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Coronavirus, la situazione in Trentino al 17 settembre

I tamponi sono saliti a 2.184: i nuovi casi sono 76. Solo 27 presentavano sintomi. 34 sono ancora collegati al focolaio dell’industria alimentare

Sono 76 oggi i casi di contagio da Covid 19 rilevati in Trentino, 67 dei quali emersi dall’attività di screening.
Presentano sintomi in 27, gli altri sono asintomatici.
Sono 34 quelli legati al focolaio nel settore agroalimentare già da tempo sotto i riflettori degli esperti.
Quattro i minorenni risultati positivi, ma nessuno di essi legato alla scuola, non avendola frequentata nei giorni scorsi.
Su oltre 4mila classi in Trentino, quindi, solo 3 risultano in quarantena a causa del Coronavirus, per i casi segnalati ieri (uno dei quali contabilizzati fra i 76 di oggi).
Al momento sono 11 i ricoverati, nessuno in terapia intensiva.
I tamponi infine sono stati nelle ultime 24 ore 2.184.
 
Negli ultimi giorni sta diminuendo la percentuale di casi collegati ai focolai identificati sul territorio, che al momento in Trentino sono 7.
Attualmente i casi di contagi riconducibili a focolai sono il 40% del totale, il che preoccupa le autorità provinciali, perché se cala la capacità di collegare i casi a cluster specifici, risulta più difficile individuare i contagiati.
Il rispetto delle regole – questo l’appello della Provincia – è, una volta di più, fondamentale, ai fini della prevenzione così come del tracciamento.
 
Le strutture sanitarie dedicate sono comunque per ora sufficienti a far fronte alla diffusione dei contagi.
Attualmente gli asintomatici positivi sono ricoverati a San Cristoforo, mentre i quarantenati alle Viote, appena riaperte.
Il Piano approvato il 3 agosto, comprendente anche l’acquisto di nuove macchine per le terapie intensive, prosegue su delega alla Provincia del commissario Arcuri.
L’obiettivo finale è arrivare a 60-65 posti attrezzati per le terapie intensive, a cui si sommeranno modifiche e allargamenti nei pronto soccorso di Trento e Rovereto.
 
Per quanto riguarda il mondo dei trasporti e il flusso generato dall’apertura delle scuole, le situazioni critiche rilevate sono molto rare. Ieri e oggi sono state verificate una decina di situazioni a seguito di segnalazioni che lamentavano carichi eccessivi, ma i controlli hanno stabilito che in realtà è stata rispettata la capienza consentita (l’accordo con lo Stato è di poter utilizzare i posti sui bus all’80%).
Vero è che si registrano comportamenti assolutamente da evitare, ad esempio la creazione di capannelli alla discesa dall’autobus, con giovani anche sprovvisti di mascherina.

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