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Rilevazione forze lavoro: il primo trimestre 2013 è un disastro

L’Istat: «Il sistema produttivo, attualmente, non riesce più ad assorbire l’offerta di lavoro in crescita»

L’Istat ha diffuso oggi i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione relativi al primo trimestre 2013 (da gennaio a marzo 2013).
Anche in Trentino la recessione in corso, la seconda in quattro anni, si riflette sul mercato del lavoro. Nonostante l’aumento del tasso di attività e del tasso di occupazione aumenta anche il tasso di disoccupazione.
La riduzione del reddito disponibile delle famiglie spinge, soprattutto, le donne ad entrare nel mercato del lavoro in modo da limitare gli effetti della crisi sul tenore di vita.
È bene ricordare che il primo trimestre dell’anno, di norma, è quello che evidenzia il maggior numero di persone in cerca di lavoro perché risente di effetti stagionali negativi. 
 
Comunque, il sistema produttivo, attualmente, non riesce più ad assorbire l’offerta di lavoro in crescita.  

Il primo trimestre 2013 presenta in Trentino un mercato del lavoro in movimento ma in chiara difficoltà. Le forze di lavoro hanno raggiunto le 248mila unità, in aumento rispetto al primo trimestre 2012 di 6mila unità, portando il tasso di attività al 70,2% dal 68,9% del primo trimestre 2012.
Gli occupati hanno raggiunto le 229mila unità con una variazione positiva in valore assoluto di circa 4mila unità rispetto al primo trimestre del 2012.
Il tasso di occupazione è incrementato di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012, raggiungendo il 64,7%. 
 
Per gli uomini tale tasso è pari al 71,3%, sostanzialmente stabile (nel primo trimestre 2012 era pari al 71,5%) mentre per le donne questo tasso è arrivato al 58,1% con un aumento tendenziale di quasi due punti percentuali (56,5%).
In Italia il tasso di occupazione è inferiore a quello del Trentino di circa 9 punti percentuali e, a differenza di quello provinciale aumentato di 0,6 punti percentuali, si è ridotto di quasi un punto percentuale, passando dal 56,5% del primo trimestre 2012 al 55,5% dello stesso periodo del 2013. 
 
Nel primo trimestre 2013 in Trentino gli uomini che lavorano sono 128mila, le donne 101mila. I settori che acquisiscono occupati  sono l’industria in senso stretto (3.300 unità) e i servizi (7.700 unità). I settori delle costruzioni e dell’agricoltura si contraggono,  in parte per gli effetti degli andamenti stagionali.
La composizione dell’occupazione vede in aumento i dipendenti di 4.300 unità e in riduzione gli indipendenti di 500 unità.
I disoccupati sono 19mila con un aumento di 2mila unità, il valore più alto dall’inizio del lungo periodo di crisi.
 
In Trentino il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,7 punti percentuali, raggiungendo il 7,6% (nel primo trimestre del 2012 era al 6,9%, in media 2012 al 6,1%).
Tale tasso per gli uomini è pari al 7,5% (6,0% nello stesso periodo del 2012), quello femminile al 7,8%, in calo di 0,4 punti percentuali (8,2% nello stesso periodo del 2012).
 
Dei 2mila disoccupati in più rispetto al primo trimestre 2012, 1.500 sono ex-occupati e gli altri sono ex-inattivi.
Da rilevare che le persone in cerca di prima occupazione si riducono di circa 200  unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In Italia il tasso di disoccupazione è al 12,8%, in aumento di quasi due punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2012 (10,9%) e circa 5 punti percentuali in più di quello trentino.
 
Aumentando le forze lavoro si riducono gli inattivi di circa 4mila unità.
La prevalenza di questi ultimi sono donne. L’aumento dell’offerta di lavoro femminile può essere spiegata da azioni di contrasto al lungo periodo di crisi e per far fronte alla riduzione del reddito disponibile.

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