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Test nasali senza titolo, tre denunciati dai carabinieri

I militari del NAS hanno trovato a San Candido due donne che lavoravano per un centro per tamponi per la ricerca del virus SARS-CoV-2

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Foto di repertorio.

I militari della Compagnia Carabinieri di San Candido insieme a quelli del Nucleo antisofisticazioni e sanità (NAS) di Trento hanno Denunciato in stato di libertà tre persone ipotizzando il reato di esercizio abusivo di una professione in concorso.
Ieri mattina i militari sono andati a ispezionare dei locali a poche centinaia di metri dal centro al capoluogo dell’Alta Pusteria.
Qui un medico aveva aperto un centro per tamponi nasali orofaringei per la ricerca del virus SARS-CoV-2.
I militari dell’Arma hanno trovato due donne addette alla raccolta e lo sviluppo dei tamponi.
 
Singolare scoperta però che nessuna delle due esercita qualsivoglia professione sanitaria, sono infatti due segretarie.
Le due però avevano in uso l’utenza del medico - loro datore di lavoro - per accedere al database ASDAA/SABES per l’emissione di certificazioni verdi «green pass».
Non sarebbe stato però possibile per il professionista avvalersi di una persona non esercente la professione sanitaria per effettuare i tamponi.

Sono stati quindi segnalati alla Procura della Repubblica di Bolzano per concorso in abusivo esercizio di professione medica una trentenne e una ventenne, segretarie, e un cinquantenne, medico.
Non è possibile stabilire ora per allora quali tamponi siano stati eseguiti dall’uomo, che sarebbero validi, e quali dalle due donne, che non sarebbero invece per nulla validi poiché acquisiti da due persone senza alcuna competenza professionale nel settore.
Fortunatamente la limitata estensione temporale del codice QR prodotto da queste persone farà sì che già da domani essi non saranno comunque più validi.
 
La campagna dei controlli su laboratori e ambulatori, disposta e coordinata dal Comando Carabinieri per la tutela della salute di Roma, continua su tutto il territorio altoatesino in sinergia con i comandi territoriali che sempre sulle strade della provincia a presidiare il territorio hanno contezza di dove siano ubicati questi «laboratori» dubbi e/o sospetti.
L’attività ispettiva è continua e quotidiana e mentre scriviamo sono in corso altre ispezioni su cui verrà riferito nei prossimi giorni.
 
Alcuni soggetti, privi di titolo professionale oppure esercenti professioni sanitarie ma sospesi dall’ASDAA/SABES poiché no-vax si sono improvvisati in centri per l’effettuazione di tamponi utilizzando le credenziali d’accesso fornite dall’Azienda sanitaria.
Nel caso odierno le credenziali per il sistema informativo erano regolarmente concesse ma abusivamente impiegate (un non sanitario non può accedere al sistema con username e password di un sanitario) ma i carabinieri si stanno interessando a in particolare a quelle persone che - sospese dal servizio pubblico sanitario - continuano ad effettuare test con tamponi comprati sul libero mercato (spesso via internet dall’estero) e rilasciare certificati che non potrebbero rilasciare.

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