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Giorno del ricordo: insieme per non dimenticare

All’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia l’Aquila di San Venceslao

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Ricordare per non dimenticare, per portare avanti una memoria condivisa che permetta di superare le lacerazioni del passato.
È questo il senso del «Giorno del ricordo» che dal 2004, ogni 10 febbraio, vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle vittime delle foibe.
Un impegno che il Trentino porta avanti con grande convinzione, ribadito nel pomeriggio presso la Sala Depero nel Palazzo della Provincia, dove il presidente, Maurizio Fugatti, ha consegnato l’onorificenza del sigillo dell’Aquila di San Venceslao all'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
A ritirarla il presidente dell’Associazione, Roberto De Bernardis.
Un riconoscimento all'impegno instancabile profuso per ricordare le vittime delle foibe e le sofferenze degli esuli istriani, dalmati e fiumani, molti dei quali si trasferirono, nell'immediato dopoguerra, in Trentino.
 

 
«In questo luogo così importante e simbolico per la storia della nostra Autonomia – ha detto il presidente Fugatti – vogliano onorare la memoria delle vittime di quell'immane tragedia, che per molti anni è stata, purtroppo, dimenticata.
«Per questo abbiamo deciso di conferire l’Aquila di San Venceslao all'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che con grande impegno ha saputo portare avanti il ricordo dei quei tragici avvenimenti e delle indicibili sofferenze causate a quelle popolazioni dal regime comunista di Tito.
«Insieme al Museo Storico – ha spiegato Fugatti – stiamo lavorando ad un progetto che coinvolga i giovani e il mondo della scuola, affinché la memoria continui a vivere.
«Al riguardo ricordo con grande emozione la visita che ho potuto fare lo scorso anno, insieme agli studenti dell’Istituto Marconi di Rovereto, alla Foiba di Basovizza.
«Il nostro impegno proseguirà anche oltre questa giornata nell'auspicio che il ricordo delle foibe venga condiviso dall'intera comunità trentina.»
 

 
«Questo riconoscimento, per cui ringrazio la Provincia autonoma di Trento, – ha detto Roberto De Bernardis – è il riconoscimento della storia dei tanti profughi che si sono rifugiati in Trentino e che hanno poi collaborato allo sviluppo di questa terra.
«Quello che è successo sul confine orientale – ha spiegato De Bernardis – ci fa capire quanto pericoloso possa essere il nazionalismo abbinato all'ideologia. Il ricordo di quei tragici fatti ci deve servire da monito, affinché la storia non si ripeta.»
 


Nel pomeriggio, il vicepresidente della Provincia, Mario Tonina, si è recato in Largo Pigarelli, a Trento dove, alla presenza del sindaco Franco Ianeselli e del Commissario del Governo Sandro Lombardi, è stata deposta una corona di fiori presso la targa che ricorda le vittime delle foibe.

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