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Tieffe Teatro Milano presenta: «Trainspotting»

Va in scena il 10 gennaio alle ore 20.45 sul palcoscenico del Teatro di Villazzano

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Prosegue la stagione Fantasio, ovvero la stagione composta da spettacoli di registi che hanno partecipato alle fasi finali e molto spesso vinto il Festival internazionale di regia teatrale Fantasio nell’arco delle sue 19 edizioni.
Dopo il debutto de «La Locandiera - Esprit de pomme de terre» di Andrea Saitta (vincitore del festival nel 2017), e Vania, per la regia di Stefano Cordella (vincitore del festival nel 2015), andrà in scena, il 10 gennaio, il terzo spettacolo della stagione ovvero Trainspotting prodotto da Tieffe Teatro Milano del quale cast fa parte Riccardo Festa, vincitore di Fantasio nel 2012.
 
Trainspotting è conosciuto al grande pubblico come il film di Danny Boyle, uscito nel 1993 e interpretato da Ewan McGregor; ma è prima di tutto la storia di quattro ragazzi e una ragazza.
Mark Renton, disoccupato come la maggior parte dei giovani scozzesi della sua generazione, ha trascinato nella confusione e nella dedizione ad ogni tipo di droga i suoi amici d’infanzia.
Sick Boy, un appassionato di cinema e sciupafemmine, Begbie, un pericoloso outsider sempre alla ricerca della rissa, Tommy, un seguace del bodybuilding, e Alison, fidanzata di Sick Boy, che cerca di conciliare la sua dipendenza dalla droga con il suo ruolo di madre.
 
Per ingannare la noia, i personaggi rubano e si distruggono di eroina. Tutti tranne Tommy, che vive un’altra forma di dipendenza.
Non lavorano, ricevono sussidi di disoccupazione che spendono in droghe e alcool, perché la realtà della vita non li interessa.
Sono persone che l’uomo medio non vuole vedere, perché questi personaggi ci costringono a farci domande sul funzionamento della nostra società.
Lo spettacolo è consigliato ad un pubblico adulto, per il suo linguaggio forte ed esplicito, necessario per rendere un dramma realistico, nudo e crudo, che colpisce dritto alla pancia senza lasciare margini di luce, denunciando il male assoluto della tossicodipendenza e la pochezza del presente.

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