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«2.0 Intarsi culturali in Trentino»

Un'iniziativa volta ad aiutare la ripresa della normalità anche per le attività culturali. Una mostra aperta da lunedì 29 giugno a domenica 5 luglio

Un progetto di Associazione «TEUTA» che coinvolge trentini e neotrentini nell’incontro, nel dialogo e nella riflessione sul futuro insieme.
Sono ben nove le realtà del volontariato trentino che hanno dato corpo al progetto «2.0 Intarsi culturali in Trentino» che prenderà il via fra qualche giorno a Trento: l’Associazione «Teuta» e l’associazione «Amici di Villa S. Ignazio»; l’associazione Bangladesh, Trento; l’associazione «Amici della Colombia»; l’associazione «Amici dell’Etiopia»; l’associazione dei Polacchi in Trentino «Polonia»; l’associazione dei Rumeni «Arta-A»; l’associazione «Zampognaro Lagaro» di Pomarolo; l’associazione di gemellaggio culturale e sociale dei Tunisini in Trentino:
 
Il territorio trentino, terra di confine, di emigrazione e di immigrazione ha mostrato una grande sensibilità nell’accoglienza degli immigrati degli ultimi decenni. Le associazioni degli immigrati e quelle territoriali trovano un linguaggio comune nella promozione della convivenza sociale e dell’interazione fra le culture.
Le donne albanesi dell’associazione «Teuta» e le altre associazioni partner del progetto, hanno immaginato di rappresentare visivamente l’intreccio di emozioni che scaturisce dalla migrazione e dalla cooperazione internazionale, perciò si sono rese protagoniste del progetto «2.0 Intarsi culturali in Trentino», visitabile nella mostra/festival che sarà inaugurata il 30 giugno 2020 alle ore 15:00.
 
L’iniziativa nasce dal desiderio di valorizzare, tramite la presentazione di vari eventi, l'aspetto positivo degli incontri interculturali, dell'arricchimento vicendevole tra persone che provengono da lontano ed hanno la possibilità e l'opportunità di entrare in contatto fra loro proprio qui, in Trentino.
Inoltre si vuole promuovere e sensibilizzare la popolazione sui temi della cooperazione internazionale, perché impegnarsi per migliorare l’ambiente, l’economia e la vita sociale del pianeta è l’unico modo di salvaguardare il proprio territorio.
Con la mostra si vuole far conoscere le caratteristiche territoriali dei paesi, l’ambiente e la protezione UNESCO dei valori naturali della terra e universali dei popoli.
 
Si presenteranno anche dei personaggi importanti di ciascun Paese, una sorta di galleria virtuale delle glorie nazionali e della cultura dei costumi tradizionali come originale strumento d’identità e di valore nel riconoscimento sociale. Il tutto è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Trento, il contributo della Fondazione Caritro e la collaborazione del Centro Missionario e del Collegio Arcivescovile di Trento.
Il Trentino si presenterà con i valori di mediazione e di pace attraverso il Concilio e la Campana dei Caduti e i valori naturali e culturali dell’ambiente, le Dolomiti e i musei all’aperto come «Arte Sella».
Il Kosovo risponderà portando il grande Ibraim Rugova, il «Gandi dei Balcani», un personaggio che della pace ha fatto la missione della sua vita, e illustrando e bellezze naturali del paese, come il bel biglietto da visita di uno dei Paesi più giovani del mondo (ebbe l’indipendenza solo nel 2008).
 
I boliviani ci mostreranno il grande valore dell’eco-cultura come «l’identità culturale indigena Mojena –Bolivia» e una grande arte da trasmettere ai giovani come si è visto con grande interesse nel campo della cooperazione internazionale con il Trentino.
Invece il Bangladesh introdurrà Muhammad Yunus, «Il banchiere dei poveri», e il suo grande sogno: «un giorno i nostri nipoti andranno nei musei per vedere cosa fosse la povertà».
Rappresenteranno la Colombia due cantanti: Shakira e Leonor Gonzales Mina, e un grande sportivo, Egan Bernal Gomez, ciclista.
Per gli etiopi è prevalso il desiderio di mostrarci come convivono le etnie culturali nel loro paese, un esempio di fratellanza e di pace.
I polacchi presenteranno il loro figlio Karol Wojtyla, che divenne il 264º Papa della Chiesa Cattolica, amato da tutto il mondo.
A loro volta i romeni di «Arta-A» e i tunisini in Trentino porteranno la cultura del territorio come capolavoro di grandi uomini e donne dei loro paesi.
 
La carrellata dei panelli/roll-up di personaggi storici, valori culturali e naturali sarà accompagnata da recite in lingua originale e in italiano, e dal caleidoscopio multicolore dei costumi tradizionali, con le loro rispettive simbologie e caratterizzazioni etniche, dalla letteratura, dal folklore e dalla gastronomia dei diversi popoli.
Un interessante catalogo accompagnerà lo spettatore nella visita alla mostra.
La realizzazione del progetto «2.0 «Intarsi culturali in Trentino», è la dimostrazione di quanto sia importante la diversità culturale, che rende possibile il dialogo, il rispetto, la convivenza pacifica e la cooperazione proficua fra differenze che si arricchiscono e si completano l’una con l’altra, senza per questo perdere la propria identità e tanto meno sopraffare, rinnegare o danneggiare l'identità altrui.
 
La mostra verrà inaugurata martedì 30 giugno 2020 alle ore 15.00 e rimarrà aperta sino a domenica 5 luglio 2020, con orario dalle 9.00 alle 18. 00, presso il Collegio Arcivescovile di Trento, entrata da via Endrici 23 ed uscita da via Giusti (a senso unico) per la sicurezza sanitaria Covid 19.
Gli eventi principali che la accompagnano si trovano nella locandina che segue.

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