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«Cosa farà da grande?» Al via la 5ª edizione di Educa

Il sottosegretario all'Istruzione Marco Rossi Doria: «Oggi pur vivendo la crisi possiamo ben sperare perché il dibattito pubblico sull'educazione è migliorato»

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Da giovedì a Rovereto la manifestazione nazionale sull'educazione. Si guarderà al domani con fiducia: dalle voci dei giovani, che il futuro lo hanno davanti, a quelle degli insegnanti che al futuro li devono accompagnare.
Dalla famiglia - in bilico tra una struttura rigida e nuove forme di convivenza - alla società che ridiscute modelli economici e comportamenti sociali.
 
Nell'anteprima di giovedì, economia della felicità ed orientamento.
Inizia giovedì 27 settembre EDUCA, la manifestazione nazionale nata 5 anni fa per rimettere l'educazione al centro dell'attenzione politica ed istituzionale e per mantenere vivo il dibattito attorno alla questione educativa, troppo a lungo trascurata nel nostro Paese.
 
«Oggi pur vivendo la crisi - afferma il sottosegretario all'Istruzione Marco Rossi Doria nell'intervista rilasciata ad EDUCA - possiamo ben sperare perché il dibattito pubblico sull'educazione è migliorato. Ora tutti - dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio ai grandi quotidiani, alle televisioni - finalmente parlano di scuola come investimento, collegando immediatamente i temi della crescita e della ripresa con quelli della ricerca e formazione.»
 
La 5ª edizione di EDUCA rimette al centro un elemento chiave del suo dna: il futuro.
«Cosa farà da grande?» è, infatti, il tema degli oltre 100 appuntamenti suddivisi fra PAROLE (seminari, dialoghi, incontri con l'autore, laboratori formativi per insegnanti, genitori e ragazzi), AZIONI (laboratori creativi per bambini e ragazzi ma anche mamme e papà) ed EMOZIONI (spettacoli teatrali, concerti e letture animate).
 
Il via ufficiale della manifestazione giovedì pomeriggio con l'anteprima dedicata all'orientamento, filone tematico che nei giorni successivi sarà approfondito in più seminari e sotto diversi punti di vista: dall'accompagnamento dei giovani alla scelta formativa e professionale, alle competenze necessarie agli insegnanti per svolgere questo compito, senza trascurare il ruolo e il peso delle aspettative dei genitori.
Giovedì alle 17.00 al Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Francesco Pavani - professore presso la Facoltà di Scienze Cognitive dell'Università di Trento parlerà di orientamento, non solo alla scuola o al lavoro, ma anche alla vita.
 
Si parlerà dell'importanza di toccare con mano e fare esperienze concrete e dell'errore come parte integrante di un percorso di scelta.
Ad introdurre il seminario Marta Dalmaso, assessore all'istruzione della provincia di Trento e Giovanna Sirotti, assessore alla formazione ed al patrimonio civico dei saperi del Comune di Rovereto, mentre relatori da più regioni d'Italia faranno una panoramica dei diversi modelli applicati nei loro territori.
 
Il seminario sarà inoltre l'occasione per presentare il progetto biennale di ricerca IPRASE finalizzato alla modellizzazione di un sistema organico di orientamento con il coinvolgimento delle scuole secondarie e della formazione professionale.
«La valutazione a scuola - afferma il sottosegretario Rossi Doria -  può essere un valido strumento se partecipato e fondato sulla nozione di empowerment, cioè legato alla relazione educativa e all'effettivo vaglio di quanto si apprende da parte sia dei docenti che degli stessi ragazzi. Tuttavia non dobbiamo essere dei misuratori e dei giudicanti, ma accompagnatori dei processi di sviluppo e di apprendimento dentro alla più generale idea di crescita delle persone.»
 
Cosa e come diventeranno da grandi i giovani di oggi dipende anche dai modelli culturali, sociali ed economici che propone loro la società.
E di questo parleranno alle 21.00 al Teatro Rosmini Alessandra Smerilli, docente di Economia della cooperazione alla Cattolica di Milano e Stefano Bartolini, professore di economia politica all'Università di Siena e autore di «Manifesto della felicità. Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere».
 
Il mondo occidentale si è affrancato dalla povertà di massa, ma secondo i due economisti, alla crescita del reddito procapite non è corrisposto un aumento della felicità, al contrario sono sempre più diffusi solitudine, malessere, disagio, insoddisfazione.
Nel dialogo, moderato da Roberto De Laurentis presidente dell'associazione artigiani del Trentino, i due accademici rifletteranno su come sia possibile risolvere questo «paradosso della felicità» e costruire una vita che dia il giusto spazio ai rapporti tra le persone e non solo al commercio e al denaro, recuperando il prezioso valore delle relazioni. 
 
 Prossimi appuntamenti
Molti i momenti che seguiranno venerdì 29 dedicati ai vari protagonisti dell'educazione: famiglie, insegnanti e giovani.
Tra gli appuntamenti in programma alle 10.00 il seminario «Alternanza scuola/lavoro» con la presentazione della ricerca realizzata dall'agenzia Nazionale per lo sviluppo dell'Autonomia Scolastica, mentre alle 11.30 ad Officina Giovani si racconteranno ragazzi da tutta Italia impegnati sul territorio, tra questi i giovani del Rione Sanità di Napoli e i nuovi professionisti scoperti da The Hub di Rovereto.
 
Nel pomeriggio alle 17.00 «Mafia: non eroi, ma cittadini», seminario con Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti di 'ndrangheta in Italia.
Alla stessa ora «Tracce di desiderio» con il professor Riccardo Prandini che presenterà le riflessioni emerse dal percorso annuale Officina Famiglie, mentre alle 17.30 «La valutazione orienta?», incontro con gli autori di «Valutare a scuola» e «Didattica per competenze» rispettivamente di Mario Castoldi e Lucio Guasti.
 
Molti, infine, i laboratori formativi tra cui «Navigatori nell'incertezza», «The sound of silence», «Bussole pedagogiche», «Giochi senza frontiere didattiche».
La sera si concluderà all'Auditorium Melotti con lo spettacolo «Orizzonti nelle mani»: 80 attori, musicisti e danzatori in scena guidati dal regista Paolo Fanini.

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