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Dal 24 al 27 di gennaio «Copenhaghen» al teatro Sociale

Orsini, Popolizio e Lojodice riportano in scena a Trento l’intenso dramma storico-scientifico di Michael Frayn

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Il palco del Teatro Sociale è pronto ad ospitare uno spettacolo storico per il teatro italiano, interpretato da un cast di attori di prim’ordine. In occasione del quinto appuntamento con la stagione Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, approda a Trento «Copenaghen», pièce del drammaturgo britannico Michael Frayn, interpretato da Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, pronti a tornare insieme sul palco con un testo che li aveva già visti protagonisti quasi vent’anni fa.
Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale, con la regia di Mauro Avogadro, rimarrà al Teatro Sociale da giovedì 24 a domenica 27 gennaio, con inizio alle ore 20.30 (ad eccezione dello spettacolo domenicale che avrà inizio alle ore 16.00).
Da segnalare che la tappa di Trento rappresenta l’ultima occasione per vedere lo spettacolo, visto che la lunga e fortunata tournée di «Copenaghen» si concluderà a fine gennaio.
 
È il 1999 quando, per la prima volta in Italia, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice portano sul palco «Copenaghen», opera del drammaturgo londinese Michael Frayn. A vent’anni di distanza, i tre attori ridanno vita alla pièce dell’autore britannico: un dramma storico-scientifico, ambientato nella capitale danese di inizio anni ’40 occupata dai nazisti, alla vigilia dello scoppio della bomba atomica.
In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi.
Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen, quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti.
Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr.
Il soggetto di quella conversazione resta, ancora oggi, un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi.
 
Lo spettacolo cercherà così di indagare sul motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro Bohr. Essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr - che era mezzo ebreo - l’appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto?
Oppure, essendo mosso da scrupoli morali, tentava semplicemente di rallentare il programma tedesco fornendo a Bohr, che era schierato con gli alleati, informazioni sull’applicazione dei fondamenti teorici della fissione?
Su questi presupposti l’autore dà vita ad un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti.
Uno spettacolo intenso e avvincente, in grado di racchiudere tutte le ambiguità nascoste nel rapporto fra potere, scienza e morale.
 
«Copenaghen» debutterà al Teatro Sociale di Trento giovedì 24 gennaio, alle ore 20.30 e sarà in replica fino a domenica 27 gennaio con i seguenti orari: venerdì 25 e sabato 26 gennaio lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.30, mentre la domenica avrà inizio alle ore 16.00.
Si ricorda, infine, che anche durante la Stagione 2018/2019 gli abbonati potranno usufruire gratuitamente del servizio di baby sitting «Tata a Teatro», riservato ai genitori con figli di età compresa tra i 3 e i 10 anni.
Per i non abbonati, invece, è previsto un costo di 5 euro a bambino.
È necessaria la prenotazione al numero verde 800013952. Il servizio è proposto dalla Cooperativa «Progetto 92».

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