Home | Pagine di storia | 1ª Guerra Mondiale | «Sanguinare inchiostro»: cronache dalla Grande Guerra

«Sanguinare inchiostro»: cronache dalla Grande Guerra

Sta prendendo forma la nuova co-produzione del Teatro Stabile di Bolzano e del Centro Servizi Culturali S. Chiara

Sono in corso al Teatro Sociale di Trento, dove lo spettacolo debutterà giovedì 6 novembre, le prove di «Sanguinare inchiostro», nuovo allestimento del Teatro Stabile di Bolzano realizzato in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara.
Si tratta di una scrittura teatrale di Andrea Castelli affidata alla regia di Carmelo Rifici.
I contenuti del testo drammaturgico e le caratteristiche dell'allestimento scenico sono stati illustrati oggi a Trento nel corso di una Conferenza Stampa dai responsabili della produzione – il direttore del Teatro Stabile di Bolzano, Marco Bernardi, e il direttore del CSC, Francesco Nardelli – oltre che dal regista e dall'autore del testo.

Aprendo l'incontro con i giornalisti, Francesco Nardelli, che ha portato anche il saluto del presidente del Centro, Ivo Gabrielli, ha espresso la propria soddisfazione per il fatto che ad inaugurare la nuova Stagione Teatrale di Trento sia anche quest'anno il testo di un autore trentino.
«Lo scorso anno – ha ricordato Nardelli – era stato portato in scena un copione di Angela Demattè, quest'anno tocca invece ad Andrea Castelli, a dimostrazione di come la collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano stia dando concretezza agli obiettivi indicati nel protocollo d'intesa siglato nel dicembre del 2011 fra le due realtà culturali.»
 
Marco Bernardi ha ricordato invece che quella di oggi sarebbe stata la sua ultima conferenza stampa al Teatro Sociale nel suo attuale ruolo di direttore dello Stabile bolzanino.
«Fra queste mura – ha detto – sono nato teatralmente da spettatore, e sento dentro di me un'emozione che ritorna, ogni volta che ne varco la soglia.»
Bernardi ha speso anche parole di apprezzamento per il percorso professionale compiuto da Andrea Castelli «del quale – ha detto – sono lieto di aver potuto valorizzare, offrendogli occasioni importanti, un impegno artistico come attore, regista e drammaturgo, troppo a lungo istituzionalmente trascurato in Trentino».
 
«Il testo di Sanguinare inchiostro– ha poi spiegato Andrea Castelli, entrando nel merito dello spettacolo – ha avuto una lunga gestazione, sviluppatasi in tempi non sospetti, cioè quando ancora non pensavo al centenario della Grande Guerra.
«Sono sempre stato appassionato del drammatico periodo storico che ha toccato da vicino la nostra terra per due motivi: per rimorso e per vendetta. Rimorso perché da ragazzino quando i nonni raccontavano della guerra, se potevo, tagliavo la corda (ora, se ci fossero, sarei io a fare tante domande e loro a scappare); e per vendetta perché la scuola ai miei tempi ci portava alla maturità col programma che terminava rigorosamente ai prodromi della prima guerra mondiale.
«Così nel tempo ho cominciato una serie di letture dedicate all’argomento le quali via via mi hanno sempre più appassionato. Il primo autore a venirmi incontro, ed al quale sono molto affezionato, fu Paolo Monelli, in seguito giornalista ma, all’epoca, tenente degli alpini del Battaglione Val Cismon in Valsugana.
«Con il suo Le scarpe al sole mi ha dato più di un motivo di ispirazione per una storia della Grande Guerra un po’ fuori dal coro. Intanto ero sempre alla caccia di diari, testimonianze, lettere, ricostruzioni storiche dell’una e dell’altra parte che mi dicessero della grande follia che spazzò l’Europa e il mondo.
«Più che l’eroismo mi ha sempre attirato la rassegnazione, il fatalismo, la paura e la forza di quei ragazzi. Quindi, solo per citarne alcuni, incontrai Musil, Weber, Remarque, e tantissimi altri, anche sconosciuti.
«Questa materia, letta, meditata e digerita mi ha fatto cominciare a scrivere per immaginare una rappresentazione teatrale. Per la parte riguardante i trentini arruolati dalla Austria Ungheria si sono rivelati fondamentali le letture di alcuni diari di soldati trentini e, in modo particolare, il libro di quinto Antonelli I dimenticati della grande guerra dove i documenti e le lettere originali sfatano molti luoghi comuni duri a morire e solitamente frutto di una generale ignoranza storica, gettando nuova luce sulla realtà del dramma trentino.»
 
A firmare la regia del nuovo spettacolo è Carmelo Rifici, da sempre molto interessato a portare sulle tavole del palcoscenico le riflessioni sulla Storia, grande o piccola che sia, e le tematiche del rapporto fra generazioni.  
«Questo spettacolo – ha affermato il regista – non vuole essere un’esaustiva e completa analisi della prima guerra mondiale, sulla quale molto è stato scritto e dai migliori storici, quanto un emotivo viaggio all’interno della coscienza di quei soldati che al fronte utilizzavano la scrittura come unica arma contro l’impazzimento, contro la solitudine. La scrittura come arma per sconfiggere la paura.
«Lo spettacolo segue la scrittura di Castelli, nel suo susseguirsi di lettere dal fronte, generi teatrali, spunti di riflessione sulle identità frantumate dei giovani e dei trentini che non sapevano per quale motivo e per chi stavano combattendo.»
 
«È uno spettacolo sull’allucinazione – ha continuato il regista, – sul paradosso di chi combatte senza conoscere il nemico. È uno spettacolo sui giovani, che hanno perso fiducia nella generazione dei grandi, dei padri e dei superiori, e che si trovano da soli a prendere decisioni, a trovare un’identità e a una via d’uscita alla mancanza di speranza che ogni crisi porta.
«Il tema che pervade tutto il testo e che la regia cerca di comunicare al pubblico di oggi è proprio questo: giovani che si lasciano andare alla follia della guerra e che si perdono dentro essa e altri che si salvano attraverso l’uso terapeutico della scrittura, capace di lasciare testimonianza di sé e di creare identità e relazione. In mezzo a loro un universo di personaggi grotteschi: i grandi, i gerarchi, i detentori della filosofia della guerra, portati in scena attraverso la sottile ironia degli attori in tutta la loro inutile protervia.»
 
In «Sanguinare inchiostro» saranno in scena, accanto allo stesso Andrea Castelli, Tindaro Granata, Christian La Rosa, Lucia Marinsalta, Emiliano Masala, Enrico Pittaluga e Francesca Porrini.
La progettazione delle scene è stata affidata a Guido Buganza; i costumi sono curati da Margherita Baldoni; Daniele D'Angelo si occupa delle musiche e Lorenzo Carlucci del disegno delle luci.
Lo spettacolo debutterà al Teatro Sociale di Trento giovedì 6 novembre 2014 alle 20.30. Sono previste repliche venerdì 7 novembre (ore 20.30), sabato 8 novembre (ore 21.00) e domenica 9 novembre (ore 16,00).
Lo spettacolo sarà poi rappresentato al Teatro Comunale (Teatro Studio) di Bolzano da giovedì 13 a domenica 30 novembre (con esclusione dei giorni 17, 18, 19, 24, 25, 26 novembre) alle 20.30 (alla domenica alle ore 16.00).

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone