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A Trento, «nel cuore nessuna croce manca»

Un Memoriale per ricordare gli 11.400 caduti della Grande Guerra. Dal 31 gennaio nella sala di rappresentanza della Regione

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Undicimilaquattrocento Trentini caddero nella Grande Guerra, dal 1914 al 1918…
Una cifra enorme, se si pensa che la nostra popolazione non superava i 250.000 abitanti.
Una cifra folle di mobiloitati: 60.000 uomini (quasi il 25 % della popolazione).
Una cifra spropositata di caduti, il 20% dei mobilitati. Se si pensa che il Vietnam Veterans Memorial di Washington riporta 58.156 nomi di uomini persi da una nazione come gli Stati Uniti in 12 lunghi anni di guerra...

Queste cifre non le avremmo mai conosciute se non l'avesse voluto l'Assessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento, che ha fatto un grande lavoro di ricerca con il sostegno scientifico e operativo del Museo Storico della Guerra di Rovereto e della Fondazione Museo Storico del Trentino.

Esiste da poco in rete un sito che riporta tutti i nomi dei caduti, che sarà sempre aggiornato man mano che nuove informazioni giungeranno ai curatori dell'iniziativa. Questo perché la ricerca è stata difficile, ma soprattutto perché non è finita.
Perfino gli Americani devono continuare ad aggiungere nomi al loro Muro della memoria, e pur si tratta di avvenimenti bellici accaduti solo 40 anni fa. Figuriamoci cosa significa parlare della Grande Guerra che è finita 92 anni fa e con gli archivi di Vienna che saranno disponibili solo allo scadere del 100simo anno.

Beh, di questo prezioso archivio, fatto con l'apporto di tutti coloro che hanno conferito dati e informazioni per così dire di famiglia, ora ne è stato fatto un Memoriale vero e proprio.
Un elenco tangibile con tutti gli 11.400 nomi dei Trentini caduti nella Grande Guerra, riportati in una struttura che verrà esposta nella sala di rappresentanza della Regione Trentino Alto Adige dal 31 gennaio al 14 febbraio 2010.

Come si vede nella foto che segue, scattata nel corso dell'allestimenti, si tratta di una struttura sospesa a 2 metri da terra, che fa il giro di tutta la sala a piano terra della Regione.
Una vista impressionante, se si pensa che ognuno di quei piccoli nomi corrisponde a una persona che aveva una famiglia, degli affetti, una casa, un lavoro, un amore, un breve passato trascorso e un futuro tutto da vivere, ma che non gli ha riservato nulla.



Quella sala del Palazzo della Regione si trasformerà per due settimane in un vero e proprio «Memoriale» il cui titolo «Nel cuore nessuna croce manca» è in realtà uno dei versi della famosa poesia di Ungaretti «San Martino del Carso» e che riconsegnerà alla nostra comunità il ricordo degli 11.400 caduti trentini nella Prima guerra mondiale.

Qui ci sono i nomi di tutti i caduti.
Ci sono i nomi dei Trentini che hanno combattuto nelle file del Regio Esercito Italiano, ma per la prima volta ci saranno anche i nomi dei tanti, troppi, Trentini che combatterono e morirono nelle trincee dell'Imperial Regio Esercito Austro-Ungarico.

È un'occasione per ridare finalmente dignità e onore a quanti militarono e si sacrificarono nelle file dell'esercito vinto e che, dopo la fine della guerra, furono dimenticati e nascosti al dolore pubblico a favore dei morti dell'esercito vincitore.

Fu, la loro, una doppia morte. La prima sul campo di battaglia, la seconda nella Memoria del nostro popolo, anche se a livello intimo e familiare molti trentini continuarono a ricordare con affetto il proprio padre, il proprio nonno e alla fine il bisnonno, morto indossando la divisa di Kaiserjäger.

«L'anello in stoffa della lunghezza di 45 metri, sul quale sono stati stampati tutti gli 11.400 nomi dei caduti trentini, - ha detto Franco Panizza - vuole insegnarci una cosa molto semplice ma al tempo stesso molto responsabilizzante: se noi abbracciamo l'idea che ciascuna morte è una perdita per l'umanità, i nostri caduti trentini escono dal silenzio dell'oblio che solo la Storia può riportare giustizia nelle vicende umane.
«È così che la Storia diventa elemento di coesione, di unità, di recupero di quella condivisione che da valore utopico diventa regola di vita.
«Tutti i trentini morti per difendere la propria trincea da oggi in poi hanno pari dignità e un posto adeguato e significativo nel nostro ricordo.»

Scheda: NEL NOSTRO CUORE NESSUNA CROCE MANCA

Dall'agosto 1914 al novembre 1918 sessantacinque milioni di cittadini furono chiamati alle armi in tutta Europa, mobilitati per la più sanguinosa guerra fino ad allora mai combattuta. Al termine del conflitto si contarono più di nove milioni di soldati uccisi.

Con la dissoluzione dell'impero austro-ungarico e l'unione del Trentino al regno d'Italia, la condizione degli Italiani d'Austria morti indossando la divisa austro-ungarica non fu mai riconosciuta.
Lo Stato italiano, infatti, curò sì la pubblicazione dell'Albo d'oro dei caduti nella Guerra 1915-1918, ma non si preoccupò di contare i «morti dei vinti».
Solo da poco tempo, ma a distanza di novant'anni dagli eventi, grazie ad una ricerca patrocinata dall'Assessorato provinciale alla Cultura e condotta dal Museo Storico Italiano della Guerra, sappiamo che quei nostri caduti furono circa 11.400, un quinto dei Trentini che andarono in guerra.

Molti dei loro nomi, ora disponibili per la consultazione sul sito http://www1.trentinocultura.net/portal/server.pt?open=512&objID=310&mode=2, risultano ancora privi di informazioni importanti, ma la diffusione del database che contiene quell'elenco ha avviato un processo partecipativo di ricerca e di raccolta di ulteriori dati che, quasi quotidianamente, giungono al Museo della Guerra di Rovereto per essere trasferiti nella catalogazione informatica e, periodicamente, nel sito.

La grande attenzione che la comunità trentina continua a riservare alle vicende della Grande Guerra ha suggerito di promuovere presso la Sala di rappresentanza della Regione a Trento, in piazza Dante, nel periodo che va dal 31 gennaio al 14 febbraio 2010, un evento pubblico che prende il nome da un celebre verso della poesia San Martino del Carso del poeta Giuseppe Ungaretti «Nel cuore nessuna croce manca».

Le due settimane avranno come epicentro simbolico un Memoriale degli 11.400 caduti trentini della prima guerra mondiale, una grande installazione progettata dallo studio dell'architetto Marzari, costituita da un anello lungo 45 metri, alto un metro e mezzo, al cui interno sono scritti i nomi del soldati trentini caduti nella guerra 15-18 senza alcuna distinzione fra coloro che vestirono la divisa austro-ungarica e quelli che, per scelta, decisero di combattere con la divisa dell'esercito italiano.
La vicenda di entrambi, infatti, deve concludersi con un atto di rispetto e di pietà e con un impegno di pace.

Il Memoriale potrà essere visitato dall'1 al 14 febbraio tutti i giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

L'esposizione del Memoriale nella Sala di rappresentanza del palazzo della Regione, in Piazza Dante a Trento, sarà accompagnata da una mostra fotografica sui cimiteri di guerra della Galizia, curata dal prof. Pavel Pencakowsky per il Centro Internazionale di Cultura di Cracovia.
La galleria di immagini del fotografo polacco Marek Saiduk recupera la memoria delle centinaia di cimiteri costruiti nel 1916 e racconta come quegli stessi cimiteri si presentano al visitatore contemporaneo.

Accanto ad installazioni informatiche per saperne di più e a proiezioni video a completamento della mostra fotografica, in una saletta appositamente attrezzata verranno proposti due film legati al tema dell'evento, «Prigionieri di guerra» di Yervant Gianikian e Angela Ricci e «La colpa ignota» di Diego Leoni e Lorenzo Pevarello.

Uno spazio aperto, infine, verrà riservato a tutti i visitatori che vorranno lasciare una loro riflessione, uno slogan, un disegno, una poesia come proprio personale atto di partecipazione.

L'iniziativa è dell'Assessorato provinciale alla cultura, del Museo Storico Italiano della Guerra e della Fondazione Museo Storico del Trentino.

A titolo di riferimento e mermine di paragone, riportiamo qui il significato del citato «Muro del Vietnam», che è stato costruito per volontà dei parenti e amici dei poveri ragazzi che morirono nel sudest asiatico dal 1962 al 1975.
Allora lo Stato americano non volle dare peso né ai reduci né ai caduti, perché il Vietnam - comunque la si volesse vedere - era solo una macchia da portare nella Storia.

Scheda - IL VIETNAM VETERANS MEMORIAL

Il Vietnam Veterans Memorial è un monumento commemorativo ai soldati degli Stati Uniti caduti durante la guerra del Vietnam. Si trova in una zona molto tranquilla e suggestiva del Mall a nordest rispetto al Lincoln Memorial.

Meta ogni anno di milioni di americani in pellegrinaggio, il Memorial è formato da un muro in granito nero con incise in oro i nomi, in stretto ordine cronologico, dei 58.156 caduti e dispersi nella guerra del Vietnam. Il muro, o «The Wall» come viene chiamato, è fatto a forma di V con un bordo rivolto verso il Lincoln Memorial e l'altro verso il Washington Monument.

Il muro fu eretto nel 1982 seguendo il progetto di un giovane studente di architettura: Maya Ying Ling.

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