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La stampa in visita alla Trentino Music Arena, zona S.Vincenzo

Per Vasco Rossi è stato elevato un palcoscenico alto una trentina di metri, con mille metri quadrati di schermi, centinaia di casse acustiche e punti luce

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La Provincia autonoma di Trento ha organizzato oggi una visita al «Trentino Music Arena», dove si terrà lo spettacolo di Vasco Rossi il 20 maggio.
Come si sa, l’idea di attrezzare un’area così vasta per ospitare spettacoli di grande risonanza è stata del presidente Maurizio Fugatti.
L’idea è stata criticata senza soluzione di continuità dalle opposizioni consigliari, secondo le quali si tratta di un’«Opera di regime che al Trentino serve poco o niente».
La portante di queste critiche è il pericolo che una manifestazione di queste proporzioni può costituire per gli spettatori e per la città di Tento.
La nostra impressione è che il successo di un’operazione di queste dimensioni spaventi le opposizioni in vista delle prossime elezioni.


 
In effetti, 120.000 persone raggruppate in un’area di 26 ettari rappresentano un fenomeno decisamente gigantesco. Per questo oggi la Provincia ha portato i giornalisti a toccare con mano il lavoro fatto.
Per visitarlo sono state usate le golf cart.
Le grandi installazioni sono già montate e danno l’idea di quanto gli organizzatori di Vasco Rossi siano esperti in questo campo.
Il palcoscenico è alto una trentina di metri, largo 90 e profondo 26 metri. È coperto, ma Vasco potrà uscire nella parte scoperta per fare le sue sceneggiate con il pubblico.


 
In tutto vi sono mille metri quadrati di schermi, più della metà dei quali montati sul palcoscenico e gli altri sul prato che ospiterà il pubblico.
Non vorremo sbagliare, ma abbiamo contato una ventina di tralicci alti come il palcoscenico, ognuno dei quali attrezzato con una trentina di casse acustiche. In questo modo l’audio sarà uguale per chi starà in prima fila e per chi starà in coda. Secondo i tecnici, non ci sono pericoli di riverbero acustico, mancando montagne nelle vicinanze.
I punti luce sono circa 1.500, alimentati da una quantità spaventosa di generatori autonomi di energia elettrica.


Il palcoscenico è alto come una palazzina di 10 piani.
 
Per i disabili sono previste due piattaforme sopraelevate da 150 metri quadrati l’una, raggiungibili da comodi piani inclinati. Trattandosi di gente perlopiù su seggiole a rotelle, sono state installate anche due decine di toilette per disabili nella parte posteriore delle piattaforme.
E già che parliamo di toilette, vale la pena dire che ne sono state installate un migliaio ai lati del perimetro.
Lungo il prato gigantesco, che viene innaffiato tutti i giorni, ci sono tende di servizio dove gli spettatori potranno bere o mangiare in tutta comodità.
L’intero prato è stato attrezzato con tunnel interrati capaci di accogliere i cablaggi che tutti gli spettacoli potranno richiedere. Si parla di chilometri di cavi di varia natura, sia per l’illuminazione che per gli schermi.


 
I lavoratori impegnati in questa operazione sono circa 500. Più i volontari e le forze dell’ordine che saranno mobilitate nei giorni dello spettacolo.
Il piano mobilità viene ottimizzato man mano che passano i giorni.
L’autorizzazione definitiva potrà essere data solo a fine lavori.
La realizzazione del progetto è stata seguita e messa in opera dall’ing. Raffaele De Col.
 

 
Quando venne a Trento Bob Dylan, che non aveva accettato di esibirsi allo stadio, fu allestita una mini struttura nelle vicinanze della Palazzina delle Albere, che non ebbe molta fortuna, con il prevedibile episodio dei ragazzi che non volevano pagare per ascoltare un concerto. Stavolta non sarà possibile.
Per questo il nostro giornale dà il benvenuto a iniziative di questo genere, perché il Trentino ha sempre avuto il timore di fare il passo più lungo della gamba.
Se, come ci auguriamo (e come dovrebbero augurarselo anche le opposizioni contrarie), andrà tutto bene, speriamo che vadano in porto altre iniziative importanti come il centro espositivo di Trento Fiere, la funivia del Bondone, l’accessibilità del Doss Trento.

GdM


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