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«Riprendere al più presto gli investimenti in infrastrutture»

Anche Zobele, a Torino, ha partecipato agli Stati Generali dell’economia per invocare al Governo il cambio di rotta

Pare che i signori al governo siano gli unici a non aver capito che la strada che dovrebbe imboccare il Paese sia quella degli investimenti produttivi in conto capitale anziché l’aumento della spesa corrente.
Sono regole base, che si studiano già in terza ragioneria.
In un momento in cui l’Italia deve essere ricostruita in maniera antisismica, che deve essere messa in sicurezza idrogeologica, che deve essere ricostruita nelle infrastrutture create negli anni Cinquanta, anziché attivare il tutto e creare così business e lavoro per tutti come negli anni del Boom, i signori pensano solo a incrementare le uscite improduttive quando invece potrebbero alimentarle con la ripresa generata dagli investimenti.
 
Il mondo produttivo italiano si è riunito oggi a Torino, città simbolo dalla quale torna a mobilitarsi per far sentire ancora una volta la propria voce sulla TAV, sulle infrastrutture, sulle politiche per la crescita che servono al Paese.
Oltre 1500 imprenditori, in rappresentanza di 11 associazioni di categoria, complessivamente con più di 3 milioni di imprese, si sono dati appuntamento presso le Officine OGR: lo stato maggiore di Confindustria, con il Consiglio Generale, i gruppi tecnici e i presidenti delle Associazioni territoriali e di categoria, insieme alle altre Associazioni rappresentative dei commercianti, degli artigiani e delle cooperative con i loro presidenti e organi direttivi nazionali e territoriali.
 
L'evento è stato organizzato per protestare contro la politica dello stop ai cantieri e chiedere al Governo una spinta alla crescita con l'accelerazione degli investimenti privati fondamentali allo sviluppo del Paese.
All'appuntamento, organizzato da Confindustria, hanno preso parte anche Enrico Zobele e Roberto Busato, presidente e direttore generale di Confindustria Trento.
«Anche in Trentino – spiega Zobele – è opportuno riprendere al più presto una programmazione degli investimenti in infrastrutture.
«Questo tipo di interventi non favorirà soltanto l’attività e la competitività delle nostre imprese, ma andrà anche a vantaggio del benessere del territorio, della vivibilità e della qualità della vita di residenti e i turisti.»

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