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Girato in Val di Fassa il videoclip di Marco Ligabue

A metà ottobre le riprese in valle, con il videomaker fassano Matteo Soraperra, e il 2 novembre l’uscita del brano «Tra via Emilia e blue jeans»

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Passo Sella, Passo Pordoi, Pecol, Pian Schiavaneis, ma anche la diga e il lago Fedaia. Queste le location, assieme a una baita tradizionale e ai boschi nei dintorni di Canazei, dove è ambientato il videoclip del brano «Tra via Emilia e blue jeans» di Marco Ligabue, uscito il 2 novembre 2020.
Il cantautore di Correggio festeggia, con questo pezzo autobiografico e un album che raccoglie i suoi principali successi, cinquant’anni di vita e di carriera - in parte trascorsi accanto al fratello maggiore Luciano - sempre dedicati alla musica.
Per il video (di 3.38 minuti) di un brano così significativo, Ligabue ha scelto quindi i paesaggi imbiancati delle Val di Fassa e pure un videomaker locale: Matteo Soraperra, trentacinque anni di Canazei, che alterna all’attività video a quella di maestro di sci e snowboard per la scuola di sci Marmolada.
 
«Alcuni amici in comune ci hanno messo in contatto e a metà ottobre, dopo una nevicata abbondante, in un paio di giorni abbiamo girato varie scene a cui è seguita la fase di montaggio. È stata un’esperienza molto importante per me, anche perché Marco, persona gioviale e professionale con cui è stato bello collaborare, mi ha lasciato ampia libertà per quanto riguarda riprese e montaggio del video, ora è facilmente visibile sul canale Youtube dell’artista.»
Un’ottima occasione per la Val di Fassa, poi, di mostrare i suoi paesaggi innevati ai fans di Ligabue, e non solo, grazie al video del brano (disponibile in tutte le piattaforme di streaming), scelto appositamente per promuovere l’intero progetto musicale.
«I miei primi cinquant'anni - ha dichiarato Marco Ligabue - sono stati pazzeschi: zeppi d’amore, di canzoni e di palchi rock'n'roll. Da quando scrivevo canzoni e facevo il chitarrista, anche per paura di mettermi davanti a un microfono, fino a quando ho trovato il coraggio di cantare, e sono rinato artisticamente, è stato un incredibile viaggio nella musica, che meritava di essere messo nero su bianco.»

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