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«In.Pont.Arte» a Vigolo Vattaro

Inaugurata la mostra di tre giovani artisti a Palazzo Malfatti

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L’esposizione, frutto della ricerca artistica di due artisti trentini e di un forlivese costituitisi all’Accademia di Bologna come collettivo, ha aperto i battenti in questi giorni presso il nobiliare Palazzo Malfatti di Vigolo Vattaro, in Via Roma, nel centro del paese.
Nel 1763 la proprietà del Palazzo è attestata a Gaodenzo Antonio Alessandrini e solo dopo il 1840 passa in proprietà al Baron Cesare Malfatti di Rovereto.
Tutt’oggi appartiene a tale famiglia che occasionalmente mette a disposizione alcuni spazi del complesso per esposizioni temporanee.
 
Il palazzo presenta una pianta a croce con una serie di ambienti voltati a crociera e a botte unghiata a piano terra, mentre soffitti piani a travoni lignei al primo piano.
Il palazzo si trova all’interno di un vasto parco dominato da pini, faggi e ippocastani centenari dove sono presenti anche degli edifici rustici originali, un tempo adibiti a stalla e fienile ed ora completamente ristrutturati.
 
L’opera esposta dal collettivo, «Profilo in ombra», si pone da tramite fra comunità e natura, tramutando lo spazio in un luogo che accoglie e raccoglie il pubblico in un’atmosfera simbolica.
Nel moto apparentemente fragile e instabile della sfera si racchiude la centralità della natura nel rapporto con l’uomo e tra gli uomini.
Il fruitore è portato a seguire un percorso circolare attorno alla struttura, indagando i pieni e i vuoti, i silenzi e i sussurri che evocano l’importanza del nido come dimora protettiva.
 

 
 Collettivo Eolo 
Il collettivo Eolo, formato da Simone Conzatti (Rovereto, 1990), Martina Maroncelli (Forlì, 1996) e Ludovico Tartarotti (Trento, 1995), si è formato all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Partendo da una ricerca sulla pittura, questi giovani artisti condividono l’interesse nella spazialità del gesto pittorico, nello spazio inteso come ambiente intimo o relazionale e nella profondità dello spazio resa dal suono, quale cassa di risonanza emotiva, ironica e onirica.

La predilezione per gli spazi aperti e gli ambienti naturali ha portato il collettivo a pensare ad interventi nei quali strutture che agiscono e interagiscono con luce e suono, possano divenire veri e propri meccanismi in grado di operare sul territorio e per il territorio.
Lo scopo è di valorizzare lo spazio circostante e considerare i fenomeni meteorologici e meccanici come attivatori di queste sculture/architetture.
L’inatteso, l’incontrollabile, il casuale, entrano così a far parte dell’opera con gli spettatori che si trovano a relazionarsi con un elemento in continuo mutamento.
 
 Orari di apertura 
Domenica 10 novembre ore 19-22.30
Venerdì 15 novembre ore 18-20
Sabato 16 novembre ore 16-20
Domenica 17 novembre ore 10-12/16-20
Venerdì 22 novembre ore 18-20
Sabato 23 novembre ore 16-20
Domenica 24 novembre ore 10-12/16-20

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