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«Solo se cresce l’economia si può alimentare un circuito virtuoso del nostro territorio»

Le osservazioni del presidente di Confindustria Trento Enrico Zobele sul DEF provinciale e Assestamento del bilancio di previsione 2018-2020

Il presidente di Confidustria di Trento, dott. Enrico Zobele, ha inviato una lettera aperta alla Commissione della Provincia autonoma di Trento che affronta la manovra di assestamento del bilancio di previsione 2018-2020.
Abbiamo deciso di pubblicarla per intero perché è un ottimo commento ragionato sulla situazione del nostro territorio e può certamente servire per comprendere meglio lo stretto legame che c’è tra l’economia reale e la politica della nostra preziosa Autonomia.

AI COMPONENTI DELLA PRIMA COMMISSIONE PERMANENTE DEL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
 
Signor Presidente dott. Mattia Civico, Gentili Consigliere e Consiglieri,
riscontriamo che la manovra di assestamento del bilancio di previsione 2018-2020 della Provincia autonoma di Trento attualmente in discussione, tenendo conto anche delle agevolazioni fiscali disposte a livello nazionale, porta un alleggerimento fiscale complessivo per le imprese trentine superiore a 200 milioni di euro.
Constatiamo con favore che le imprese e la loro crescita sono poste al centro della manovra, sottintendendo che solo se cresce l’economia si può alimentare un circuito virtuoso di cui beneficia il territorio intero. Fare crescere il sistema produttivo locale e contribuire a renderlo più competitivo su una scala globale equivale a sviluppare un sistema di anticorpi a difesa dello sviluppo e del benessere della comunità locale.
Del resto lo scenario recentemente elaborato dal Centro Studi Confindustria prevede un rallentamento dell’economia italiana nel biennio 2018-2019, anticipato e più ampio rispetto alle previsioni elaborate sei mesi fa. Il tasso di crescita del PIL nazionale è previsto attestarsi quest’anno all’1,3% in termini reali (contro l’1,5% ipotizzato dal DEF-Documento di Economia e Finanza nazionale in aprile, preso a riferimento anche dal DEF provinciale, che andrà quindi rivisto al ribasso se il calo sarà confermato) e decelera ulteriormente all’1,1% nel 2019.
Pesano il rallentamento della domanda estera e l’esaurirsi del ciclo positivo degli investimenti a livello nazionale, entrambi legati al clima di incertezza internazionale e – per quanto riguarda gli investimenti – alla scadenza delle misure nazionali di agevolazione fiscale.
Anche la dinamica dei consumi delle famiglie è vista in frenata nel biennio di previsione. Nel prossimo anno pesa in particolare l’andamento debole del reddito disponibile.
L’economia trentina non è immune a queste dinamiche. Il 20% del Prodotto interno lordo (PIL) provinciale proviene dall’export. Un rallentamento dell’economia globale, pertanto, si ripercuote inevitabilmente sui conti economici del nostro territorio.
Bisogna continuare a sostenere le imprese mettendole al centro delle politiche provinciali.
Non dobbiamo dimenticare che le aziende, tramite le tasse e imposte versate direttamente e tramite quelle pagate dai propri dipendenti, alimentano buona parte del bilancio provinciale. Stimiamo che la sola industria trentina versi ogni anno 200 milioni di euro di imposte, una somma analoga allo stanziamento del bilancio provinciale per la politica di assistenza pubblica.
Più impresa = più risorse per il bilancio pubblico = più benessere.
È un’equazione che deve tenere a mente chi governa il territorio e chi si candida a farlo nei prossimi cinque anni, vista l’imminenza della prossima tornata elettorale regionale.
Un benessere che non possiamo dare per scontato. È vero che siamo tra le regioni più ricche d’Italia e d’Europa, ma è anche vero che negli ultimi anni il nostro PIL pro-capite ha perso velocità e, se procedesse a questo ritmo, tra meno di dieci anni sarebbe raggiunto dalla media del PIL pro-capite dell’Unione Europea.
C’è ancora la possibilità di reagire, ma serve maggiore consapevolezza a tutti i livelli sul ruolo delle imprese in Trentino e serve soprattutto una strategia, da perseguire con decisione, per riportare la nostra economia su un sentiero di crescita sostenuta e sostenibile.
 
* * *
 
Per quanto riguarda il disegno di legge n. 232 Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2018-2020, formuliamo le seguenti osservazioni.
 
 RISORSE DISPONIBILI 
Prendiamo atto dell’incremento delle risorse disponibili per il 2018, che però indicano un calo progressivo nei due anni successivi.
Notiamo che si tratta prevalentemente di maggiori entrate, mentre i risparmi sulla spesa appaiono ancora troppo contenuti.
Nella corrente legislatura non abbiamo assistito alla riduzione dell’incidenza della spesa corrente che avevamo auspicato inizialmente.
Anche in occasione della presente manovra registriamo l’assegnazione di oltre 19 milioni di euro aggiuntivi per il personale del comparto pubblico, tra stabilizzazioni e rinnovi contrattuali.
Ci preoccupa la sostenibilità del bilancio pubblico in uno scenario che, a livello macroeconomico, è ancora incerto e fragile.
Con riferimento agli importanti stanziamenti per il personale pubblico concessi negli ultimi anni, segnaliamo in particolare un disallineamento con le dinamiche delle retribuzioni dei dipendenti privati i quali, insieme ai conti delle imprese, hanno scontato gli effetti di una lunga fase di contrazione dell’economia.
 
 SETTORI ECONOMICI 
È positiva la conferma del pacchetto di agevolazioni fiscali in favore delle imprese. Apprezziamo in particolare l’estensione fino al 2020 delle agevolazioni provinciali IRAP, attualmente previste fino al 2018, nonché l’introduzione di una detrazione IRAP per ogni dipendente che si iscrive a un fondo sanitario integrativo. Consideriamo infatti la sanità integrativa – in un’ottica di complementarietà con l’eccellenza del sistema sanitario trentino e in parallelo con la previdenza integrativa – un importante pilastro di welfare su cui le aziende ed i lavoratori debbano investire. 
La riduzione dell’IMIS per gli immobili produttivi viene mantenuta fino al 2019. Anche in questo caso, come per l’IRAP, sarebbe opportuno prevedere un mantenimento delle agevolazioni fino al 2020. Chiediamo inoltre che la riduzione decisa a livello provinciale sia estesa a tutte le aziende produttive, anche quelle con una rendita catastale superiore al limite attuale che ne determina l’esclusione. Ciò per non creare distorsioni in termini di condizioni di competitività.
 
 CREDITO 
Le aziende di dimensione minore segnalano ancora difficoltà di accesso al credito, come indicato anche dalla Banca d’Italia nel recente rapporto regionale (Economie regionali – L’economia delle Province autonome di Trento e Bolzano, giugno 2018). I consorzi fidi, in questa ottica, restano fondamentali. Risulta ancora più urgente procedere alla costituzione di un unico Confidi provinciale attraverso la fusione di quelli esistenti. Ciò consentirebbe all’ente pubblico di perseguire con maggiore efficacia una strategia di rafforzamento patrimoniale attraverso il conferimento di risorse pubbliche ad un unico soggetto.
In tale contesto si colloca lo stanziamento di 12,8 milioni di euro della presente manovra a favore di misure per l’accesso al credito delle imprese. Chiediamo che le Associazioni di categoria siano coinvolte nella definizione degli interventi finanziati con tali risorse, al fine di scegliere le modalità di impiego più adatte.
 
 LAVORO 
In relazione alle proposte di Interventi per il sostegno del lavoro non condividiamo alcune proposte, quali l'ulteriore integrazione di risorse per gli interventi di politica del lavoro nei lavori socialmente utili e per l'Assegno unico provinciale. Infatti si ritiene, come già segnalato dalla nostra Associazione, che le citate misure si caratterizzino quali politiche passive del lavoro, che non creano occupazione e non favoriscono il reinserimento nel mondo del lavoro.
Questo a fronte dell’assenza di misure che rafforzino le politiche attive, le quali a nostro avviso andrebbero sviluppate e potenziate.
 
 FORMAZIONE 
A fronte di importanti investimenti negli edifici scolastici e nelle relative attrezzature, in questa manovra non individuiamo risorse destinate alla formazione.
È invece necessario un potenziamento delle attività formative a tutti i livelli, in particolare per la formazione continua dei lavoratori, sulla quale ci sono ampi margini di miglioramento.
La sfida della trasformazione digitale dell’economia e la necessità di riqualificare chi si trova temporaneamente fuori dal mercato del lavoro rendono necessario un piano d’azione vasto ed incisivo, che abbia per obiettivo l’aggiornamento continuo delle competenze.
 
 INVESTIMENTI PUBBLICI 
Rispetto alla ripartizione delle risorse aggiuntive di questa manovra di assestamento tra gli ambiti di intervento, è inevitabile notare l’importante stanziamento per la sanità (36,4 milioni di euro nel biennio 2018-2019). Consapevoli dell’importanza del settore e degli elevati costi di gestione, auspichiamo comunque che anche la sanità sia coinvolta nel processo di riduzione della spesa pubblica.
Esprimiamo un giudizio positivo sullo stanziamento per la viabilità (13,2 milioni di euro nel triennio 2018-2020) perché, come abbiamo fatto notare anche recentemente in occasione dell’Assemblea di Confindustria Trento, la rete viaria provinciale ha bisogno di maggiore manutenzione e ammodernamento delle strutture.
Per quanto riguarda lo stanziamento per l’Interporto di Trento, mentre si condivide la necessità di intervenire per potenziare l’infrastruttura e migliorarne qualitativamente le potenzialità operative, appare difficilmente realizzabile la previsione della Provincia di passare da 2 coppie di treni al giorno previste per quest’anno a 36 coppie di treni al giorno (per 830mila tir anno equivalenti) nel 2020. La struttura interportuale potrà decollare solamente con la realizzazione del Tunnel del Brennero e con le necessarie opere infrastrutturali di collegamento, che consentiranno una consistente riduzione dei costi dei noli del trasporto intermodale, rendendolo davvero praticabile e competitivo rispetto al trasporto su gomma.
È importante anche il potenziamento dell’infrastruttura della banda larga. Su questo, in futuro, si dovrà fare di più sia sul lato della cablatura che del monitoraggio degli allacciamenti per le aziende. Incontrando queste ultime nelle valli, infatti, ci segnalano spesso che lavorano con velocità di connessione estremamente ridotte, che penalizzano l’operatività e la tempistica dei cicli aziendali. Riscontriamo inoltre ritardi nella realizzazione dell’infrastruttura sul territorio rispetto alle tempistiche fissate a suo tempo dalla Provincia.
A questo proposito, ci fa piacere che la Provincia abbia previsto un piano per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione provinciale, per il quale vengono assegnati 12 milioni di euro nel biennio 2019-2020. Ricordiamo però che la trasformazione digitale in atto non riguarda tanto le tecnologie, ampiamente disponibili e a costi accessibili, quanto i processi. È pertanto necessario che i progetti in questione contemplino anche una revisione delle procedure burocratiche, prevedendo una loro radicale semplificazione e riduzione dei tempi di risposta.
 
 SOCIETÀ CONTROLLATE 
Valutiamo positivamente lo stanziamento di 4,4 milioni di euro di risorse aggiuntive per Trentino Sviluppo, destinate a interventi per il rafforzamento patrimoniale e l’innovazione delle imprese. Chiediamo però di conoscere come si intende impiegare tali risorse e di prevedere il coinvolgimento delle Associazioni di categorie al fine di individuare gli interventi più idonei a produrre ricadute positive sul sistema produttivo.
In ambito turistico riscontriamo che questa manovra di assestamento assegna nuove ingenti risorse a Trentino Sviluppo (Trentino Marketing) per la realizzazione di interventi e la promozione di eventi. L’incremento di 8,3 milioni di euro per la promozione e il sostegno di manifestazioni sportive appare sproporzionato rispetto ai 3 milioni di euro destinati agli investimenti nel settore (impianti, bacini, piste da sci, ecc.).
In generale sarebbe preferibile valorizzare maggiormente gli investimenti delle società che operano nel settore (aziende termali e funiviarie) rispetto all’intervento diretto di società controllate dall’ente pubblico nelle scelte strategiche per un settore economico importante per il territorio come quello del turismo. 
 
 CONCLUSIONI 
Ci rendiamo conto che siamo in chiusura di legislatura, ma vogliamo ugualmente gettare lo sguardo oltre questa fase conclusiva e guardare ai prossimi cinque anni.
Ribadiamo l’importanza di mettere sempre al centro delle politiche provinciali, di qualsiasi colore esse siano, l’impresa quale soggetto capace di generare le risorse indispensabili a garantire un futuro di benessere alla nostra comunità.
Riteniamo in particolare che le due sfide principali, in ambito economico, che attendono il futuro Governo provinciale siano:
•    una profonda e incisiva riorganizzazione della pubblica amministrazione provinciale
•    un sistema di politiche economiche, destinate a imprese e lavoratori, che evitino interventi a pioggia o senza condizionalità e che abbiano il coraggio di premiare i migliori nell’interesse generale
È solo così, secondo la nostra visione, che il Trentino potrà rinnovarsi e rafforzarsi per rimanere tra le regioni più competitive dell’Unione Europea.

IL PRESIDENTE
Cav. Lav. Dott. Enrico Zobele

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