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Il nuovo DPCM chiude anche gli impianti di risalita

Ma forse è bene ricordare che le regioni alpine muoiono senza l’economia sciistica

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Molto probabilmente ad ispirare il presidente del Consiglio nella stesura del DPCM, che entra in vigore domani, nel vietare l’uso degli impianti di risalita è stato il servizio TV che ieri ha mostrato le resse che si sono formate a Cervinia per poter sciare.
Fatto sta che da domani sarà vietato usare gli impianti di risalita.
In Trentino gli impianti non sono ancora entrati in funzione, ma se il blocco dovesse venire rinnovato a fine novembre, per l’economia turistica invernale sarebbe la fine.
 
Il punto delicato sta proprio negli impianti di risalita, ma non di tutti. Le seggiovie e gli skilift, infatti, non sono pericolosi. Ma le cabinovie (e le code se gestite male) possono essere fonte di contagio.
Ragionandoci, in qualche modo si potrà trovare una soluzione. Anzi, si dovrà.
Basti pensare che lo sci di per sé non può essere fonte di contagio perché si svolge all’aria aperta e a distanze più che sicure tra sciatore e sciatore.
Va trovata una soluzione proprio per le risalite.

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