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Arte: Julien Friedler in mostra a Villa Lagarina

Dal 25 luglio al 27 settembre sarà possibile vedere 28 nuove opere del famoso artista belga nella cornice di Palazzo Libera

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Dopo il grande successo riscosso in Sicilia, continua il viaggio in Italia di «Mapping», la personale di Julien Friedler, che dal 25 luglio approda in Trentino con 28 nuove opere.
Fino al 27 settembre sarà possibile vedere i dipinti del famoso artista belga nella cornice di Palazzo Libera a Villa Lagarina.
La mostra inaugura il 25 luglio alle ore 18.30 e sarà aperta al pubblico (ingresso libero) il venerdì, il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 10.00 alle 18.00.
 
«Mapping», curata da Dominique Stella e Carlo Silvestrin, propone una raccolta di opere di chiara impostazione espressionistica che restituiscono al pubblico italiano un racconto per visioni del potente bagaglio creativo dell’autore, figlio di una personalità labirintica alimentata dalla passione per la letteratura, la filosofia, la psicanalisi e i viaggi alla scoperta di realtà diverse e lontane.
In questo 2020 segnato dall’emergenza Coronavirus, Mapping con le sue due tappe - Palermo a sud e Villa Lagarina a nord - vuole tracciare una sorta di ponte immaginario per collegare le due estremità geografiche del nostro Paese, per simboleggiare la necessità collettiva di riappropriarsi della fruizione artistica in prima persona.
 
«Segna la cifra dell’alto livello della proposta artistica e allo stesso tempo crea grandi suggestioni la connessione che la mostra del pittore belga Julien Friedler sviluppa idealmente tra Palazzo Libera della piccola Villa Lagarina e il prestigioso Loggiato di San Bartolomeo di Palermo, dove Mapping è stata aperta ai primi di giugno, – dichiara Marco Vender, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Villa Lagarina. – Approda ora in Trentino, disegnando un ponte tra sud e nord del Paese e regalandoci l’effetto taumaturgico post Covid-19 di cui è capace solo il linguaggio dell’arte e della bellezza.»
«È davvero uno spettacolo emozionante poter vedere dei Friedler finalmente dal vivo. Questo nuovo progetto, Mapping, sprigiona tutta la forza creativa di un autore che ha sempre amato l’Italia, – dichiara il co-curatore Carlo Silvestrin. – Siamo davvero felici di poter ospitare la sua arte e di renderla accessibile a chi ne vorrà trarre ispirazione.»
 
«Di Julien Friedler conosciamo l’opera lussureggiante in cui pitture, sculture e installazioni sono portavoce di un immaginario strabordante, segni visibili di una verità tra Leggenda e Mito che l’artista sviluppa attraverso tematiche a lui vicine per vissuto e impegno etico», – scrive il critico d’arte Gianluca Marziani, autore dei testi del catalogo che accompagna la mostra.
La serie introduce ad una cartografia immaginaria che stabilisce, tramite disegni e pitture, i contorni di un territorio mentale che Friedler traccia in totale libertà espressiva.
I colori, le chiazze, i segni e i graffiti invadono la superficie della tela in un’armonia che vuole essere lenitiva, come un ritorno all’essenziale, al magma primordiale e misterioso che si esprime dentro visioni incoscienti.
Dalla materia pittorica nascono impressioni sensibili e impalpabili che si definiscono in atmosfere vaporose e colorate, liberatorie e catartiche come riesce solo alla pittura di espressione spirituale.
 
Il mondo di Friedler è intuitivo e la sua arte, intrinsecamente legata a un’attitudine mentale, è la forma espressiva di una contemplazione interiore e di un’esperienza di vita, trasfigurata nella pittura.
I quadri sono il nucleo di una meditazione che si materializza nel colore, che qui appare come l’animo generatore, vera matrice/madre che fonde tutto in uno spirito vivente.
La vita è pulsazione, respiro, dannazione, salvezza. E tale è l’opera «congiunzione degli opposti, una scrittura paradossale, un’iscrizione dei flussi che attraversa lo Spirito» come scrive lo stesso Friedler ne «La Verità del Labirinto».
 
Nato nel 1950 a Bruxelles, Julien Friedler è uno scrittore e artista contemporaneo. Ha trascorso la sua infanzia e adolescenza a Bruxelles.
Dopo aver studiato filosofia ed etnologia, ha seguito un corso di psicoanalisi a Parigi. Aderisce alle teorie post-strutturaliste di Jacques Lacan.
Negli anni '90 ha creato La Moire a Bruxelles, istituto che promuove un approccio interdisciplinare in campo psicoanalitico.
Vuole rompere i vincoli della psicoanalisi classica. Ha iniziato come artista nel 1997.
Autodidatta ma dotato di una grande esperienza sul carattere umano e di un fascino per l'ignoto, Friedler ha iniziato a dipingere.
Gli eventi della seconda metà del XX secolo ne hanno influenzato sensibilità e comprensione del mondo. Attraverso la sua arte, affronta la società postmoderna contemporanea. Oggi continua a creare e scrivere.
È il Presidente fondatore dell'associazione Spirit of Boz che lavora per la creazione di un'opera collettiva e difende l'arte contemporanea in tutte le sue forme.
Il catalogo, che raccoglie l’insieme della produzione Mapping (200 opere in totale), è stato pubblicato da La Route de la Soie Éditions_Paris.

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