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Tre secoli fa, il 13 maggio 1717, nasceva Maria Teresa d’Austria

L'unica principessa asburgica che regnò sull'Austria fu una imperatrice illuminata – Di Giuliana Izzi


 
Studiando i libri di storia moderna saltano agli occhi alcuni personaggi femminili che, malgrado la scarsa considerazione di cui godevano le donne in passato, rifulgono di una luce particolare.
Maria Teresa d’Asburgo è una di queste.
È la prima donna a salire sul trono degli Asburgo. Ha 23 anni. Nata a Vienna nel 1717, è la figlia primogenita dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, il quale non avendo eredi maschi, aveva stabilito con la «Prammatica Sanzione», un editto, emanato nel 1713 e ritenuto arbitrario dagli altri pretendenti al trono, l’indivisibilità dei domini asburgici e fissava l’ordine di successione.
Così Maria Teresa diventa, alla morte del padre, la regina di tutti i possedimenti austriaci.
 
La piccola Resel, così viene chiamata in famiglia, è bionda dai riflessi ramati, occhi azzurri, pelle rosea, bella insomma, colpisce soprattutto per il suo carattere estroverso e gioioso.
Naturalmente, essendo una femmina, le si insegna il disegno, la musica, il ricamo, l’etichetta ma viene trascurata la sua istruzione.
Così la bambina commette errori di ortografia con la sua pessima grafia, parla male le lingue, compreso il tedesco, usando una miscellanea di vocaboli in più lingue in maniera assai grossolana.
Eppure la sua spontaneità, il suo carattere scherzoso, privo di ogni elementare regola di galateo la rendono deliziosa.
Cavalca spericolatamente e ama il melodramma e il teatro.
 

 
Indossando abbigliamenti originali il sabato sera quando la famiglia si riunisce al completo per divertirsi, recita e canta.
Tutto ciò non avviene in maniera indolore. Poiché l’etichetta di corte la vuole impaludata in lussuosi e scomodi vestiti e pettinata con acconciature opprimenti, ma Resel si ribella.
Viene promessa ancora bambina al principe Clemente di Lorena, ragazzo colto e intelligente il quale però muore ben presto di vaiolo.
Si propone allora al padre di Maria Teresa la candidatura come promesso sposo, del fratello del defunto, Francesco Stefano.
Egli giunge alla corte austriaca nel pieno del suo splendore fisico. È alto, biondo e il suo temperamento è allegro, privo di pensieri e inoltre cavalca benissimo.
Maria Teresa (ha solo sette anni) si invaghisce di lui. È romantica e pensa continuamente al suo idolo.
 
Però a 14 anni insiste per partecipare come uditrice, alle sedute del Consiglio, dimostrando un innato interesse per le questioni politiche e dinastiche.
Ama vestirsi di azzurro (disegna lei stessa gli abiti) e azzurro è tutto ciò che la circonda. Il suo amore contrastato dal padre per Francesco Lorena, a cui tra l’altro viene sottratta la patria per cederla alla Francia, alla fine trionfa: i due si sposano con grande fasto.
Si ameranno sempre anche quando, in età matura, Francesco si prenderà un’amante.
Maria Teresa mette al mondo ben 16 figli e ne perderà alcuni a causa del vaiolo.
È una donna estremamente religiosa, ligia ai riti e alle celebrazioni religiose, ma ama giocare a carte anche tutta la notte e travestirsi da popolana per andare a ballare senza scorta nelle osterie contadine.
Ma quello che più colpiscono sono la sua abilità e la sua tenacia come capo di Stato malgrado le remore che incontra in quanto donna.
 

 
Ben poco aveva appreso dell’arte di regnare nella sua fanciullezza, per di più il suo carattere estroverso, gioviale, spensierato mai avrebbe lasciato supporre la grinta che avrebbe trovato nel governare il suo dominio e difenderlo dagli attacchi nemici.
La sua ascesa al trono è la miccia che fa scattare la guerra per la successione austriaca.
Molti sono i regnanti che vantano dei diritti, ma il nemico più feroce di Maria Teresa è Federico II di Prussia, uomo intelligente, scaltro, amante delle arti e favorevole all’Illuminismo proveniente dalla Francia tramite Voltaire di cui è amico.
Federico vuole a tutti i costi la Slesia che fa parte dei territori asburgici e con il suo esercito moderno, intraprendente e numeroso, egli alla fine la ottiene e non sarà più possibile portargliela via.
Questa vittoria sarà sempre una spina nel fianco di Maria Teresa che più volte cerca di riprendersi invano la sua amata Slesia. Sfoderando arti diplomatiche e l’astuzia di una volpe riesce persino a sovvertire le alleanze riuscendo a tirare dalla sua parte la riottosa Francia, aiutata da validi collaboratori, ma ciononostante la Slesia non sarà più sua.
 
Passionale e tenera, Maria Teresa, dorme in un vasto letto nuziale. Suo marito si corica ogni notte al suo fianco e spesso, nei giorni di festa, sul talamo gigantesco si arrampicano i loro bambini.
Comportamento questo molto criticato dal maestro di etichetta. Poiché Maria Teresa malgrado sia assillata da gravosi problemi politici e militari non vuole assolutamente rinunciare ai suoi diritti di donna.
La sera trascorre il tempo libero occupandosi dei figli che hanno il permesso di alzare la voce e giocare liberamente, fare domande e rispondere a tono.
Nel caso uno di loro stia poco bene, ha dato ordine che la interrompano anche durante le sedute del Consiglio Anche come nonna sarà tenera e affettuosa con i nipoti.
Riesce comunque a non trascurare nemmeno i dettagli di tutto ciò che concerne la gestione del Regno.
 

 
Già negli ultimi anni di guerra i nuovi e devoti collaboratori che la circondano avevano riformato il reclutamento e l’equipaggiamento dei soldati.
Ma importantissime sono le riforme di Maria Teresa che pur non essendo una sovrana illuminata come Federico II di Prussia, ma legata ancora alla teoria del diritto divino del re, desidera il bene del suo popolo con sollecitudine materna.
Così dopo una riforma radicale in campo amministrativo e finanziario eseguita con l’aiuto di Friedrich Wilhelm von Haugwitz, figlio di un generale che era stato al servizio del re di Sassonia (nuovo codice penale, incremento della produzione di manufatti costruzione di nuove strade ecc...), Maria Teresa si occupa anche del settore sanitario.
 
Viene riformata la Facoltà di medicina di Vienna, gli ospedali vengono rinnovati e modernizzati e paga di tasca sua i nuovi corsi liberi di chirurgia e chimica.
Le scuole vengono estese a tutte le classi sociali, sotto il controllo dello Stato.
Ai poveri viene garantita l’assistenza medica gratuita. Tutto questo provoca il mugugno del clero e della nobiltà che devono rinunciare a molti dei loro privilegi.
Nel frattempo il marito Francesco Lorena era diventato Imperatore del Sacro Romano Impero e suo co-reggente ma interveniva poco negli affari di stato.
 
Quello che invece dimostra uno spiccato interesse per la politica è l’erede al trono Giuseppe.
Chiuso, introverso, ribelle, insofferente alle limitazioni che gli vengono imposte, quest’ultimo è cresciuto nevrotico, pieno di manie, e ha con la madre un rapporto di amore-odio.
Le rimprovera le frustate che gli faceva impartire da bambino, la scarsa attenzione che gli è stata dedicata, il poco amore ricevuto. Però quando la madre si ammala di vaiolo la cura amorosamente.
Quando il padre Francesco muore improvvisamente, e Maria Teresa ne porterà per sempre il lutto, diventa co-reggente, e ha continui e duri scontri con la madre.
Molte riforme vengono imposte in Lombardia. Intermediario tra Vienna e Milano è il conte Carlo Firmian nato a Trento nel 1718. Nemmeno la Chiesa verrà risparmiata.
Ma il suo fisico è in declino. Numerosi e gravi acciacchi la portano inaspettatamente alla morte il 29 novembre 1780.
 
Giuliana Izzi
Foto Wikipedia
 
 


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