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La «tonca» delle Vigiliane 2013: Saviano, Piano e Beltrami

Bene Roberto Saviano, così e così Renzo Piano, sgradita la satira a Lia Beltrami


 
Le Feste Vigiliane propongono ogni anno la cosiddetta «Tonca», che sarebbe la riproposizione in chiave burlesca di un'antica pena che pare fosse inflitta un tempo ai bestemmiatori.
Consisteva nell’immergere il colpevole nelle acque dell’Adige facendolo scendere con un verricello dalla Torre Verde, che come si sa sorgeva lungo le sponde del fiume.
Una pena sia simbolica che reale, che oggi è stata recuperata in chiave satirica dalle Feste Vigiliane per bollare qualcuno che negli ultimi 12 mesi si segnalato è per motivi assai criticabili da parte della popolazione cittadina.
La «tonca vigiliana» vera e propria avviene dal Ponte San Lorenzo con una gabbia che immerge un subacqueo provetto mentre il giudice legge la sentenza e la motivazione.
 
Quest’anno il giudice del Tribunale di Penitenza è stato indeciso al punto che alla fine ha voluto toncare tre persone invece che una sola.
Si tratta dello scrittore Roberto Saviano, dell’architetto Renzo Piano e dell’assessore provinciale Lia Giovanazzi Beltrami.
Saviano, ospite del festival dell’Economia 2013, aveva sparato la battuta che attraverso l’Autostrada del Brennero passano fiumi di denaro sporco. Droga, mafia e altre porcherie del genere. Il che è più che probabile, dato che si tratta dell’arteria più importante che collega il Nord al Sud d’Europa.
Quello che ha dato fastidio un po’ a tutti è che Saviano lo ha detto come se la colpa fosse dei Trentini.
 
L’architetto Piano è stato condannato alla tonca per aver progettato e costruito il noto centro residenziale sul suolo della ex Michelin, le cui abitazioni sono perlopiù invendute.
Invenduto anche il grattacielo che Piano ha progettato nel cuore di Londra.
Certamente la crisi ha giocato il suo ruolo nel flop, ma le malelingue accusano Piano di aver reso poco appetibili proprio le abitazioni vicino alle Albere e al Muse. Sì, forse poteva gestire meglio gli spazi tra una palazzina e l’altra. E magari altre cosette.
Una colpa sufficiente da toncarlo nell’Adige? Non ne siamo proprio sicuri, anche perché gli architetti di solito hanno dei referenti che li autorizzano a procedere in una maniera piuttosto che in un'altra.
 
Quello che ci lascia perplessi, però, è stata la decisione di condannare alla tonca l’assessore alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami.
L’accusa è di aver invitato migliaia di fedeli, collegati in rete, a pregare per lei affinché potesse avere buoni risultati elettorali.
Qui non vogliamo discutere nella maniera più assoluta le finalità delle preghiere sollecitate dall’assessore. Quello che non accettiamo che qualcuno abbia reso pubbliche le preghiere di per sé e che qualcun altro ne abbia fatto una satira.
Se c’è una libertà assoluta che va rispettata nella privacy dell’individuo, ebbene sono proprio la fede e la preghiera.
La satira, lo ricordiamo, non è mai diffamatoria: deve solo piacere o non piacere. Ebbene, questa non ci è piaciuta affatto.
Parola di miscredente.
 
GdM

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