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Famiglia e crescita economica al «Festival della Famiglia»

Mattinata di lavori con i relatori delle prime sessioni del Festival a Riva del Garda

Fra i protagonisti, Emanuele Ranci Ortigosa, direttore dell'Istituto per la ricerca sociale di Milano.
«L'esperienza del Festival è interessante e promettente, ha commentato Ranci Ortigosa. La Famiglia è stata a lungo trascurata nel nostro Paese, viene spesso evocata ma per lo più per scaricare su di essa oneri e responsabilità più che per sostenerla. Le famiglie in povertà assoluta, che non hanno soglia di reddito per garantire un livello minimo, sono dal 2005 raddoppiare in Italia: una famiglia ogni 12 in Italia si trova in questa situazione, le politiche familiari a livello nazionale non sono né eque né efficaci. Le risorse messe in campo a livello nazionale per le famiglie vanno per più di terzo a famiglie benestanti, non a quelle che si trovano nella maggiori difficoltà. Distribuendo in modo più equo queste risorse noi potremmo rispondere in modo adeguato ai problemi delle famiglie più povere, so che il Trentino ha misure efficaci di sostegno al reddito, ma così non è nel resto d'Italia. Ricordiamo che più le famiglie vengono sostenute meglio abitano e animano il territorio.»
 
Durante la prima sessione plenaria, dedicata a «Famiglia, coesione sociale e crescita economica», si è aperto un dibattito sui futuri modelli di sviluppo sostenibile, che dovranno cercare sempre più di mettere al centro la persona e la famiglia e favorire la coesione sociale.
Sul palco: Caterina Cittadino, capo dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Christian Fillet, vicepresidente European Social Network; Erio Ziglio, direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità; Adriano Giannola, presidente dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.
 
Nella prima sessione tematica si è quindi esplorato il ruolo dei Distretti Famiglia con Luciano Malfer, dirigente dell'Agenzia per la famiglia, che ha presentato il modello trentino, ed Emma Clarence dell'Ocse, che ha presentato alcuni interessanti dati sull'occupazione femminile e sulla necessità di sfruttare di più la preziosa risorsa rappresentata dalle donne.
Per un raffronto basti pensare che, in termini di partecipazione al mercato del lavoro, in Italia i maschi sono al 64,7% e le donne solo al 46,4%, in Trentino le percentuali sono decisamente più elevate: 72,9% per gli uomini e 57,5%, ma in Islanda, uno degli Stati più avanzati in questo campo, i dati sono ben diversi: uomini 83% e donne 78,5%.
 
Sul palco anche Ranci Ortigosa, Riccardo Prandini ricercatore dell'Università di Bologna che ha elogiato il modello trentino, definito «difficilmente esportabile» per le peculiarità proprie di questa terra, e Carlo Dionedi, dell'Associazione nazionale Famiglie numerose, che ha parlato del «Trentino come eden, qui si respira aria di famiglia».
Il Festival della Famiglia è organizzato dall’Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Trento, dal Distretto Famiglia «Alto Garda» e dal Comune di Riva del Garda, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia - Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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