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Autonomia e Giustizia: una collaborazione che deve crescere

A chiusura della due giorni «L'Autonomia speciale e la giurisdizione» è intervenuto il presidente Lorenzo Dellai

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Sì è concluso oggi pomeriggio con una tavola rotonda nella sala Depero della Provincia, a cui è intervenuto il presidente Lorenzo Dellai, il convegno «L'Autonomia speciale e la giurisdizione», apertosi ieri con una serie di sessioni di lavoro parallele in varie sedi del capoluogo.
Una preziosa occasione di confronto sulle competenze e sulle prerogative delle autonomie speciali, nel quadro del dibattito sul federalismo italiano, sulle sue ragioni e sulle sue prospettive.
«Anche se il dibattito sul federalismo in Italia è arrivato a un punto morto - ha detto Dellai - ci sono esperienze comunque importanti che possono essere ulteriormente sviluppate, sul versante della partnership fra territorio e organismi che amministrano la giustizia, così come nel campo del supporto logistico e dell'esecuzione della pena.»
 
In due giorni di intenso lavoro si è parlato a Trento dell’Autonomia speciale e dei suoi rapporti con la giurisdizione. In particolare nella sessione presieduta dal Presidente del Trga Pozzi Armando con i relatori Manfredo Atzeni e Giuseppe Caruso è stato affrontato il tema della riforma del Titolo V della Costituzione e delle funzioni del Tribunale Regionale di giustizia Amministrativa del Trentino Alto Adige, con giudizi positivi sull’attuale assetto.
Nella sessione presieduta da Salvatore Pilato si è approfondito il problema dei controlli della Corte dei Conti e dei principi di ragionevolezza e di economicità che devono guidare l’azione delle amministrazioni.
 
In particolare Carlo Chiappinelli e Rita Loreto hanno affrontato il tema del rapporto della Corte dei Conti con le autonomie territoriali.
Nella terza sessione presieduta dal procuratore della Repubblica Giuseppe Amato, i relatori Carlo Ruga Riva, Alessandro Melchionda e Sergio Bonini hanno affrontato il tema delle leggi provinciali e regionali nell’applicazione del diritto penale. Si è parlato inoltre della nuova legge nazionale sulla lotta alla corruzione.
 
Nell’ultima sessione presieduta da Nicolò Pedrazzoli, responsabile dell'Avvocatura della Provincia, si è affrontato con i tre relatori Gianfranco Postal, Damiano Florenzano e Fulvio Cortese, il difficile rapporto tra Regioni e Stato.
L’aumento del contenzioso costituzionale, i numerosi conflitti di attribuzione sono il segnale che è necessario ricercare nuovi equilibri tra autonomie, autonomie speciali e Stato per far sì che il tanto che si è fatto non venga rovinato da comportamenti di ragioni molto lontane dalla nostra specialità.
 

 
Il convegno si è chiuso oggi con una Tavola rotonda sul tema della giustizia nella prospettiva del federalismo italiano.
Ad aprirlo il presidente Lorenzo Dellai, per il quale due sono gli approcci possibili.
«Il primo – precisa Dellai – è quello di riconoscere francamente che nel nostro paese il tema del federalismo è arrivato a un punto morto. Il tentativo di trasformare uno Stato nato con un'impronta fortemente centralista, salvo eccezioni come quella della nostra Autonomia, un'esperienza di matrice mitteleuropea che si incunea in quella sabaudo-piemontese, è fallita.
«Ma c'è un secondo approccio possibile, che punta a valorizzare le esperienze comunque positive che abbiamo sviluppato sul nostro territorio e provare a impostare un ragionamento sul futuro.
 
«Due i filoni da seguire, – rimarca Dellai. – Il primo è quello della partecipazione dei territori all'interno degli organismi di amministrazione della giustizia, al fine di favorire una piena adesione di questi ultimi alla storia, alla cultura e al corpus giuridico locale.
«Ad esempio, pensiamo alla presenza di due giudici laici all'interno del nostro tribunale amministrativo, che è per noi molto positiva, o anche alla recente scelta di designare un membro della Corte dei conti.
«Il secondo filone è quello dell'amministrazione quotidiana della giustizia, che ha bisogno di una maggiore partnership dei territori sul piano della concreta realizzazione di queste attività. Ad esempio, sul versante logistico e amministrativo, già oggi abbiamo stabilito forme di collaborazione con il Ministero della giustizia, che possono essere ulteriormente approfondite.»
 
«Si potrebbe pensare pertanto a una norma di attuazione dello Statuto che desse alle Autonomie l'incarico di gestire tutte le funzioni di supporto all'esercizio delle funzioni del potere giudiziario. – Ha detto in conclusione il presidente Dellai. – Anche per quanto riguarda l'esecuzione della pena, sarebbe importante sperimentare nuove forme di collaborazione, utili ad entrambi.»
 
Sono quindi intervenuti il presidente emerito della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti, il presidente emerito del Consiglio di Stato Alberto de Roberto, il procuratore Salvatore Pilato, l’ex presidente della Corte d’Appello di Trento Francesco Abate e Giandomenico Falcon.
Interventi di altissimo profilo che pur delineando i tanti problemi del pianeta giustizia hanno anche dato corpo alla speranza che anche il federalismo in prospettiva potrà contribuire a migliorare questo delicato e importante settore della vita pubblica.

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