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Ricordato a Borgo Carlo D’Asburgo, ultimo imperatore d’Austria

Il convegno preceduto dall'ostensione della reliquia a Castel Ivano (Carlo è stato beatificato da Papa Voitila)

«Carlo d'Asburgo, ultimo Imperatore d'Austria: storia, politica, santità» è il convegno dedicato ad esplorare questa figura storica, tenutosi oggi a Borgo Valsugana, presso la sala auditorium del Polo Scolastico, alla presenza dell'arciduca Martino d'Austria Este.
L'iniziativa, promossa dalla Provincia autonoma di Trento, è patrocinata dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, dal Comune di Borgo e dalla Comunità Valsugana e Tesino.

A portare il saluto dell'amministrazione provinciale, l'assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione, Franco Panizza.
Tra i relatori mons. Gabriele Filippini, vicedirettore della rivista Madre, e don Arnaldo Morandi, assistente nazionale della Gebetsliga Kaiser Karl, oltre a don Fortunato Turrini, delegato dell'arcivescovo di Trento.

Le manifestazioni sono però iniziate attorno alle 9 a castel Ivano, con una breve cerimonia religiosa e l'ostensione della reliquia del Beato Carlo, seguita dalla la salva d'onore della Schutzen Kompanie Telve.

La mattinata è proseguita a Borgo Valsugana con il convegno storico, preceduta dagli interventi delle autorità, fra cui l'assessore Panizza, che ha anche portato i saluti del presidente Dellai.
«Ritornare alla storia, per una comunità, significa ritornare alle ragioni del suo esistere - ha detto Panizza, - rafforzare la propria identità, pur nella consapevolezza che non si torna mai indietro, che la storia non si ferma mai. Ieri la comunità del Tesino ha riservato a sua altezza imperiale l'arciduca Martino d'Austria Este un'accoglienza davvero commovente, segno questo che l'orgoglio per il proprio passato, le proprie radici, è molto forte.
«E in questo caso il passato ci riporta ad una figura, quella dell'ultimo imperatore d'Austria, difficile, complessa, tormentata, per il suo dover mettere assieme i doveri che spettano a un sovrano con il suo essere uomo e cristiano. Molte sono le ragioni che ci hanno spinto ad organizzare questo momento di commemorazione.
«I legami fra la casa d'Austria e il Trentino, naturalmente; il senso del rispetto delle identità coltivato da Carlo d'Asburgo, il suo disegno di un'Europa di popoli diversi per culture, lingue tradizioni, ma capaci di vivere assieme, così attuale anche nell'Europa di oggi, che a volte sentiamo un po' fredda, un po' distante; infine, coltivare la memoria significa per noi trentini anche rafforzare la nostra Autonomia, fondata su percorsi e vicende diversi rispetti rispetto a quelli vissuti dal resto del Paese.»

Rivolgendosi all'arciduca Martino Este e alla sua consorte la principessa Maria Luisa Gonzaga, Panizza ha detto infine che la loro presenza, anche nella sua informalità, nel suo sottrarsi ai rigidi protocolli, «è un segnale importante, ci onora e ci rende orgogliosi».

Carlo d'Asburgo quando nacque era il quinto in linea di successione.
Nel 1911 sposò la principessa italiana Zita di Borbone-Parma,con la quale ebbe otto figli. Divenne erede al trono in seguito all'assassinio dello zio Francesco Ferdinando, il 28 giugno 1914 e fu incoronato imperatore pochi anni dopo, alla morte del prozio Francesco Giuseppe nel 1916.

In seguito alla sconfitta dell'Austria-Ungheria nella prima guerra mondiale andò in esilio con la famiglia nell'isola portoghese di Madera dove morì di polmonite all'età di appena 35 anni.

Il 3 ottobre 2004 Carlo d'Asburgo è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II. Con questa consacrazione il Papa ha voluto ricordare l'ultimo imperatore del regno d'Austria-Ungheria che fin da subito si impegnò affinché la guerra terminasse.
Un personaggio di grande levatura morale, quindi, che considerava il conflitto mondiale come una inutile strage, che si oppose strenuamente all'utilizzo delle nuove e devastanti armi e che introdusse, invece, forti cambiamenti nella corte e nei rapporti con i diversi popoli dell'Impero.

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