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«La resistenza nel campo di Bolzano 1944-45»

Presentata la mostra sul lager di Bolzano, per la prima volta a Trento

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Foto Carmelo Ossana.

Sarà visitabile sino a domenica 16 febbraio presso la Sala Conferenze della Caritro in via Calepina a Trento la Mostra sul lager di Bolzano nel quale tra l'autunno del 1944 e il maggio del 1945 furono deportati oltre 10 mila tra antifascisti, prigionieri alleati, soldati dell'esercito italiano, lavoratori coatti, rom e alcune centinaia di ebrei.
«Contrariamente a quanto ritenuto, quello di via Resia non fu un semplice campo di transito verso l'arcipelago dei lager nazisti, ma, – ha ricordato Enrico Paissan presidente dell'Anpi della città di Trento nel suo intervento all'inaugurazione della Mostra – fu un luogo di torture efferate, di brutali omicidi, di inaudite violenze: una criminale pagina della nostra storia che si tentò di esorcizzare negli anni seguenti con la improvvida e incomprensibile scelta di smantellare ogni traccia degli edifici del campo, lasciando in piedi solo una piccola parte del muro perimetrale.»
 
«Anche per questo – ha continuato Paissan – è più che mai necessario riprendere il filo della memoria in un tempo come il nostro nel quale sembra quasi scomparire il discrimine tra quanti nei momenti decisivi seppero tenere fede ai valori della libertà e della democrazia e quanti oggi vorrebbero cancellare la storia e con essa le lezioni che ci ha fornito.»
All'incontro era presente anche Gianni Faronato, classe 1927, oggi presidente dell'Anpi di Feltre che, a soli 16 anni, nell'autunno del 1944 dopo un rastrellamento fu deportato nel lager di Bolzano assieme ad altri 170 uomini quali lavoratori coatti per la costruzione della galleria del Virgolo.
 
Nel suo lucido, commosso e commovente ricordo sono emerse le condizioni di vera e propria schiavitù, costellata di quotidiane violenze e di centinaia di omicidi, alle quali i deportati furono sottoposti sino alla liberazione nel maggio del 1945.
«Ecco perché – ha sottolineato Faronato – oggi è necessario ricordare affinché le idee e i valori di libertà, giustizia e democrazia non vengano più messe in discussione.»
Alla cerimonia ha partecipato anche la «Corale Bella Ciao» diretta dal Maestro Battisti con l'esecuzione di alcuni canti dedicati proprio al tema della deportazione nazista.
 
La Mostra resterà aperta sino a domenica 16 febbraio, mentre venerdì 14 alle ore 18.00 il prof. Costantino Di Sante presenterà il volume «Criminali nel campo di concentramento di Bolzano»: che raccoglie deposizioni, testimonianze fotografie, disegni originali per raccontare la storia di uno dei principali luoghi di detenzione nazista nell'Italia occupata.

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