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Torna a Bezzecca (per poco) il telegramma «obbedisco» di Garibaldi

In valle di Ledro le celebrazioni per l’evento che 150 anni fa chiuse il risorgimento

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Il 20 giugno, giorno d’inizio della Terza Guerra d’Indipendenza, scriveremo un articolo appropriato sull’evento bellico che terminò il 12 agosto 1966, due giorni dopo l’invio del famosissimo telegramma con cui Garibaldi rispondeva al generale Lamarmora «Obbedisco».
Garibaldi e il generale garibaldino Medici in Valsugana, furono gli unici comandanti che avevano riportato vittorie nella disastrosa campagna italiana. Dovevano arrivare a Trento a tenaglia - rispettivamente da Cadine e da Civezzano - per congiungendosi alla massa di manovra del Regio Esecito Italiano, che invece non riuscì neppure a imboccare mai la valle dell’Adige.
Ma Roma, Vienna e Berlino avevano deciso per tutti. L’Italia - perdente - aveva vinto la guerra, grazie ai prussiani che avevano sbaragliato gli austriaci a Sadowa.
Di qui l’ordine di sospendere i combattimenti e il telegramma di risposta di Garibaldi.
Di seguito il servizio sullo storico telegramma che tornerà in val di Ledro.
Per la cronaca, anche Medici si dovette ritirare: obbedì e basta.

Sarà il telegramma originale inviato da Giuseppe Garibaldi al Generale La Marmora, con la famosa parola «Obbedisco», il pezzo forte delle celebrazioni in programma dal 17 al 24 luglio a Bezzecca, in Valle di Ledro, per celebrare i 150 anni dello storico fatto che chiuse il Risorgimento italiano.
Si tratta di un pezzo di Storia dell’Italia Ottocentesca che per la prima volta abbandona Torino per diventare la star delle celebrazioni promosse dal Comune di Ledro, in Trentino.
L' Archivio di Stato di Torino ha concesso negli scorsi giorni il via libera al prestito del telegramma originale redatto da Giuseppe Garibaldi il 10 agosto 1866 a Bezzecca.
Il documento rimarrà in Valle di Ledro da fine giugno a fine settembre. Quanto sia presente il ricordo di Garibaldi in questa valle - caratterizzata da due riconoscimenti Unesco, Biosfera delle Alpi Ledrensi e palafitte preistoriche sul Lago - lo testimonia la Piazza dedicata all’episodio in centro a Bezzecca e anche la presenza in valle di una persona che è l’esatta controfigura dell’Eroe dei Due Mondi.
Il telegramma sarà custodito come una vera e propria reliquia. L’Archivio di Stato di Torino ha chiesto il suo trasferimento dal Piemonte al Trentino con un mezzo blindato e la sua conservazione in teca asettica nonché alla messa in sicurezza dei locali che lo ospiteranno vale a dire la sede del Museo garibaldino, che già ospita una collezione di cimeli.
Data l’importanza dell’evento probabilmente verrà realizzata una seconda esposizione nel sempre nel borgo del Comune di Ledro.
 
 LA STORIA IN DUE PAROLE 
Bezzecca e il Colle di Santo Stefano con l’omonima chiesetta si trovarono nel luglio 1866 al centro della Battaglia tra i volontari Cacciatori delle Alpi e l’Esercito Austriaco.
Il fatto d’arme concluse la Terza Guerra d’Indipendenza e trovò l’epilogo nel telegramma inviato da Garibaldi in risposta all’ordine del Generale La Marmora di fermare l’avanzata in territorio austriaco.
L’Obbedisco rese famosa Bezzecca e la Valle di Ledro quali luoghi storici del Risorgimento italiano.
Ogni anno questo avvenimento viene ricordato attraverso festeggiamenti ufficiali.
 
 IL PROGRAMMA 
In occasione del 150 Anniversario della Battaglia Garibaldina di Bezzecca (21 luglio 1866) e dell’Obbedisco di Giuseppe Garibaldi l’Amministrazione comunale di Ledro in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il Museo Storico di Trento e il Muse di Trento con il direttore Michele Lanzinger, la Sovraintendenza per i beni culturali ed i gestori della Rete Museale di Ledro e del Museo Garibaldino e della Grande Guerra ed alcune associazioni locali, sta realizzando un intenso programma di iniziative, rievocativi e celebrazioni ufficiali con concerti a rappresentazioni teatrali, battaglie in divisa d’epoca, mostre itineranti, laboratori creativi e letture per bambini.
 
I festeggiamenti sono in calendario dal 17 al 24 luglio e saranno ospitati nell’abitato di Bezzecca, principalmente in piazza Garibaldi, luogo centrale del paese e presso il Colle Ossario di Santo Stefano.
Questa chiesetta è sita sul colle sopra l’abitato finì in rovina dopo le azioni di guerra garibaldine.
Successivamente fu restaurata e sistemata per diventare oggi un Monumento Ossario sotto l’Alto patronato del Ministero della Difesa.
 
Il momento istituzionale delle manifestazioni per il ricordo dei 150 anni della Battaglia di Bezzecca è previsto domenica 24 luglio con l’adunata delle diverse associazioni d’arma, l’incontro con le autorità, la sfilata in corteo verso il Colle con l’accompagnamento della fanfara, la deposizione delle corone di alloro e la celebrazione della S. Messa in ricordo dei caduti di tutte le guerre.

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