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Domenica 18 settembre si commemorano i caduti di Carzano

Sabato 17 un dibattito con Maria Romana De Gasperi e l’Arciduca Martino d’Austria-Este sul «Sogno di Carzano»: a volte i sogni muoiono, a volte vengono uccisi

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Dieci anni fa avevamo riportato i fatti più importanti accaduti a 90 anni dalla Grande Guerra, un po’ come stiamo facendo oggi con maggiore attenzione e profondità in occasione del centenario del conflitto.
All’interno di quel ciclo avevamo riportato i fatti che passarono alla storia come «Il sogno di Carzano».
Era accaduto che un intero reparto ungherese aveva deciso di tradire il proprio esercito e favorire l’accesso di alcuni battaglioni di bersaglieri nell’alta Valsugana passando da Carzano scendendo dal torrente Maso.
Poiché le forze austroungariche erano state portate sull'Isonzo, da parte austriaca c’erano solo dei territoriali e due battaglioni germanici in addestramento. Insomma, l’operazione avrebbe potuto avere risultati clamorosi.
 
Una occasione unica per il Regio Esercito Italiano, se non di dare una svolta strategica al corso della guerra, quantomeno di sparigliare le carte all’imminente operazione di Caporetto che sarebbe scattata una settimana dopo.
E invece, la notte tra il 17 e il 18 settembre 1917, dopo che i bersaglieri erano riusciti ad arrivare a Carzano senza colpo ferire, il generale Zincone diede inspiegabilmente l’ordine di sospendere tutto e ritirarsi. Ordinò anche di aprire il fuoco con l’artiglieria su Carzano, dove c'erano i nostri bersaglieri.
In quella maldestra azione persero la vita 13 ufficiali e 896 soldati italiani; 10 ufficiali e 306 soldati austro ungarici.
Una vergogna difficile da cancellare, tanto vero che anni dopo il Duce vietò la diffusione di un libro che un ufficiale italiano aveva scritto sulla vicenda.
L’articolo che riporta Il sogno di Carzano è tuttora leggibile tramite questo link.
Ovviamente ne parleremo nuovamente e con maggiore dovizia di particolari il prossimo anno in occasione del centenario esatto.
 
Già quest’anno però il Comitato 18 settembre 1917 organizza a Carzano una cerimonia per ricordare i caduti della tragica operazione militare di quel maledetto 18 settembre 1917.
Da molti anni, ormai, i discendenti delle vittime, italiani e austriaci, nel segno della fratellanza, commemorano insieme quel drammatico evento della Grande Guerra.
Quest’anno, fra le numerose iniziative previste dal Comitato 18 settembre 1917, spicca la «conversazione» pubblica dal titolo «Nella fede un servizio alla pace» che vedrà la partecipazione di Maria Romana De Gasperi figlia del grande statista trentino, dell’Arciduca Martino d’Austria-Este, nipote dell’ultimo Imperatore d’Austria-Ungheria e del professor don Severino Vareschi, storico della Curia di Trento.
Al centro del confronto, le figure e le opere di Papa Benedetto XV, Carlo I d’Austria e Alcide De Gasperi che con la loro fede resero un servizio alla pace e alla pacificazione.
 
L’evento è in programma sabato 17 settembre alle ore 17.00 presso la palestra del Centro Polifunzionale di Carzano.
Il giorno seguente, a partire dalle 9.00, in Piazza Ramorino, ci sarà la cerimonia ufficiale di commemorazione dei caduti con la presenza della Fanfara Bersaglieri di Ceggia e della Banda Folkloristica di Telve.
Venerdì 16, alle 20.30, sarà presentato un filmato storico-culturale sull'episodio bellico del 18 settembre 1917.
Sarà presente l'assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento Tiziano Mellarini.
La manifestazione, come ogni anno, vedrà affluire a Carzano un numero consistente di Bersaglieri, che ricorderanno i loro caduti anche con il pellegrinaggio Cremisi, giunto alla sua sesta edizione.
Da parte nostra attenderemo il centenario del 2017 per parlarne dal punto di vista militare. Si deve sapere come e perché sono morti tanti uomini inutilmente. A volte i sogni muoiono, a volte - come quella maledetta giornata a Carzano - vengono uccisi.

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