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Rossi a Cracovia: «Fatevi ambasciatori per un mondo migliore»

Nella capitale della «Piccola Polonia» la cerimonia ufficiale del Treno dell'Euregio per la Galizia, con Kompatscher e Platter: «Fatevi ambasciatori per un mondo migliore»

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Una grande folla incurante della pioggia si è raccolta ieri verso mezzogiorno nella piazza centrale di Cracovia, capitale della «Piccola Polonia».
Erano i viaggiatori trentini, altoatesini e tirolesi del «Treno per la Galizia», partito giovedì 16 ottobre dal Passo del Brennero per raggiungere la Polonia meridionale dove cent'anni fa, quando questa vasta area oggi divisa tra Polonia e Ucraina era chiamata Galizia, migliaia di  soldati dell'impero asburgico combatterono contro l'esercito russo e molti di loro morirono.
E proprio alla Memoria di quei lontani e drammatici fatti l'Euregio Tirol-Südtirol-Trentino ha dedicato questo lungo treno, sui cui vagoni sono saliti anche quattrocento giovani studenti.
Alla cerimonia ufficiale di Cracovia erano presenti Ugo Rossi e Arno Kompatscher, rispettivamente presidenti delle Provincie autonome di Trento e di Bolzano e Günther Platter, Capitano del Tirolo, che sono stati accompagnati dalle riflessioni personali e storiche lette da alcuni giovani euroregionali.
 
Nei loro interventi ufficiali di saluto il presidente Kompatscher e il Capitano Platter hanno sottolineato il profondo valore ideale che il Treno per la Galizia porta con sé.
«Il richiamo a una Memoria – è stato detto – oggi più che mai attuale e da condividere, una Memoria di Pace, un impegno per la convivenza.»
È stata rimarcata l'azione convinta che l'Euregio sta compiendo per far crescere nei giovani la consapevolezza di un'Europa che sappia risolvere i conflitti e costruire un futuro di progresso.
Il Presidente Ugo Rossi, da parte sua, ha proposto alle ragazze e ai ragazzi dell'Euregio radunati nella piazza alcune riflessioni.
«Siamo qui a Cracovia per riannodare i fili della nostra storia più vicina – ha esordito Rossi. – La storia di quelle tante Heimat, di quelle molte Patrie che sono state per i nostri bisnonni di cento anni fa la propria casa, la propria valle, la propria terra.
«Questa grande piazza accoglie oggi e riempie di luce gli angoli bui di una storia che spesso e volentieri ha dimenticato, ha scordato, ha coperto con il velo dell’oblio tanti drammi, tante lacerazioni, tante angosce: nei campi attorno a Cracovia, ma anche nelle campagne della Piccola Polonia e nelle lande infinite della confinante Ucraina dello Stato di Leopoli, sono ancora sepolte migliaia e migliaia di giovani vite che vennero spezzate da una guerra immane, incredibilmente violenta e inaspettatamente lunga.»
 
Molto preciso, invece, il compito che il presidente trentino ha affidato ai giovani in viaggio sul Treno per la Galizia.
«Voi visiterete alcuni di questi cimiteri militari che a centinaia e centinaia costellano questa parte d’Europa all’ombra dei Monti Carpazi.
«Nell’effettuare queste visite, vi affido un compito particolare: in quelle infinite serie di croci di ghisa scura, in quelle lapidi di pietra scolpita sulle quali spesso sono incisi nomi italiani, tedeschi, russi e slavi, dovrete cogliere e fare vostri quei sogni, quei progetti e quelle speranze che cent’anni furono patrimonio di una generazione interrotta.
«Dovrete raccogliere nei vostri cuori le preghiere silenziose dei coetanei di allora, perché spetterà a voi far sì che il loro sacrificio non sia stato inutile.»
 
Ma il Treno per la Galizia non aveva come obiettivo solo uno sguardo al passato. Nelle intenzioni dei promotori dell'Euregio è stata soprattutto l'occasione offerta ai giovani «per lanciare il nostro grido di speranza – ha detto Rossi, – il nostro sogno di un futuro migliore, il nostro progetto di una società che sappia vivere in pace, basando la propria convivenza sui valori dell’accoglienza, della coesione, del confronto, dell’incontro. È questa la missione storica che spetta all’Euroregione Tirol, Südtirol, Trentino.»
In conclusione il presidente Rossi si è rivolto direttamente ai giovani.
«Ritornate alle vostre case e alle vostre scuole portandovi dietro le amicizie che sono nate e che nasceranno tra di voi in questi giorni, unitamente alle esperienze, ai pensieri, alle parole, alle riflessioni che di sicuro riempiranno i vostri cuori.
«Siate ambasciatori di un mondo nuovo e cominciate fin da subito a lavorare per renderlo possibile. E fate sì che questo vostro mondo nuovo punti in alto con una sana dose di positiva ambizione.
«Perché, ricordatelo: i sogni diventano progetti di vita quando dentro di noi troviamo la forza di dire Possiamo farcela!»

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