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La festa della fratellanza di Passo Paradiso

Panizza: «Dobbiamo fare in modo che le storie diverse del Trentino diventino una ricchezza nella comune patria europea»

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«Dobbiamo fare in modo che le storie diverse del Trentino diventino una ricchezza nella comune patria europea», con queste parole ieri l'assessore provinciale alla cultura, rapporti europei e cooperazione, Franco Panizza, ha chiuso la Festa della Fratellanza a Passo Paradiso, ai piedi del ghiacciaio della Presena, manifestazione che da 35 anni onora i soldati caduti sui due fronti opposti durante la prima guerra mondiale.
Gruppi di Alpini, Kaiserschützen, Kaiserjäger e Compagnie Schützen del Tirolo storico, rappresentanti della Croce Nera austriaca, di alpini e volontari della val di Sole e della val Camonica e moltissime persone si sono ritrovate presso l'ara prospiciente il monumento alla fratellanza per ricordare i caduti di tutte le guerre e in particolare quelli della battaglia che si tenne sul ghiacciaio il 9 giugno 1915, e per rilanciare alle giovani generazioni un messaggio di pace e tolleranza tra i popoli.
 
Nel giugno del 1915 l’esercito italiano tentò attraverso le montagne della Presena una manovra di aggiramento dei forti del Tonale.
La conca e il ghiacciaio ospitarono una battaglia che durò diverse ore e che vide alla fine prevalere i difensori austriaci.
 
I soldati tuttavia, vittime comuni della stessa tragedia, si comportarono in maniera molto cavalleresca e quando gli alpini si ritirarono sulle loro posizioni di partenza, gli imperiali raccolsero tutti i feriti italiani, che non sarebbero sopravvissuti a una notte in quota, per ospitarli e curarli nelle proprie tende, come loro commilitoni.
 Dopo la messa, officiata dal cappellano militare padre Giorgio Valentini e accompagnata dal coro Santa Maria Assunta di Tassullo e dal corpo bandistico di Vermiglio - Ossana, sono seguiti la deposizione di corone di alloro per i caduti con la salva d'onore e i discorsi delle autorità.
«Due sono le azioni che possiamo portare avanti - ha commentato l'assessore provinciale Franco Panizza - da un lato non perdere la memoria del primo conflitto mondiale e cercare di coinvolgere il più possibile i giovani, e va in questa direzione il progetto che ci sta portando al Centenario della Grande Guerra, dall'altra dobbiamo far diventare il Trentino un laboratorio di convivenza. La nostra provincia ha avuto storie diverse e deve saper compiere un'operazione virtuosa per trasformare le differenze in un arricchimento della comunità. Questa, come altre manifestazioni, dimostrano che è davvero possibile superare le divisioni e far convivere le diverse appartenenze in un'unica patria europea.»
 
Ad affiancare l'assessore Panizza, vi erano, come sempre, Achille Serra, figlio del cavalier Emilio Serra che, con Kurt Steiner fu l’ideatore oltre trent'anni fa della manifestazione, e numerosi amministratori locali, fra cui il vicepresidente della Comunità della Val di Sole Italo Zambotti, il sindaco di Vermiglio Denis Bertolini e l'assessore del Comune di Ledro, Giuliano Pellegrini in rappresentanza dell'ambasciatore ceco in Italia Petr Burianek.
Fra i presenti anche Lorenzo Baratter, coordinatore del progetto «Verso il Centenario della Grande» Guerra, che ha illustrato lo stato dei lavori in vista del Centenario e ha messo in luce l'importanza del volontariato locale per la valorizzazione del patrimonio storica del primo conflitto mondiale.
 
La Festa della Fratellanza, promossa dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione Trentino Alto Adige, dal Comune di Vermiglio, dal locale Gruppo Alpini e dal Museo della Guerra Bianca, è infine terminata al passo del Tonale, con l'omaggio ai caduti dell'ossario.

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