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In cinque anni di MUSE i visitatori sono stati oltre 3 milioni

Questa la cifra registrata dal 29 luglio 2013 - quando il Museo delle Scienze di Trento ha aperto la sua sede - allo scorso 30 giugno 2018

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Dal 29 luglio 2013 - quando il Museo delle Scienze di Trento ha aperto la sua sede - al 30 giugno 2018, i visitatori del MUSE sono stati oltre 3 milioni.
Il dato, anticipato nell'intervistra fatta alcuni giorni fa dalla nostra Nadia Clementi al direttore Michele Lanzincger (vedi),  è stato presentato oggi nel corso della conferenza stampa di Giunta alla presenza del Presidente Ugo Rossi, dell’assessore alla cultura Tiziano Mellarini e del Presidente del MUSE Marco Andreatta, nonché dallo stesso direttore Lanzinger.
Il momento della presentazione dei dati relativi ai primi 5 anni di attività e del bilancio sociale 2018 è stata occasione anche per comunicare un nuovo importante investimento in cultura: il Planetario digitale del MUSE che inaugurerà nella primavera del 2019 (nelle foto seguenti il rendering).
3.200.000 è il numero di visitatori che hanno visitato le strutture che fanno parte della rete MUSE dalla sua inaugurazione, al 30 giugno 2018. Si tratta dei visitatori del Museo delle Scienze disegnato da Renzo Piano e delle sue strutture territoriali: Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, Museo delle Palafitte di Ledro, Giardino Botanico Alpino delle Viote, Terrazza delle Stelle del Monte Bondone, Stazione Limnologica del Lago di Tovel, Museo Geologico di Predazzo e il recente Centro Visitatori Udzungwa in Tanzania.
 
Si tratta di un trend positivo e costante nel tempo di oltre mezzo milione di visitatori all’anno che testimonia la capacità del MUSE di essere una struttura rilevante per il turismo culturale, per le numerosissime attività educative, per l’occupazione e per lo sviluppo locale.
Anche per il 2017 – a confermare le percentuali degli anni precedenti - la provenienza dei visitatori si scompone in un 24% di visitatori provenienti dal Trentino Alto Adige, 69% dalla altre regioni italiane, 7% dall’estero.
Tra le regioni limitrofe che si confermano maggiormente affezionate al Museo il Veneto con un 26% di provenienza, 20% Lombardia e 12% Emilia Romagna. Per l’estero, il 38% proviene dalla Germania e l’11% dall’Olanda.
Dati che parlano di una capacità del museo di essere punto di riferimento e attrazione non solamente per il pubblico locale, ma anche nazionale e internazionale; un’eccellenza trentina che ben figura a livello internazionale, basti pensare che l’ottima affluenza di pubblico colloca il Museo nella top ten dei musei italiani più visitati e 1° per numero di visitatori tra i musei scientifici.


 
Tra i visitatori, l’apporto dato da gruppi e scolaresche corrisponde al 40% del totale.
In 5 anni, l’utenza scolastica ha sfiorato il milione di presenze, con scuole che provengono, oltre dal Trentino, principalmente da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.
La macchina MUSE è inoltre fonte di impiego, soprattutto giovanile: ogni anno più di 250 persone vi trovano occupazione e/o occasione di alta formazione.
Circa l’85% del personale è laureato e l’età media è di 37 anni. La diversità di genere, inoltre, per il Museo costituisce una ricchezza: tra le persone impiegate infatti il 57% sono femmine, il 43% maschi.
 
Piace segnalare infine che, nel 2017, il MUSE ha ottenuto il certificato Family Audit Executive, una certificazione che ha lo scopo di rendere compatibile l’impegno lavorativo con esigenze familiari e personali.
Dal punto di vista economico, il MUSE ha raggiunto una capacità di autofinanziamento che si aggira attorno al 46%, un dato unico sul territorio nazionale e rilevantissimo anche a livello europeo, con un indotto sul sistema economico provinciale pari a circa 7,5 milioni di euro all’anno.
Tra le collaborazioni, in questi 5 anni, il MUSE ha lavorato attivamente con 142 istituzioni in Italia e all’estero: ben 95 realtà con sede in Trentino, 10 in Alto Adige, 26 nelle restanti regioni italiane e con 11 realtà internazionali con sede in Italia.
Collaborazioni internazionali anche per quanto riguarda la ricerca, con oltre 80 partner internazionali tra istituti, enti di ricerca, fondazioni e altro.

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