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«La Grande nevicata dell’85», successo indiscusso

Il poetico racconto sugli anni ’80 con Alessio Zeni e Mario Cagol, sold-out in nella prima uscita, sarà in tour nel corso delle prossime settimane

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© MoniQue foto.

Dopo il sold out registrato al Teatro di Villazzano in occasione del debutto, per «La Grande nevicata dell’85» è tempo di tournée.
Mario Cagol e Alessio Zeni solcheranno i palchi di numerosi teatri in Provincia di Trento, con una tappa anche in Alto Adige.
 
Al via a dicembre il tour della nuova produzione della Compagnia Arditodesìo di Trento, «La Grande nevicata dell’85».
Il testo è stato scritto da Pino Loperfido, la regia è di Andrea Brunello e in scena ci saranno il conosciuto e apprezzato attore trentino Mario Cagol e il musicista e compositore Alessio Zeni.
Dopo il debutto online da tutto esaurito nel 2020, anche la prima messa in scena al Teatro di Villazzano lo scorso 22 ottobre è andata sold out.
 
Ora è tempo di tour e tra dicembre e gennaio saranno numerosi i teatri trentini ad ospitare il racconto in musica dedicato ai mitici anni ’80.
«La grande nevicata dell’85» è una saga familiare, il racconto dell’emigrazione interna da sud a nord in cerca di fortuna, la memoria dei fatti epocali di un decennio entrato nel mito, la musica indimenticabile di quel periodo magico, tra gli altri si ascolteranno brani di John Lennon, George Micheal, Annie Lennox, gli U2 e altri mostri sacri.
 
In scena un Mario Cagol ironico e riflessivo, accompagnato da Alessio Zeni che ha composto per lo spettacolo una colonna sonora ad hoc. Il pubblico potrà così vivere un’esperienza intima e affascinante: tutti ricorderemo, anche solo per racconti storici, i fatti portati in scena.


 
Uno spettacolo che ci permetterà di guardare al passato, talvolta con nostalgia e rimpianto, simpatia e ammirazione.
Un’altalena di emozioni che farà ricordare al pubblico trentino l’ineguagliata nevicata dell’85 e la tragedia di Stava e comprendere come grandi eventi del passato allunghino la propria ombra anche sull’oggi.
 
Il tour inizierà il 4 dicembre con la prima messa in scena al Centro culturale Locca di Concei di Ledro alle 21, l’11 dicembre alle 20.30 prima data altoatesina all’Auditorium di Ora ospiti del Centro culturale Luigi Negrelli, il 15 dicembre alle 21 a Brentonico al Teatro Comunale, il 17 dicembre alle 21 al Teatro comunale «Livio Covi» di Sarnonico, il 18 dicembre alle 21 al Teatro comunale di Aldeno, l’8 gennaio alle 20.45 al Teatro Sociale di Trento, il 12 gennaio alle 20.30 al Teatro Zandonai di Rovereto, il 14 gennaio alle 21 all’Auditorium Guetti di Tione, il 26 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Tesero.
 
Queste attualmente le tappe del viaggio nella memoria collettiva offerto dallo spettacolo che, attraverso narrazione e musiche suonate e interpretate dal vivo, racconta un decennio di storia comune.
Altre date sono in via di definizione, per rimanere aggiornati consultate il sito internet arditodesio.org
 
LA GRANDE NEVICATA DELL’85 è una produzione Aritodesìo. Lo spettacolo è scritto da Pino Loperfido, con Mario Cagol e Alessio Zeni. Regia di Andrea Brunello.
Media partner Radio Dolomiti
 

 
 Scheda spettacolo  
Vito arriva in Trentino nel 1980 e si sorprende di non trovarci il mare.
Si trasferisce dal sud a Trento – che sua nonna e molti altri italiani confondono con Trieste – per via di Sara, la donna che diventerà sua moglie.
La sua storia è quella di un mago della tecnologia, un ragazzo che ha intuizioni geniali: ad esempio, quella che saranno proprio i computer e gli smartphone uno dei futuri problemi dell’umanità.
Ma la storia di Vito è anche la cronaca di questo decennio così particolare, così pieno di avvenimenti, gioie collettive, ma pure tragedie. Ce n’è per tutti i gusti. Tra il terremoto dell’Irpinia e la caduta del muro di Berlino il narratore ci ricorda, infatti, la straziante storia di Alfredino Rampi, la vittoria al Mundial spagnolo, il disastro di Stava e molto altro ancora.
 
E poi, naturalmente la grande nevicata del 1985, che dà il titolo allo spettacolo.
Una nevicata che nel testo non è solo lo straordinario fenomeno meteorologico che allora si verificò, bensì il simbolo di un’epoca di grandi sogni e speranze che raggiunge il suo picco e quindi – come è il destino di ogni iperbole – comincia a morire.
Perché gli anni Ottanta furono gli anni dell’edonismo e dell’ottimismo; gli anni di quella musica nuova e irripetibile che riecheggia sul palco; ma forse rappresentarono anche un punto di non ritorno.
Il momento storico, trascorso il quale, nulla sarebbe stato più come prima.
 
«La grande nevicata dell’85» è un inno a chi eravamo, a chi siamo diventati e a chi non siamo riusciti diventare.
Un monologo di grande profondità, divertente a tratti, che ci conduce per mano alle origini di questo nostro presente tecnologico, consumistico e iperconnesso che forse ha smarrito l’innocenza, il rispetto per l’ambiente e per noi stessi, l’abitudine alla meraviglia.
Ad esempio quella di cui eravamo capaci, rimanendo a bocca aperta davanti ad una interminabile, silenziosa nevicata.
È in quella neve, nel gennaio del 1985, che rimane imprigionato il sogno di Vito. E forse anche quello di ognuno di noi.
 
Si segnala che la replica in programma l’8 gennaio 2022 al Teatro Sociale di Trento è organizzata in collaborazione con la Cassa Rurale di Trento. I soci della banca avranno la possibilità di acquistare i biglietti a tariffa ridotta.

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