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«In guerra sul Monte Baldo» al Museo della Guerra di Rovereto

Venerdì 3 marzo al Castello inaugurazione della mostra fotografica e presentazione del Diario di guerra di Alessandro Silvestri

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Traino di una piattaforma per cannone 149A sulla mulattiera del monte Altissimo.
 
Alle ore 18 di venerdì 3 marzo, Torrione Malipiero del Castello di Rovereto, sarà inaugurata la mostra fotografica «In guerra sul Monte Baldo», organizzata dal Museo della Guerra, che prende in considerazione un aspetto del primo conflitto mondiale in Trentino.
Nello stesso tempo, verrà presentato il diario di guerra di Alessandro Silvestri, «Piccole memorie. Diario di guerra e di prigionia (Trentino, Carso, Serbia)», curato da Loreta Morandini, Nicola Fontana e Camillo Zadra ed edito dal Comune di Brentonico con il Museo della Guerra.
 
La mostra fotografica, 25 le immagini esposte provenienti dalle collezioni del Museo della Guerra, riguardano il trasporto e il posizionamento delle bocche da fuoco e gli effetti dei bombardamenti ma mette anche in evidenza le precarie condizioni dei militari, l’evacuazione dei profughi, gli eventi che coinvolsero, in quelle zone, i futuristi e i volontari ceco-slovacchi.
 
«La guerra sul Monte Baldo, nota ai più per gli scontri che a Doss Casina e Doss Remit coinvolsero i futuristi arruolati nel Battaglione Volontari Ciclisti e Automobilisti – riflette Camillo Zadra, direttore del Museo della Guerra – fu certamente meno intensa rispetto a quella combattuta su altri fronti.
«Però, il Monte Baldo fu un’area strategica perché, sulle pendici e la sommità abbandonate dagli austro-ungarici nel 1915 e occupate dagli italiani, vennero posizionate un gran numero di artiglierie capaci di colpire una fetta consistente di territorio, dalla val di Ledro al monte Brione, dallo Stivo allo Zugna.
«Inoltre, nel 1918, combatterono in questa zona, a fianco dell’esercito regio, alcuni reparti composti da volontari di nazionalità ceca e slovacca che avevano disertato passando al nemico.»
 

Monte Cornale. Osservatorio 1ª Armata.

Gli scontri sul Monte Baldo riecheggiano anche nel diario di Alessandro Silvestri, musicista e organista originario della Valpolicella, che combatté nella zona tra Malcesine e la Vallagarina per poi essere mandato sul Carso e, fatto prigioniero dagli austriaci, detenuto a Belgrado, in Serbia.
«Una guerra spesso subìta, mal sopportata e odiata – sintetizza Camillo Zadra – come racconta infatti Silvestri nelle sue note, le cui parole accompagnano le immagini in mostra.»
 
Alla presentazione del diario interverranno la nipote di Silvestri, Loreta Morandini (co-curatrice del diario) e i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Brentonico.
La mostra fotografica «In guerra sul Monte Baldo» rimarrà aperta al castello di Rovereto, sede del Museo della Guerra, fino all’11 giugno, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18.
 
Lungo la mulattiera per Dosso Casina. 

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