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Quella festa per ricordare i ragazzi della Vela nati nel 1946

Dodici storie, ognuna delle quali varrebbe la pena essere raccontata. Un incotro pieno di ricordi di una Vela che fu

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Ezio, Fausto, Bruno D., Elio, Bruno B., Giorgio, Marta, Emilio, Teresa, Bruna, Andreina e Guido.

Il 1946 è stato l’anno che ha generato più figli della nostra epoca. Finita la guerra, si poteva guardare il futuro per i propri figli con una certa serenità.
Anche i ragazzi del ’46 della Vela di Trento erano tanti. Non si sono mai dimenticati. Avevano fatto la festa dei 18 anni, poi quella dei 50 anni.
La tappa successiva avrebbe dovuto essere nel 2026, ma si è pensato che magari gli 80 anni erano un po’ troppo in là e si è deciso di fare una festa oggi, due anni prima. Non si sa mai...
Vi hanno partecipato 12 ragazzi della Vela nati nel 1946. Ovviamente non c’erano tutti, ma qualcuno era assente perché... era andato all’Isola d’Elba in bicicletta. Non stava poi così male.
 
Il pranzo è stato organizzato all’Hotel Trento per riscattare un passato felice ma non troppo ricco. Nel dopoguerra la Vela era un rione totalmente dimenticato dal Comune di Trento.
Il sindaco Nilo Piccoli aveva lanciato Trento Alta sul Bondone, quando invece non c’era ancora una strada asfaltata per la Vela. E il primo autobus venne introdotto solo agli inizi degli anni ’70, con la crisi mondiale del petrolio che aveva imposto al Paese la chiusura del traffico la domenica.
La scuola elementare era formata da due aule, una per le classi prima e seconda, l’altra per la terza, la quarta e la quinta.
C’era una sola automobile, la cui proprietaria la metteva a disposizione di chi ne aveva bisogno.
 
In compenso si trattava di gente onesta, che faticava volentieri per portare a casa da mangiare. Magari coltivando i propri piccoli appezzamenti di terra.
Quasi tutti i maschietti hanno fatto i chierichetti da piccoli. E suonavano le campane da grandi.
Si giocava con le palline di terracotta (a spanna-scioc) e con i tappi delle bibite (alle scudelete). Poi anche al pallone, nel campo della chiesa, passandoci le scarpe da calcio.
A fine degli anni ’50 è arrivata anche una prima televisione. I ragazzi del ’46 andavano alle 17 a vedere Rin Tin Tin, Lassie, Zorro.
Quando fu possibile acquistare un televisore, il segnale non arrivava dappertutto. L’antenna della Paganella era coperta e non raggiungeva metà delle abitazioni.

Il torrente Vela ha avuto due piene disastrose, una delle quali nel 1952. Tutti aiutarono tutti per salvare il salvabile.
Anche l’Adige ha straripato due volte dalla parte della Vela, nel 1964 e nel 1965. Poi, nel 1966, risparmiò la Vela e ruppe gli argini a Gardolo, allagando la città di Trento.
Ma l’ambiente naturale della Vela era estremamente piacevole.
Nei pomeriggi c’era sempre la brezza trasportata dall’Òra del Garda e forse il nome derivava proprio da quel vento regolare.
Soprattutto era un posto «green», come si direbbe oggi. Verde nel vero senso della parola. Pulito, puro, asettico.
 
Poi, d’un tratto, il cambiamento drastico, spaventoso.
I ragazzi, partiti per il servizio militare, al ritorno hanno trovato il territorio della Vela devastato da un quadrifoglio autostradale, da una circonvallazione insensata, da un viadotto che scendeva da Montevideo dietro al Doss Trento.
L’Autobrennero aveva emancipato le popolazioni delle valli trentine, è vero, ma in compenso non era più bello vivere alla Vela.
Quando videro sorgere villette a schiera nelle non più verdi campagne i ragazzi del '46 si accorsero quanto era stato bello essere dimenticati dal Comune, dal Mondo…

Molti lasciarono la Vela e alcuni fecero fortuna.
Però il richiamo della foresta è sempre stato vivo e vitale.
E per questo i 12 ragazzi del ’46 si sono ritrovati a pranzo al Grand Hotel Trento a ricordare quanto si stava bene quando si stava peggio.
Una chiacchierata durata tre ore per ricordare i bei tempi e per aggiornarsi sui grandi eventi della propria vita. Molti erano nonni, una di loro addirittura bisnonna.
Beh, magari un bel pranzo sarà organizzato già l'anno prossimo. E alla Vela, che ha un ottimo ristorante.

GdM

Nella foto che segue, la foto della maestra di V elementare. Sembra uscita dal Libro Cuore di De Amicis.

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