Home | Arte e Cultura | Teatro | Palcoscenico Trentino: «Qualcuno volò sul nido del cuculo»

Palcoscenico Trentino: «Qualcuno volò sul nido del cuculo»

Sabato 26 novembre lo metterà in scena il Gad Città di Trento al teatro S. Marco

image

>
La venticinquesima edizione di «Palcoscenico Trentino», rassegna a carattere provinciale organizzata dalla Co.F.As. e programmata a Trento al Teatro S. Marco, proporrà sabato 26 novembre l’ultimo dei cinque spettacoli in concorso per l'aggiudicazione dell’edizione 2022 del Premio Mario Roat.
Protagonista dello spettacolo la Compagnia GAD - Città di Trento con «Qualcuno volò sul nido del cuculo», una scrittura teatrale che nel 1972 il drammaturgo statunitense Dale Wasserman trasse dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962.
La traduzione è di Giovanni Lombardo Radice.
 
Lo spettacolo proposto dalla Compagnia trentina e affidato alla regia di Alberto Uez, è stato allestito in occasione del 40° anniversario della scomparsa di Franco Basaglia, eminente psichiatra ispiratore della Legge 180 del 1978 che ha radicalmente riformato la disciplina psichiatrica in Italia decretando di fatto la chiusura dei manicomi.
«Qualcuno volò sul nido del cuculo» dibatte temi universali come i diritti dell’individuo, l’intolleranza etnico-culturale verso i nativi americani e il disagio mentale nell’America degli anni ’70.
Dopo una condanna, Randle McMurphy (Mauro Gaddo) è ricoverato in un ospedale psichiatrico.
 
Subito comprende la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni nella clinica: Capo Bromden (Simone Crespiatico), Harding (Bruno Vanzo), Billy (Andrea Moauro), Cheswick (Giovanni Rosso), Scanlon (Alberto Fontana), Ellis (Giovanna Tomasi) e Martini (Stefano Furlani).
Non accettando la situazione, si ribella e sul suo esempio anche gli altri degenti (soggetti vulnerabili, passivi e inerti) provano ad opporsi alle dure regole e alla rigida disciplina imposte dalla caporeparto infermiera Ratched (Giuliana Germani).
Lo spettacolo oscilla tra farsa e tragedia, grazie anche alla presenza in scena di alcuni componenti dello staff ospedaliero: il dottor Spivey (Luigino Mongera), l’infermiera Flinn (Bruna Giordani), la signora Warren (Doria Mariotti) e l’assistente Williams (Mauro Bandera).
Sulla scena, che simbolicamente si presenta come un carcere dove chiusure, sbarre e strumenti di costrizione sono immagini di abusi e di mancanza di libertà, appaiono anche i personaggi femminili di Sandra (Giovanna Tomasi) e Candy Starr (Ilenia Mangano).
 
Il testo di Kesey, che costituisce uno spietato atto d’accusa contro i metodi adottati all’interno dei manicomi, ma soprattutto una metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi oppressivi della società e sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini, ha avuto nel 1975 un adattamento cinematografico diretto da Miloš Forman con protagonista Jack Nicholson, che ha ottenuto nove candidature e vinto ben cinque Premi Oscar.
Fra i numerosi allestimenti teatrali (il più recente con la regia di Alessandro Gassman) ricordiamo quello portato sulle scene nel 1986 dal Teatro Stabile di Bolzano per la regia di Marco Bernardi con Tino Schirinzi e Francesca Benedetti.

Sabato 26 novembre il sipario del Teatro San Marco si alzerà su «Qualcuno volò sul nido del cuculo» alle 20.45.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni

I miei cammini

di Elena Casagrande