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Il «Sentiero della pace»: la Via del Pellegrino

È questa la risposta all’interrogativo.. «e dopo il 2018, cosa rimarrà?»

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In tutta Europa è possibile trovare testimonianze del primo conflitto mondiale, fortificazioni, trincee, musei, ma ciò che non è possibile trovare in nessun altro luogo al mondo è la Campana dei Caduti.
Maria Dolens, oltre ad essere il simbolo della tragedia della Grande Guerra, incarna con i suoi cento rintocchi il messaggio di Pace: «mai più la guerra!» La Campana mantiene viva la memoria, ma si proietta nel futuro.
Il progetto «Pellegrino per la Pace» è in piena sintonia con quanto richiesto dalla PAT ossia valorizzare il patrimonio esistente in Trentino.
Come previsto dalle linee guida della Rete Trentino Grande Guerra è fondamentale unire competenze e risorse in un progetto di insieme, ognuno con le proprie peculiarità ma in una visione complessiva proiettata nel lungo periodo.
La Provincia Autonoma di Trento con il «Sentiero della pace», suo progetto di recupero e valorizzazione, ha dato vita ad un itinerario di 520 km dal Passo del Tonale alla Marmolada.
Presentato sul sito «Trentino - Grande Guerra», nei suoi 7 tratti e nelle sue 29 tappe, si presenta come un trekking turistico-sportivo, con varie curiosità riguardo a ciò che di «militare» attiene alla grande guerra (trincee, forti, postazioni belliche ecc.). Risultano piuttosto labili, invece, gli elementi che possono connotarlo come «Sentiero della Pace».
 
Premesso che il Sentiero verrà percorso non solo dagli appassionati di «fatti d’arme», ma anche da persone disponibili e aperte a riflessioni di altra natura proprio sul tema della pace, l’ideale sarebbe quello di dare un’anima al Sentiero, di trasformarlo in un «pellegrinaggio civile», offrendo pertanto agli escursionisti non solo spunti di osservazione sugli aspetti tecnico-militari della guerra, ma anche motivi di meditazione sulle vicende umane che hanno coinvolto il soldato impegnato al fronte, a contatto diretto e continuo con altri soldati definiti nemici e in dialogo drammatico con i problemi dell’esistenza umana e con il mistero della morte.
Da questo punto di vista, percorrere il Sentiero della Pace, oltre che essere un utile esercizio fisico-sportivo e oltre a valorizzare sotto il profilo turistico i luoghi della prima guerra mondiale, diventerebbe anche un fruttuoso cammino di formazione personale sul tema della pace.
Occorre ribadire, infatti, che questo Sentiero della Pace non dovrebbe rimanere limitato all’anniversario della guerra 1914-18, ma costituire un’attrazione durevole nel tempo, tale da dare avvio a una tradizione che possa prolungarsi ben oltre il 2018.
«Anche perché – è utile sottolinearlo – il Sentiero non verrà percorso soltanto dagli sportivi o dagli escursionisti interessati alle vicende della guerra, ma anche da molte altre persone alla ricerca di qualcosa di diverso, di più appagante rispetto ad altri «sentieri» che segnano varie località delle Alpi e non solo.
Non tutti saranno atleti e il Sentiero della Pace non deve essere offerto solo come trekking per gli atleti-sportivi. Bisogna, quindi, tener conto anche di un’altra tipologia di persone – quella di cui si è parlato sopra – e offrire loro un percorso che risponda alle proprie esigenze, che vanno al di là dell’interesse – pur positivo, ma non unico – di visitare i luoghi della prima guerra mondiale.
Il «Sentiero della Pace», inteso in questo modo anche come «avventura spirituale», dovrebbe aiutare il viaggiatore/pellegrino a scoprire nella natura gli elementi simbolici che potrebbero portarlo, al di là del visibile, a comprendere il mistero della vita e della morte (nei luoghi dove in brevi istanti poteva accadere appunto il passaggio dalla vita alla morte).
Sarà un percorso insieme materiale e spirituale e la Campana sarà il punto di riferimento del Pellegrino. 
 

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