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Sentinelle di pietra: estate d'appuntamenti nei forti del Trentino

Da muti testimoni di una guerra che rappresentò una tragica ferita per l'Europa a teatro di una nuova cultura di pace, riflessione e conoscenza del territorio

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Con l’arrivo dell’estate il Circuito dei Forti del Trentino torna a narrarsi con l’edizione 2018 di Sentinelle di Pietra, promosso dal Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento e curato dal Centro servizi Santa Chiara e dalla Fondazione museo storico del Trentino.
Per il quarto anno la rassegna – presentata ufficialmente alla stampa questa mattina, nella cornice storica di Palazzo Festi a Trento - metterà in rete le vestigia disseminate sul territorio provinciale, testimoni della Prima guerra mondiale, attraverso un ricco cartellone di eventi culturali, artistici e musicali.
Per quattro mesi, dal 21 giugno al 23 settembre, i diciassette forti austro-ungarici posti lungo il Sentiero della Pace ospiteranno momenti di riflessione, dibattiti, spettacoli teatrali, musica ed arti visuali, fondendo cultura, storia e territorio.
 
Si inizia il 23 giugno da Forte Pozzacchio, a Trambileno in Vallagarina con il light show/concerto futurista Rulli di luce; chiusura il 16 settembre a Forte Garda, con la visita teatralizzata Sensazioni forti, le pietre raccontano.
«Per i suoi significati culturali ed etici questo evento è estremamente significativo – ha spiegato Tiziano Mellarini, assessore provinciale alla cultura - Dietro a questa proposta c'è un forte gioco di squadra, che parte dalla Provincia e arriva alle amministrazioni locali, ai soggetti culturali e ai volontari per un comune obiettivo di valorizzazione delle testimonianze storiche che la Provincia ha negli anni scorsi restaurato e recuperato. La loro fruizione da parte dei cittadini e soprattutto dei giovani è un investimento sul futuro che si staglia oltre la commemorazione del Centenario.»
 
«Per i suoi significati culturali ed etici questo evento è estremamente significativo – ha spiegato Tiziano Mellarini, assessore provinciale alla cultura - Dietro a questa proposta c'è un forte gioco di squadra, che parte dalla Provincia e arriva alle amministrazioni locali, ai soggetti culturali e ai volontari per un comune obiettivo di valorizzazione delle testimonianze storiche che la Provincia ha negli anni scorsi restaurato e recuperato. La loro fruizione da parte dei cittadini e soprattutto dei giovani è un investimento sul futuro che si staglia oltre la commemorazione del Centenario.»
«Sentinelle di pietra – ha detto Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino - è un importante format che propone un'innovativa modalità di fruizione del patrimonio della guerra mondiale, vero e proprio luogo di produzione culturale e di riflessione. Questa quarta edizione è caratterizzata dall'ultimo anno della celebrazione del Centenario che onoriamo con una forte proposta culturale, gettando uno sguardo al di là del 2018, con l'obiettivo della divulgazione di questo patrimonio al grande pubblico.»
 
Gioco di squadra che ha veduto fra i protagonisti anche il Centro servizi Santa Chiara: «questo evento è per noi un'occasione di presenza qualificata sul territorio per fare conoscere l'attività di servizio di questo ente, portando un contributo tecnico e di professionalità a sostegno di iniziative significative come queste» – ha detto il vicepresidente Tommaso Sussarellu.
Il cartellone vivrà un interessante prologo il 21 giugno a Forte Cadine con l'inaugurazione della mostra di opere contemporanee Arte Forte, ideata da Giordano Raffaelli con il coinvolgimento di 12 gallerie private di tutto il Triveneto.
La Mostra accompagnerà visitatori e turisti in dieci forti, fino al 23 settembre, invitandoli a riflettere sulla tematica dell'attesa: da qui il titolo Aspettando il momento, «che focalizza l'attenzione sulla fine della guerra che prende forma grazie all'ispirazione di 19 artisti che spaziano tra stili e modalità espressive, cercando di tradurre in arte la quotidianità della vita dei soldati nei forti» - ha detto Camilla Nacci, della Galleria d'arte di Giordano Raffaelli.
Tanti eventi ed iniziative, dunque, con il circuito dei forti a fare da comun denominatore.
 
Tra le strutture coinvolte vi sono i Forti Garda e Pozzacchio, poi Corno, Strino, Larino, Batteria di Mezzo, Superiore di Nago, Cherle, Belvedere, Tenna, Colle delle Benne, di Cadine, Tagliata di Civezzano, Roncogno e Lusern.
«L'elemento significativo – ha detto Lanfranco Cis, curatore dell'evento - è quello dei percorsi immersivi dei forti, che consente di vivere emozioni, superando l'approccio meramente didattico in favore di una fruizione più coinvolgente. In questo senso Sentinelle di Pietra coglie appieno la dimensione umana della guerra, penso allo spettacolo Mato de guerra, ma anche all'evento di danza che racconta il momento del ritorno dalla guerra con attenzione al ruolo della donna, così centrale nella ricostruzione post-bellica.»
 
Un'occasione unica per scoprire ed apprezzare queste imponenti strutture austro-ungariche progettate per difendere il limes dal Regno d'Italia, che hanno cambiato e modellato questo territorio di confine diventando parte stessa dell'ambiente alpino trentino. E oggi - grazie all'importante opera di recupero e di restauro messa in campo dalla Provincia autonoma di Trento - si presentano come importanti presìdi storico-culturali capaci di qualificare e valorizzare la proposta turistica trentina.
Proprio per questo valore di viva testimonianza, il circuito dei forti attraverso la proposta «Sentinelle di pietra» intende coinvolgere un pubblico trasversale, assolvendo anche ad una funzione di piena fruizione culturale: per centrare questo obiettivo sono stati messi in campo – affiancanti la tradizionale campagna di comunicazione – due canali social come i profili Instagram e Facebook interamente dedicati alla rassegna, sui quali è possibile trovare foto, filmati e descrizioni dei luoghi della kermesse, oltre ad essere sempre aggiornati sulla programmazione del cartellone.


 
 I FORTI DEL TRENTINO 
Il Trentino, posto al centro dell’arco alpino meridionale, è sempre stato uno degli assi principali di comunicazione tra Europa centrale e bacino del Mediterraneo.
Per questo il territorio è stato densamente fortificato con opere di sbarramento e di controllo sin dalle epoche più antiche.
Vide tuttavia l’intensificazione della costruzione di vere opere a chiusura delle possibili vie di accesso da sud, quando divenne territorio di confine fra Regno d’Italia e Impero austro-ungarico.
È per questo che oggi il Trentino conserva una fra le più importanti concentrazioni di sistemi difensivi realizzati dall’Impero austro-ungarico; a partire dalla seconda metà dell’Ottocento l’Austria-Ungheria progettò un piano di fortificazione per la difesa dal Regno d’Italia che portò alla nascita in Trentino di circa 80 fortezze.
I forti del Trentino nacquero quindi come difesa di un territorio di confine, giungendo ad un loro massimo utilizzo soprattutto durante il primo conflitto mondiale.
 
IL CIRCUITO DEI FORTI DEL TRENTINO  
A partire dagli anni ‘90 del secolo scorso, la Provincia autonoma di Trento e i Comuni proprietari/gestori dei forti hanno promosso un importante lavoro di recupero e restauro di queste testimonianze storico-architettoniche, lavoro che la Soprintendenza per i Beni culturali sta continuando ancora oggi.
La ricorrenza del Centenario della Grande Guerra ha spinto l’Assessorato provinciale alla Cultura a promuovere un progetto di valorizzazione di questo patrimonio, affidando alla Fondazione Museo storico del Trentino il coordinamento delle attività.
È nato così nel 2015 il «Circuito dei Forti del Trentino» che, ad oggi, coinvolge una quindicina di fortezze.
 
Il logo del Circuito riprende simbolicamente i principali elementi architettonici delle fortezze trentine, la bandiera dell’Unione Europea e il tracciato del Sentiero della Pace per sottolineare il significato del Centenario: «dalla guerra alla pace», ossia la trasformazione di questi luoghi progettati per esigenze belliche in strumenti per la diffusione della cultura della pace.
Oggi, quindi, il Trentino, si presenta come un museo a cielo aperto delimitato da un percorso di circa 520 chilometri che coincide con il «Sentiero della Pace», lungo il quale si possono trovare fortificazioni, trincee, osservatori e sentieri militari, a testimonianza di un passato caratterizzato da un sistematico progetto di difesa del territorio.

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