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Religion Today omaggia Terence Hill

L’attore ospite a Trento per il premio alla carriera: «Un onore e tanta felicità»

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Oltre alle telecamere, oltre la televisione. Terence Hill si racconta, presentando il suo nuovo film «Il mio nome è Thomas» nella suggestiva location dell’hotel Trento.
Pellicola che è poi stata riprodotta nella serata di ieri al cinema Modena nell’ambito della XXI edizione del Religion Today Film Festival, momento in cui Terence ha potuto toccare con mano il calore di un pubblico che, ancora oggi, lo ritiene un punto fermo del cinema italiano.
Oltre le telecamere dicevamo, perché effettivamente l’uomo ha veramente tanto da raccontare.
Una vita tra scazzottate e biciclette, con l’amico Bud Spencer o nei panni di Don Matteo, fino alle scene girate in Alto Adige durante «Un passo dal cielo».
 

 
Ed ora un viaggio in moto, esperienza nuova anche per un attore che, oltretutto, si appresa a ricevere un premio alla carriera proprio nell’ultima giornata dell’evento trentino.
«Ricordo ancora la prima scena che ho girato in compagnia di Bud, – racconta divertito Terence. – Non mi diedero nemmeno un copione, quindi inizialmente mi rifiutai. Poi mi dissero che avremmo cominciato con il prenderci a botte e se ci ripenso non posso che sorridere.
«Tornando al Festival, mi sento onorato a prendervi parte. Sul mio film non mi sento di dire molto, ma posso solo sottolineare che la televisione è bellissima anche se molto complessa.»
«Ho dovuto scegliere se continuare con Un passo dal cielo o Don Matteo, – ha risposto a una nostra domanda sulla possibilità di vederlo girare ancora in regione. – Ho preferito quest’ultimo, proprio perché tante riprese significano poco tempo da dedicare alla famiglia.»
 

 
Una scelta non facile quella di rinunciare alla serie tv girata in Alto Adige, ma dettata anche dal personaggio interpretato.
La storia di Don Matteo sembra infatti aver aperto una breccia nel cuore di Terence, tanto che egli stesso oramai si identifica in un parroco famoso certo, ma soprattutto avvolto da quello che egli definisce come un alone di mistero.
«Il mio nome è Thomas» scrive ora un nuovo capitolo nella vita dell’attore, con la realizzazione di un film che, ovviamente, porta con sé una dedica molto profonda.
«Il ricordo che più di tutti mi porto dentro insieme a Bud Spencer è quello di due amici che si sono sempre voluti bene, – ha concluso Terence. – Non avevo considerato di dedicargli quanto fatto, ma ancora oggi pensare a lui mi riempie di gioia.
«Il Festival deve essere occasione per ragionare dunque su valori fondamentali, su un linguaggio che sia semplice ma diretto e sul lavoro dei giovani.
«Cosa dire alle nuove generazioni? Nulla, penso sia difficile dare consigli a chi sta già facendo del suo meglio.»

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