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Immigrazione nel dossier Idos presentato stamane al Cinformi

5 milioni i residenti nel Paese– Calo del 3,3% in Trentino – La situazione in Alto Adige

Sono «accoglienza», «integrazione» e «nuova cittadinanza» le sfide poste dal fenomeno migratorio in Italia secondo i curatori del Dossier 2016 realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos in partenariato con la rivista Confronti e in collaborazione con l’UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.
Accoglienza – afferma Idos – in primo luogo per i richiedenti asilo e rifugiati che arrivano in Italia; integrazione per loro e per i migranti da tempo in Italia; nuova cittadinanza come tema che riguarda la generalità dei migranti e soprattutto le nuove generazioni.
Il Dossier Idos è stato presentato stamane a Trento, nella sede del Cinformi e in contemporanea in tutte le regioni e province autonome.
Partendo dallo scenario globale, nel 2015 sono 244 milioni i migranti internazionali nel mondo, dei quali 3,2 milioni richiedenti asilo e 16,1 milioni rifugiati. Sono invece 65,3 milioni i migranti forzati, inclusi 37,5 milioni di sfollati interni.
Guardando al nostro Paese, nel 2015 è stazionario il livello della presenza straniera in Italia: 5.026.153 residenti, con un aumento di sole 12mila unità rispetto all’anno precedente.
L'incidenza delle donne sul totale dei cittadini stranieri è del 52,6%.
Le prime nazionalità sono nell'ordine quella romena, albanese e marocchina, con Albania e Marocco in leggera diminuzione a seguito delle numerose acquisizioni di cittadinanza.
Tra i residenti stranieri prevale la presenza europea, costituita per oltre la metà da cittadini comunitari.
 
Stamane alla presentazione sono intervenuti, fra gli altri, l’assessore provinciale alla Salute e Politiche sociali Luca Zeni, il dirigente di dipartimento Silvio Fedrigotti, la sociologa dell’area studi e ricerche del Cinformi Serena Piovesan, Patrizia Toss dell’area accoglienza Cinformi e un rappresentante della comunità siriana giunta in Trentino attraverso il corridoio umanitario.
«I dati del Dossier immigrazione – ha detto l’assessore Zeni – non solo consentono di cogliere compiutamente un fenomeno che incide significativamente sulle dinamiche sociali nel contesto globale, nazionale e locale, ma anche di distinguere nitidamente la percezione dalla realtà dei fatti.
«La consapevolezza del quadro reale dell'immigrazione ci permette inoltre di approntare i necessari interventi per poter gestire e non subire questo fenomeno.
«Una sfida cruciale – ha aggiunto l’assessore Zeni – è l'accoglienza dei profughi. In Trentino la Provincia ha scelto la strada di un'assunzione diretta di responsabilità coinvolgendo la comunità.
«Una distribuzione in piccoli gruppi sul territorio ci consente di attivare percorsi di incontro e inclusione che sono già una diffusa e concreta realtà.»
 
«Il sistema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, ma più in generale la risposta al tema immigrazione in Trentino – ha affermato il dirigente del dipartimento Salute e Politiche sociali Fedrigotti – vede una più che positiva sinergia fra Provincia, Commissariato del Governo e Questura.
«Una formula che sul piano operativo rende unica la risposta di questo territorio alle diverse sfide che la presenza dei cittadini stranieri comporta.
«Sfide alle quali rispondiamo attraverso l'impegno di un team di persone che con dedizione e passione rendono possibile governare, per quanto ci compete, il fenomeno migratorio in Trentino.»
La positiva sinergia fra il Commissariato del Governo e la Provincia è stata sottolineata anche dal Vicario del Prefetto, Domenico Lione, che ha messo in risalto in particolare la pronta ed efficace risposta del sistema trentino di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale inviati dallo Stato sul territorio provinciale.
 
Tornando ai dati e allo scenario nazionale, nonostante un quadro numericamente stabile della presenza straniera in Italia, il Dossier sottolinea una notevole movimentazione: 250mila stranieri sono stati registrati in anagrafe in provenienza dall’estero, mentre 178mila residenti sono diventati cittadini italiani, poco più di 6mila sono morti e a molti disoccupati di lungo periodo non è stato rinnovato il permesso di soggiorno.
La ripartizione territoriale dei residenti stranieri vede una leggera diminuzione nel Nord-Ovest (34,1%) e nel Nord-Est (24,5%), stabilità nel Centro (25,4%) e un aumento nel Sud (11,3%) e nelle Isole (4,6%).
I minori hanno un'incidenza tra i residenti stranieri del 21,2%; gli alunni stranieri in Italia nell’anno scolastico 2015/2016 sono 814.851 (9,2% di tutti gli iscritti), dei quali il 54,7% nato in Italia.
 
I nuovi permessi rilasciati per lavoro sono 21.728, quelli per famiglia 107.096, mentre i permessi scaduti e non rinnovati sono 64mila.
Gli occupati nati all’estero sono 2.359.000 (10,5% del totale) e i disoccupati stranieri 456mila (15,0% del totale), mentre il tasso di occupazione è del 58,9%.
La retribuzione media è di 979 euro contro 1.362 euro degli italiani.
Cala la presenza straniera nelle costruzioni e aumenta invece nel commercio, in alberghi e ristoranti e in agricoltura.
Ancora massiccia la presenza lavorativa presso le famiglie: 672.194 addetti stranieri su un totale di 886.125, ma si registra una diminuzione di 149mila persone rispetto al 2012.
 
Nel 2015 sono sbarcate in Italia 153.842 persone, tra richiedenti asilo e migranti economici e si è accentuata fra gli italiani – afferma il Centro Studi e Ricerche Idos – la “sindrome dell’invasione”.
Secondo le proiezioni demografiche dell’Istat, per garantire l’equilibrio demografico della popolazione in diminuzione (-150.000 persone nel 2015) si deve considerare che i nuovi ingressi di cittadini stranieri (solo in parte destinati a tradursi in soggiorni stabili) non si collocano al di sopra di queste previsioni. I curatori del Dossier Idos aggiungono che sussiste la necessità di valorizzare al meglio le nuove presenze a livello formativo, occupazionale e sociale, impegno quanto mai funzionale – afferma Idos – alla fase di ripresa dell’economia.
 
 Il quadro trentino 
I dati 2015 indicano per il secondo anno consecutivo in Trentino un decremento della popolazione straniera residente, molto più marcato rispetto a quello rilevato nel 2014.
Pesano le acquisizioni di cittadinanza italiana (+60% rispetto al 2014) e le cancellazioni anagrafiche per irreperibilità o per scadenza del permesso di soggiorno.
Gli stranieri residenti in provincia alla fine del 2015 ammontano a 48.466 persone, con una perdita rispetto all’anno precedente di circa 1.600 unità (-3,3%).
L’incidenza degli immigrati sulla popolazione complessiva è ancora in flessione: dal 9,3% al 9,0%; il valore rimane comunque al di sopra della media nazionale (8,3%) ma su livelli inferiori a quelli medi del Nord-Est (10,6%).
Guardando alle nazionalità maggiormente presenti, i cittadini romeni sono saldamente al primo posto con oltre 10mila persone, ovvero un residente straniero su cinque. Si mantengono rilevanti anche le quote di cittadini albanesi e marocchini.
 
Il trend delle nascite di stranieri torna positivo (+3,7%); con 864 nati da genitori entrambi stranieri, l’incidenza sul totale dei nati in provincia si porta ad un valore pari al 17,9%.
I saldi occupazionali dei nati all’estero rimangono negativi; non emergono particolari segnali di dinamismo del mercato del lavoro provinciale. Nel 2015 i disoccupati stranieri sono cresciuti del 12%, mentre quelli italiani sono diminuiti del 6%.
Nelle scuole provinciali l’incidenza straniera raggiunge il 12%. Cresce solo la componente dei nati in Italia, che rappresenta il 61,5% degli alunni stranieri; diminuisce invece l’apporto degli stranieri nati all’estero.
 
 Il qd inizio 2016, i residenti stranieri erano 46.454, poco più dell’anno precedente (+0,9%), mentre in molte altre province italiane vi è stato un calo (in quella di Trento -3,3%).
Nel 2015 sono nati in Alto Adige 744 bambini con cittadinanza non italiana e 120 sono deceduti. L’incidenza degli stranieri sulla popolazione totale residente in provincia è rimasta stabile all’8,9%, un decimale in meno rispetto alla media regionale, ma al di sopra del valore medio nazionale (8,3%).
Le donne immigrate sono il 53,6% sul totale della popolazione straniera che nel complesso risulta piuttosto giovane, con un’età media di 34,5 anni (43 anni quella degli autoctoni).
Il 60% delle persone straniere ha meno di 40 anni. Interessante anche il fatto che circa un sesto (15%) di tutti gli stranieri residenti nei comuni altoatesini (6.842 persone) sia giuridicamente «straniero» pur essendo nato in Italia e avendo maturato un particolare legame con questa terra.
L’incidenza dei nuovi nati da genitori stranieri nel 2015 è stata del 13,9% (media regionale 15,8).
 
 Il quadro alto atesino 
Nella città di Bolzano a fine 2015 si contano 15.289 stranieri (circa un terzo di tutti quelli residenti in provincia); seguono Merano (6.148), Bressanone (2.141), Laives (1,670) e Brunico (1.489).
Per incidenza sul totale della popolazione residente nei singoli Comuni spiccano soprattutto Fortezza (25,7%), Salorno (21,7%), Brennero (16,4%) e Ponte Gardena (15,5%).
Le aree di provenienza restano praticamente immutate rispetto agli anni precedenti: un terzo dei residenti stranieri sono comunitari (15.260, ossia il 32,8%), un altro terzo proviene da altri Paesi europei (15.091, 32,5%), gli asiatici costituiscono il 17,6% (8.177), gli africani il 12,6% (5.847), gli americani il 4,4% (2.044), mentre 20 sono gli apolidi e 15 quelli originari dell’Oceania.
I cittadini non comunitari titolari di un permesso di soggiorno sono circa 37 mila.
Gli albanesi rappresentano la prima comunità con 5.482 membri e l’11,8% sul totale, seguono i germanici (4.289 e 9,2%), i marocchini (3.564 w 7,7%), i pachistani (3.331 e 7,2%) ed i rumeni (2.862 e 6,2%).

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