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Grande Guerra: Celebrata la figura della contessina Gallas

Cerimonia a Lavarone per ospedali di guerra del Sovrano Ordine di Malta documentata dalla nobildonna

L’eroica azione di assistenza ai soldati austro-ungarici ed anche italiani impegnati nei cruenti combattimenti sul fronte degli Altipiani di Lavarone Folgaria Luserna svolta dalla contessina Edina Clam Gallas negli ospedali realizzati cento anni fa a Villa Pasquali (Folgaria) e a Malga Belem (Lavarone) dal Sovrano Ordine di Malta è stata ricordata oggi con una cerimonia ospitata nel cimitero Militare di Slaghenaufi, che ha visto la presenza, tra gli altri di S.A.E. Frà Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, dell’assessore alla Cultura del Trentino, Tiziano Mellarini, del presidente degli Altipiani Cimbri Michael Rech, del sindaco Isacco Corradi e dell’Arcivescovo di Trento mons. Luigi Bressan.
Proprio il presule ha celebrato la Santa Messa a cui è seguita la deposizione di una corona d’alloro in memoria dei soldati che cento anni fa si fronteggiarono in questa terra e l’alzabandiera con il vessillo del Sovrano Ordine di Malta.
La cerimonia ha ricordato anche  due importanti personaggi del Trentino, che tra la fine dell’800 e la prima metà del 900 furono eletti Gran Maestri e governarono ininterrottamente l’Ordine di Malta per 59 anni, dal 1872 al 1931: Giovanni Battista Ceschi a Santa Croce, nato a Trento nel Palazzo Ceschi, sede attuale della Curia Arcivescovile e Galeazzo von Thun und Hohenstein, nato a anch’egli a Trento.
 
Ma figura centrale della giornata sugli Altipiani Cimbri è stata quella della nobildonna austriaca Edina Clam Gallas che cento anni fa documentò fotograficamente, e con una serie di lettere di guerra inviate alla famiglia, il lavoro e l’assistenza garantita ai soldati negli ospedali del Sovrano Ordine di Malta.
Oggi a rappresentare la nonna sono giunte a Lavarone le nipoti Christine Kelly Winkelbauer e Lory Parkinson, che oggi vivono nel Maine (Stati Uniti).
Come ha ricordato Christine Kelly Winkelbauer (vedi intervista nel video diffuso oggi), la nonna Edina Clam Gallas giunse a Folgaria all’età di 25 anni: vi rimase per un anno e poi venne trasferita a Dolina, in Galizia, dove rimase fino alla primavera del 1917, allorché fu trasferita a Lavarone, presso l’ospedale di Slaghenaufi, ove rimase fino alla fine della guerra.
Gli ospedali di Villa Pasquali e di Malga Belem disponevano ciascuno di un’unità chirurgica e trattavano i casi più gravi, soprattutto chirurgici.
L’ospedale Malga Belem, che prese il nome della vicina malga, era situato in prossimità dell’abitato di Slaghenaufi.
Allestito in un’area protetta alle pendici del monte Cimone, gradevolmente esposto a sud, consisteva in un esteso complesso di edifici di legno, disposti su più livelli.
Munito delle più moderne attrezzature dell’epoca, era capace di accogliere e assistere oltre duecento pazienti. Disponeva inoltre di due autoambulanze. Tra il personale paramedico figurarono esponenti dell’aristocrazia asburgica, impegnate come volontarie al fronte.
Ampliato nel 1917, fu attivo per tutto il conflitto, anche dopo che il fronte si spostò sulle alture dell’altopiano di Asiago. Fu abbandonato dal corpo medico e dalle infermiere il 1 novembre 1918.
Dell’estesa struttura rimangono oggi pochi segni: i terrazzi su cui erano allestiti gli edifici, il cimitero militare e la chiesetta, che ha mantenuto l’aspetto dell’epoca.
Alla macchina fotografica di Edina Clam Gallas e alla sua ricca corrispondenza dobbiamo le immagini e  le informazioni che ci permettono oggi di conoscere e ammirare quello che fu un grande e moderno complesso ospedaliero posto al servizio di tutti i feriti, amici e nemici.
 
E come ha ricordato S.A.E. Frà Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta – oggi  accolto in Trentino dalla delegazione dell’Ordine di Verona, Vicenza e Trento, che conta su 70 cavalieri tra i quali i trentini Carlo Guerrieri Gonzaga e Tommaso Sussarello, un centinaio di volontari e tre gruppi di soccorritori del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta) – durante la Prima Guerra Mondiale il Sovrano Ordine operò contemporaneamente con gli ospedali sull’Altipiano di Lavarone ma anche con treni ospedale ad Ala Avio e successivamente a Trento.
In entrambi i casi venne fornita assistenza a soldati italiani (84.000) e austro-ungarici (12.000).
Nel pomeriggio presso Centro Congressi di Lavarone si è svolta la presentazione del libro «Lettere dal fronte», contenente l’edizione italiana delle lettere che la contessa Edina Clam Gallas Winkelbauer scriveva alla famiglia.
In serata il Gran Maestro S.A.E. Frà Matthew Festing ha visitato a Trento il Centro ANFFAS «Casa Serena» a Cognola e Palazzo Ceschi, ospite dell’ Arcivescovo di Trento.
Domattina (Colle Miravalle, ore 11,00) è prevista cerimonia di adesione alla Fondazione Opera Campana dei Caduti dell’Ordine di Malta, che per trent’anni concesse il proprio patrocinio a Maria Dolens.

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