c'è tutto lo spazio utile .
Il green e uno dei più belli e tecnici del percorso. Ha un doppio livello e la posizione dell'asta determinerà la difficoltà della buca. Fare attenzione al bunker davanti al green perché facendo il secondo colpo non lo si vede ed è molto facile finirci dentro.
Consiglio di tare fare un bel tee-shot a sinistra dell'albero frontale cercando di non fare lunghezza quanto piuttosto di finire in una zona piana per il secondo colpo.
Le buche Uno e Due sono parallele e consiglio, quando dal tee della uno si scende nel fairway, di dare un'occhiata alla posizione della bandiera della Due: vedere almeno se è sopra o sotto lo scalino.


Il fairway della Buca Due visto dal tee degli uomini

Buca Tre/ Dodici - Par 5 - Metri 485

Primo par 5 del percorso. Apparentemente può sembrare facile ma vi sono delle insidie non visibili del tutto dal tee di partenza.
- La buca è diritta, ma sulla destra e per tutta la lunghezza vi è un fuori limite.
- Nell'area di atterraggio del primo colpo vi è un ostacolo laterale parallelo e adiacente all'out di sinistra.
- Il fairway è irregolare e tende a fare rimbalzare la palla verso sinistra.
- L'intero lato destro è accompagnato da una collina che non permette di vedere la caduta di palline quando finiscono nella parte destra del faraway.
- Il rough che ricopre la parte collinosa della buca e molto alto e perdere le palline risulta più facile di quello che si pensa.
Il green è grande ma veloce ed è protetto da 2 bunker sui lati.
Consiglio di mettersi sulla sinistra del battitore e effettuare un drive verso la parte destra del fairway, sfiorando la parte più alta della collina.
Per chi volesse o riuscisse effettuare il secondo colpo al green (o nel perimetro), consiglio di mirare a destra del green in modo che l'inclinazione del terreno possa fare rotolare di più la palla per puoi farla entrare in green, anche di rimbalzo. A chi tira al green col terzo colpo consiglio di stare sempre corti all'asta perché la velocità e la pendenza possono facilmente chiamare i tre putt.


Il green della Buca Tre

Buca Quattro/ Tredici - Par 4 - Metri 305

La buca Quattro è una buca tecnica con un dog-leg a sinistra, con un secondo colpo da eseguire in salita. Il green e ben protetto nel bosco e reso più difficile da uno scalino perpendicolare all'entrata al green che lo taglia in due. In più ha un bunker frontale molto profondo che rende difficile l'uscita con tiro in bandiera.
Il primo colpo è fondamentale per poter prendere il green nei due colpi regolamentari.
Io consiglio di partire, a seconda della propria forza, con un ferro 3, 4 o 5, mirando nella parte di fairway che inizia a salire verso sinistra nel dog-leg.
L'importante è non corti alla curva, perché impedirebbe la visuale alla bandiera.
Il secondo colpo è delicato la distanza è sempre maggiore di quello che può sembrare. Inoltre il pino sul lato sinistro del green può impedire alla palla di entrare al green da quel lato. Il green non è facile, ma neanche irresistibile.


Il fairway della Buca Quattro

Buca Cinque/ Quattordici - Par 4 - Metri 329

La buca Cinque è un par 4 completamente immerso nel bosco con un dog leg secco a sinistra. Il fairway è irregolare ovunque, con pendenze incisive da destra a sinistra. Infine, il green non è molto grande ed è su due piani, ben protetto da un bunker che ne impedisce l'entrata frontale e un altro a sinistra in basso.
Dato che col primo colpo è necessario posizionare bene la palla nella curva, consiglio di fare un ferro 3 (o un ibrido) verso la metà destra del fairway, in modo che la pendenza favorisca il posizionamento della palla nel centro piano della curva. Nel caso in cui non si riuscisse arrivare a vedere il green, consiglio di non provare a tagliare la curva per recuperare ma di procedere ad un secondo colpo di assestamento.
Il green non è difficile.


Il green della Buca Cinque visto dal dog-leg

Buca Sei/ Quindici - Par 3 - Metri 133

La buca Sei è il primo par 3 del percorso, una buca in discesa caratterizzata dal laghetto posizionato davanti al green nella metà di sinistra. Il green e sopraelevato e quindi la palla può scendere dal green.
Uno dei pochi consigli che posso dare è di fare attenzione a dove si posiziona la palla perché il battitore ha poca erba e quindi e possibile toccare la palla in maniera pesante.


Il fairway della Buca Sette visto dal tee degli uomini

Buca Sette/ Sedici - Par 5 - Metri 433

Questo par 5 parte in salita in un corridoio d'alberi per poi girare a destra con un lungo dog-leg accompagnato per tutta la lunghezza da una dolina alberata sulla destra, considerata ostacolo d'acqua ed è molto insidiosa soprattutto sul primo tiro. Il green e molto ampio e ben protetto sul lato destro con uno scalino nella parte finale.
Il tiro di partenza e estremamente delicato e può condizionare il risultato della buca. Il drive lo sconsiglio; meglio un ferro per le persone lunghe e un ibrido o un legno tre per la maggior parte dei golfisti.
Una volta messa la palla in pista, il secondo colpo dovrà solo mettervi in condizione di avere il terzo tiro più agevole possibile. Come secondo colpo bisogna mirare a sfiorare l'angolo della curva senza rischiare troppo in modo da avere un terzo tiro più comodo e corto possibile.
Sul terzo colpo bisogna fare attenzione al bunker sulla destra del green;meglio mirare sempre alla metà sinistra del green che tende a portare la palla al centro.


Il green della Buca Sette visto dal tee della Buca Otto

Buca Otto/ Diciassette - Par 3 - Metri 145

Par 3 delicato leggermente in discesa con forte pendenza destra-sinistra: chi non va in green la vede rotolare a lungo. Il green è sopraelevato e alla sua sinistra c'è un bunker profondo. La palla può scappare fuori dal green facilmente, quindi fare attenzione a non andare lunghi perché dietro che una pendenza e un breve tratto piano che può portare facilmente al fuori limite.
La strategia di gioco che posso consigliare è quella di mirare nella metà destra del green, anche fuori, perché la palla tende sempre a tornare al green.


Il green della Buca Nove e, sullo sfondo, Costa di Folgaria

Buca Nove/ Diciotto - Par 4 - Metri 237

Par 4 molto corto che inizia nel bosco per poi scendere in discesa con un secco dog-leg a destra. È possibile raggiungere il green col primo colpo, ma e troppo rischioso perché davanti al green vi e una piccola macchia di rough bello spesso che impedisce alla palla di rotolare in green. Inoltre il bunker a destra può dare fastidio sul secondo colpo in base al rimbalzo che la palla può prendere.
Consiglio di giocarla in maniera intelligente, ovvero mettere la palla nella parte più a sinistra possibile dei battitori con un ferro 5 e cercare di posizionare la palla il più vicino alla curva in modo che possa sfruttare la forte pendenza che butta verso il green.
Sul secondo colpo consiglio di giocare un ferro che faccia cadere direttamente la pallina in centro al green in modo da non rischiare rimbalzi anomali.

Francesco de Mozzi

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