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Scheggia: il nuovo ingresso ad Arte Sella firmato YACademy

Una struttura modulare immersa nei boschi della Valsugana, a pochi metri dalle opere di Souto De Moura, Kengo Kuma e Michele de Lucchi

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Una «scheggia» in larice, in perfetta sintonia con la natura e con le installazioni di Arte Sella, percorso espositivo di arte contemporanea lungo i sentieri della foresta di Borgo Valsugana, un luogo dove arte, architettura, musica e danza si fondono, dando vita a un dialogo unico tra l’ingegno dell’uomo e il mondo naturale.
Scheggia è il nuovo welcome point di Arte Sella, ideato da quattro giovani progettisti del corso in Architettura per il Paesaggio di YACademy: Michele Dematté, Hanna Czerniakowska, Chiara Rinaldoni e Sara Donato. Il corso farà parte anche dell’offerta formativa YACademy 2020: le iscrizioni si apriranno nella prossima primavera, le lezioni si svolgeranno in autunno.
 
La sfida lanciata da YACademy ai progettisti alla prima edizione del corso, che pone l’ambiente naturale come palcoscenico della progettazione, è stata l’ideazione di una struttura funzionale e al tempo stesso sostenibile, in relazione con il contesto dove sarebbe stata inserita: da un lato la natura montana della Valsugana, dall’altro le opere delle firme di architettura più prestigiose al mondo, quali Kengo Kuma, Eduardo Souto De Moura e Michele de Lucchi, che costellano il percorso naturale e artistico di Arte Sella. 

Il concept dell’opera, visitabile negli orari di apertura del parco, è stato sviluppato con il coordinamento di Emanuele Montibeller, direttore artistico di Arte Sella, Alessandro Cecchini, CEO di YAC, e Matteo Agnoletto, docente dell’Università di Bologna.
Le operazioni di ingegnerizzazione, curate da Marco Imperadori del Politecnico di Milano, si sono focalizzate sull’aspetto dinamico della struttura che, con il suo lato obliquo, richiama alla memoria proprio il movimento di una scheggia.
 

 
Scheggia è un modulo in legno prefabbricato realizzato da Marlegno, azienda lombarda specializzata nella realizzazione di strutture eco-sostenibili, tecnologiche e innovative.
La finitura esterna è in larice non trattato: il colore iniziale di questo legno, caldo e rossiccio, diventerà col tempo grigio, come quello dei fienili e dei masi alpini trentini, in armonia con la natura e con la filosofia di Arte Sella.
La copertura è stata realizzata con una tecnologia firmata Isopan e Daku Italia: GreenROOF, il tetto verde con impermeabilizzazione RENOLIT ALKORPLAN che ha capacità drenante ed estensive in grado di inserirsi perfettamente nel paesaggio.
Importante anche il coinvolgimento di Velux che ha contribuito alla realizzazione della copertura con la sua tecnologia Curvetech.
 
L’info point accoglie i visitatori di Arte Sella tutti i giorni, in tutte le stagioni, nell’area di Malga Costa e del giardino di Villa Strobele.
Da qui parte un percorso alla scoperta delle opere monumentali di Arte Sella, tra le quali la Cattedrale Vegetale, il Teatro di Arte Sella, il Terzo Paradiso e Trabucco di Montagna.
Malga Costa è anche sala da concerto, spazio per performance e luogo di incontri: il 29 dicembre alle 14 e alle 17.30, come ogni inverno, ospiterà la musica di Fucina Bianca Arte Sella per celebrare il passaggio al nuovo anno.
 
«Il progetto è espressione delle linee guida del corso di alta formazione in Architettura per il Paesaggio di YACademy, che interpretano nell’architettura il primo e più nobile strumento trasformazione del paesaggio, elemento artificiale nato per essere in relazione con l’ambiente naturale, – spiega Alessandro Cecchini. – Una continuità fondamentale, quella esistente fra paesaggio e architettura, che rischia di perdersi, con grave danno per la qualità ambientale dello spazio nel quale viviamo: l’architetto non deve rinunciare a manipolare il paesaggio, ma deve piuttosto essere in grado di generare architetture che ne sappiano cogliere le specificità per generare spazi unici, frutto di un accurato studio di ogni elemento - tecnico o percettivo - che concorra alla sfida progettuale.»
 

 
«La sfida è stata molto stimolante, – commenta Marco Imperadori. – Immaginare un piccolo pod totalmente prefabbricato che non sembrasse alieno in un luogo di arte e natura così bello.
«Ci siamo riusciti grazie all’aspetto dinamico di una scheggia lineare, totalmente rivestita in doghe di larice a passo variabile, in omaggio al grande architetto svedese Ralph Erskine. In montagna inoltre i punti di vista dalle vicine pendici scoscese hanno richiesto anche un ragionamento accurato sulla copertura e sul suo impatto ambientale e visivo.
«Da qui la scelta di un tetto verde drenante ed estensivo in grado di inserirsi perfettamente a livello paesaggistico e di funzionare da volano idraulico per questo piccolo tetto.
«Il lucernario superiore consente bilanciamento e qualità luminosa, così come ventilazione naturale nella bella stagione.»
 
«La visita ad Arte Sella è stata per noi una fonte di ispirazione fondamentale – aggiungono i progettisti Michele Dematté, Hanna Czerniakowska, Chiara Rinaldoni e Sara Donato, – a partire dall’atmosfera di impalpabile connessione fra l’arte e la montagna che la ospita, fino ad alcune opere specifiche, capaci di evocare tematiche e sensazioni che abbiamo voluto reinterpretare rispettosamente.
«La ricerca di una forma pulita e totalmente versatile è stato quindi il tema centrale del percorso di progettazione intrapreso, con l’obiettivo di non rimanere indifferenti all’ambiente montano circostante e di soddisfare le svariate possibilità di utilizzo.
«Proporre una modularità ben precisa ha potuto garantire quella libertà di espressione e impiego che si è rivelata perfettamente rispondente alle nuove ed inaspettate esigenze di Arte Sella, e permette di sostenere un’infinita possibilità di riutilizzo ed implementazione che potranno accompagnare il Parco nel suo percorso artistico e culturale futuro.»
 
 YACademy 
YAC - Young Architects Competitions - promuove concorsi di progettazione e percorsi formativi in collaborazione con prestigiose realtà professionali e accademiche.
Nata nel 2013 dall’intuizione di tre giovani ingegneri, persuasi che il concorso di idee potesse rappresentare lo strumento privilegiato per vivacizzare il dibattito e la ricerca inerente all’architettura, ha maturato esperienze di lavoro e collaborazione con le principali firme dell’architettura contemporanea, affrontando ed approfondendo numerosi temi di progettazione architettonica.
A cinque anni dall’avvio della propria attività, YAC decide di aprire il proprio network di architetti di fama ai giovani progettisti, con l'obiettivo di supportarli nel proprio percorso professionale: nascono quattro corsi di formazione, condotti con partner del prestigio di Ferrari, National Geographic ed Agenzia del Demanio.
I corsi si tengono presso le prestigiose sedi di YACademy: un edificio storico nel cuore di Bologna, all’ombra delle Due Torri, a fianco di piazza Santo Stefano.

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