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Sporminore: benedetto il sale nel giorno di Sant’Antonio Abate

Oggi pomeriggio la località della Val di Non ha ospitato un rito antichissimo, tornato attuale grazie alla Famiglia Cooperativa Primanaunia

Quello vissuto e proposto a Sporminore è stato un evento con i fiocchi: per il «parterre de roi» e per i fiocchi di neve che l’hanno caratterizzato.
Appuntamento con la tradizione, nella giornata di Sant’Antonio Abate, dedicato alla benedizione del sale.
Un rito antichissimo tornato attuale grazie alla Famiglia Cooperativa Primanaunia, creata sul finire degli anni Novanta (era il 1999) dall’unificazione delle «Famiglie» di Campodenno, Sporminore e Vigo di Ton.
Da diversi anni, dieci per l’esattezza, la cooperativa di consumo propone questo appuntamento itinerante, ambientato nei centri serviti dalla rete di punti vendita della bottega della comunità.
«Dopo aver suonato le campane del mezzodì e aver consumato il frugale pasto delle ore undici ci ritroviamo in piazza, davanti alla Famiglia Cooperativa, per la benedizione del sale.»
Il passaggio, ricordato da Giuseppe Dalpiaz, oggi presidente della cooperativa «Primanaunia», è tolto dal libro verbale del 1896 della cooperativa di Campodenno.
«Il sale benedetto – è stato ricordato – veniva consumato dal bestiame perché diventasse forma di prevenzione dalle malattie.»
 
A Sporminore gli organismi centrali della Cooperazione Trentina sono stati rappresentati da Walter Facchinelli, vicepresidente della Federazione per il settore del consumo.
«Sale, alimento oggi comunissimo e poco costoso ma, un tempo non molto lontano, era un bene molto prezioso, più del pane, – ha ricordato in un passaggio del suo intervento. – Per questo ancora oggi il sale ha un grande valore simbolico per molte comunità dell’arco alpino.
«Encomiabile, quindi, lo spirito di mantenere viva la tradizione del sale benedetto, tramandata come buon auspicio per l’anno appena iniziato, per avere buoni raccolti e di protezione per la salute degli animali e degli uomini.
«E, in conclusione, un augurio perché la cooperazione diventi come il sale di oggi: molto diffusa.»
Le sue parole era state anticipate e sono state seguite dagli interventi del sindaco di Sporminore Giovanni Formolo, del presidente della Comunità della Val di Non Silvano Dominici, del consigliere provinciale Lorenzo Ossana, del senatore Franco Panizza, del professor Claudio Eccher, e di Donato Preti, presidente del Bim dell’Adige.
 
Un saluto particolare è stato rivolto a Ottorino Angeli, già presidente della Famiglia Cooperativa Primanaunia.
«A lui – è stato ricordato – si deve il merito di aver riattualizzato il rito della benedizione del sale e degli animali» affidato, quest’anno, a monsignor Fabien Raharilamboniaina, vescovo della Diocesi di Morondava in Madagascar, e a padre Giorgio Silvestri, priore del Santuario di San Romedio.
Confermata la valenza solidale dell’appuntamento: quanto ricavato dalle offerte per una o più confezioni di sale benedetto è stato devoluto all’Associazione «Amici del Madagascar».
«Dal 2009 grazie a questa iniziativa sono stati sostenuti diversi progetti, – ha osservato la presidente Rita Cattani. – Nel 2017, la Famiglia Cooperativa Primanaunia, è diventata partner ufficiale della costruzione di un’azienda agricola per il sostegno a sei centri medico-sanitari realizzati a Mahabo nella Diocesi di Morondava. Anche quest’anno il sostegno sarà indirizzato a questo progetto.»

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